#3593 TAR Emilia Romagna, Bologna, Sez. I, 17 aprile 2018, n. 326

Accesso a numero programmato corsi a numero chiuso-Trasferimento da ateneo straniero-Riconoscimento crediti formativi

Data Documento: 2018-04-17
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

L’ art. 3, comma 8, d.m. 16 marzo 2007, si limita a prevedere la facoltà per le Università di effettuare anche un colloquio quando si tratta di riconoscere i crediti formativi per consentire il passaggio da un Ateneo; la circostanza che non precisi la possibile distinzione tra studenti provenienti da Atenei stranieri e gli altri non ha alcun significato poiché, consentendo tale facoltà, ne affida la disciplina ai regolamenti di ateneo. Cosi  anche il d.m. 22 ottobre 2004, n. 270, il quale si limita  a parlare di procedure stabilite nel regolamento didattico di ateneo.

Contenuto sentenza
N. 00326/2018 REG.PROV.COLL.
N. 00025/2016 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 25 del 2016, proposto da: 
Elaine De Moraes Oliveira, rappresentata e difesa dagli avv.ti Marco Tronci, Giuseppe Sapienza, con domicilio eletto presso lo studio Alice Potitò in Bologna, via Mascarella 59; 
contro
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale di Bologna, anche domiciliataria in Bologna, via Guido Reni 4; 
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, in persona del Rettore p.t., rappresentata e difesa dagli avv.ti Lorenzo Canullo, Paola Pecorari, con domicilio eletto presso lo studio Francesco Bragagni in Bologna, Strada Maggiore 31; 
nei confronti
Paolo Rinaldi non costituito in giudizio; 
per l'annullamento
del verbale di valutazione del 9 novembre 2015 di mancata ammissione al quarto e terzo anno accademico con cui è stata comunicata dalla Commissione alla ricorrente la sua non idoneità ai fini dell'iscrizione al Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Odontoiatrica e Protesi dentaria;
della graduatoria definitiva del quarto e terzo anno accademico del procedimento selettivo per trasferimenti al corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria da altre sedi universitarie;
del provvedimento di mancata ammissione della ricorrente alle graduatorie definitive del quarto e terzo anno per insufficienza all'uopo dei CTU 94 convalidati, pubblicato nell'area riservata del sito UNI.MO.RE;
del Bando concorsuale del Corso di laurea magistrale a ciclo unico in "Odontoiatria e Protesi Dentaria" dell'UNI.MO.RE emanato con Decreto rettorale n. 267 del 6 luglio 2015;- del Regolamento didattico del Corso di Laurea magistrale a ciclo unico in "Odontoiatria e Protesi Dentaria";
nonché ove occorrer possa,
del DM 463 del 3 luglio 2015 art. 11 e 12 riportati dal Bando concorsuale nella sezione "Riconoscimento crediti formativi universitari CFU di precedenti carriere universitarie;
del DM del 16 marzo art. 7 c. 8 e 9, relativi rispettivamente ai vincoli dell'autonomia regolamentare universitaria nelle ipotesi di trasferimento al riconoscimento di una percentuale minima di CFU e trasferimento dello studente effettuato tra corsi di laurea magistrale appartenenti alla medesima classe;
del DM 22 ottobre 2004 art. 5 c.5 disciplinante il riconoscimento totale o parziale dei CFU nei casi di trasferimento ad altro Corso della medesima Facoltà o ad altro o diverso Corso di altra Facoltà;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e di Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 aprile 2018 il dott. Ugo De Carlo e uditi per le parti i difensori Giuseppe Sapienza, Silvia Bassani e Francesco Bragagni;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
La ricorrente, che aveva frequentato in Brasile la facoltà di odontoiatria, presentava domanda di trasferimento presso l’Università resistente.
La richiesta non veniva accolta poiché i crediti riconosciuti all’esito della valutazione degli esami sostenuti in Brasile non raggiungeva il numero minimo previsto dal bando e tenuto altresì dell’esito insufficiente del colloquio.
Faceva presente la ricorrente che, a causa del limitato spazio messo a disposizione dal sito istituzionale dell'Università pari a soli 2 MB in formato pdf', non era riuscita ad effettuare il caricamento telematico di tutti i programmi e documenti scientifici richiesti dal bando.
Precisava, inoltre, che prima di effettuare il colloquio era stata già effettuata la valutazione dei crediti con risultato insufficiente, mentre secondo il Bando il colloquio avrebbe dovuto svolgersi precedentemente a tale valutazione.
Nell’illustrare i motivi di ricorso, sosteneva preliminarmente l’ammissibilità dello stesso poiché l’atto impugnato non sarebbe meramente confermativo della precedente valutazione negativa all’esito dell’esame dei titoli, ma sarebbe stato emesso all’esito di ulteriore istruttoria oltre che del colloquio.
Il primo motivo lamenta la violazione dei "criteri selettivi" 8) e 9), sezione "passaggi e trasferimenti" del bando di "odontoiatria e protesi dentaria" dal momento che il colloquio, previsto solamente per gli studenti provenienti da Atenei stranieri, doveva svolgersi preliminarmente ad ogni altra valutazione e non successivamente sia al provvedimento d'esclusione della ricorrente sia ai due provvedimenti di graduatoria definitiva per l'accesso al 4° ed al 3° anno entrambi pubblicati il 23.9.2015.
Infatti nei due casi la rilevanza dell’atto è diversa poiché effettuare il colloquio preliminare successivamente alla pubblicazione delle graduatorie fa sì che il passaggio procedurale si trasformi in un esame universitario vero e proprio, in cui svanisce qualsiasi aspetto partecipativo ed esplicativo delle diversità dei programmi degli Atenei stranieri.
Il secondo motivo eccepisce la violazione dell'art. 3, commi 8 e 9, D.M. 16.3.2007 che impone agli Atenei un chiaro favor per i trasferimenti e per la tendenziale convalida integrale dei CFU.
Aver disposto soltanto 2 MB di spazio per caricare tutta la documentazione attestante tre anni di studio, comporta la conseguenza di consentire solo la convalida parziale dei CFU già maturati attraverso il necessitato caricamento parziale di tale documentazione da parte dello studente.
Si censura, altresì, la disposizione del Bando nella parte in cui ha rimesso allo studente l'abbinamento degli esami sostenuti presso l'Ateneo di provenienza rispetto a quelli oggetto dei primi tre anni di Corso all'Università di Modena e Reggio Emilia, in quanto in contrasto con l'art. 4, commi 8 e 9, D.M. 16.3.2007, laddove prevede che "L' inserimento, in parti diverse della domanda, di informazioni discrepanti oppure errate dovrà essere rigorosamente evitato. Ogni esame per il quale la richiesta verrà formulata omettendo il rispetto delle norme fin qui elencate, ovvero presentando informazioni incomplete, discrepanti o errate, sarà escluso dalla valutazione".
E’ illegittimo prevedere l'esclusione dalla convalida di materiale non correttamente caricato dallo studente, considerati il limitato spazio di 2 MB, e le difficoltà d'abbinamento tra Corsi strutturati in maniera diversa.
Inoltre, sebbene il Bando non prevedesse il deposito di supplementi di documentazione, la Commissione di esame, recependo il parere favorevole del responsabile del procedimento, in sede di colloquio ha dapprima invitato la ricorrente a presentare la documentazione attestante il superamento di esami non convalidati in quanto non caricabili, per l’incapienza di spazio del sito d'Ateneo, per poi non procedere a nessuna valutazione al riguardo.
Il terzo motivo censura l’illegittimità del Bando laddove ha previsto che il colloquio preliminare debba avvenire solo per gli studenti provenienti da un Ateneo straniero.
L'art. 7, commi 8 e 9, D.M. 16.3.2007 e l'art. 5, comma 5, D.M. 270/2004, prevedono che l'autonomia regolamentare possa introdurre, ai fini della convalida totale o parziale dei CFU, un colloquio preliminare, ma senza distinzione tra studenti provenienti da un Ateneo italiano, o comunitario o straniero.
Il quarto motivo lamenta la violazione del principio del collegio perfetto delle commissioni d'esame, in relazione al colloquio del 19.10.2015.
Il verbale di cui al colloquio del 19.10.2015 attesta che la Commissione d'esame che ha valutato la ricorrente era composta da dodici membri, ossia il Presidente Ugo Consolo ed altri undici docenti dell'Ateneo con l’assenza dei Proff. Frassineti, Bortolini e Zanocco Marani.
Il principio del collegio perfetto delle commissioni d'esame concerne l'attività valutativa e deliberativa vera e propria delle medesime. In tale sede, la dichiarazione di volontà del collegio è legittima nei limiti in cui è la risultante non già della manifestata volontà di tutti i membri della commissione, ma della volontà manifestata dalla maggioranza, presenti necessariamente tutti i membri.
Si costituiva in giudizio il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca con comparsa di mero stile e l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia che concludeva per il rigetto del ricorso contestando preliminarmente che quanto all’atto di esclusione del 19.10.2015 possa parlarsi di atto di conferma in senso proprio. Il presupposto errato di tale tesi è costituito dall’aver valutato come atto definitivo la graduatoria, pubblicata in data 23.9.2015 che, invece, era solamente un atto endoprocedimentali; peraltro se così non fosse, la ricorrente avrebbe dovuto impugnare anche la graduatoria del 23.9.2015 unitamente all’atto supposto come confermativo.
Alla camera di consiglio del 10.2.2016 la ricorrente rinunciava alla domanda cautelare.
Il ricorso è infondato.
Il primo motivo non è fondato proprio per le considerazioni svolte dall’Università circa la natura della pubblicazione delle graduatorie del 23.9.2015; si tratta, infatti, di un atto endoprocedimentale che i membri della Commissione hanno provveduto ad inserire; mediante la procedura on-line anche per consentire agli studenti di interloquire in merito al momento del colloquio.
Pertanto non si è verificata alcuna violazione procedurale poiché la ricorrente ha avere avuto la possibilità d'interloquire con la Commissione.
Quanto alla natura nozionistica delle domande sulle materie oggetto di riconoscimento, questo giudice non può entrare in valutazioni di merito; va comunque sottolineato che dalla lettura del verbale si evince che la ricorrente non ha mai risposto in maniera soddisfacente ad alcuna domanda e talvolta è rimasta in silenzio.
Quanto alle censure del secondo motivo, non è chiaro il senso della censura rispetto alle previsioni del D.M. 16.3.2007; si può comunque osservare che la ricorrente non è stata penalizzata per un cattivo abbinamento tra gli esami sostenuti e quelli che dovevano di conseguenza esserle riconosciuti. In relazione alla carenza di spazio sul sito per allegare tutta la documentazione necessaria, a prescindere dal fatto che gli altri aspiranti al trasferimento non avevano sollevato analoghe difficoltà, vi è stata la possibilità di presentare l’ulteriore documentazione in sede di colloquio e non risulta che la stessa non sia stata considerata, né tale conclusione può trarsi dal fatto che non sono cresciuti i crediti riconosciuti rispetto a quelli della graduatoria preliminare del 23.9.2015.
Il terzo motivo solleva un problema di disparità di trattamento tra studenti provenienti dagli Atenei stranieri e gli altri in relazione alla necessità di svolgere il colloquio preliminare.
La normativa citata dalla ricorrente non legittima la censura come proposta l’art. 3, comma 8, D.M. 16.3.2007 si limita a prevedere la facoltà per le Università di effettuare anche un colloquio quando si tratta di riconoscere i crediti formativi per consentire il passaggio da un Ateneo; la circostanza che non precisi la possibile distinzione tra studenti provenienti da Atenei stranieri e gli altri non ha alcun significato poiché, consentendo tale facoltà, ne affida la disciplina ai regolamenti di ateneo allo stesso modo del D.M. 270/2004 che si limita addirittura a parlare di procedure stabilite nel regolamento didattico di ateneo.
Peraltro l’Università resistente ha giustificato tale differenziazione
Poiché per gli Atenei nazionali esiste appunto uno standard omogeneo, che permette una comparazione tra programmi d'esame più snella, non rendendo, quindi, necessaria un'attività di verifica orale.
Le notevoli differenze con la disciplina degli Atenei stranieri in particolari con quelli da cui proviene la ricorrente è notevole ed è sufficiente a tal fine richiamare tutte le considerazioni svolte a tal fine nel verbale del colloquio del 19.10.2015.
Il quarto motivo è infondato in quanto l’organo che doveva valutare i titoli e la preparazione dei richiedenti il trasferimento è il Consiglio di Corso di laurea magistrale che, secondo l'art. 1, comma 2, del regolamento didattico del corso di laurea, svolge la sua attività secondo quanto previsto dallo Statuto.
L'art. 34 dello Statuto stabilisce che i dipartimenti possono istituire Consigli dei Corsi di studio, alla scopo di organizzare, coordinare e valutare l'attività didattica. Per quanto concerne, poi, il funzionamento di tali organi collegiali, lo Statuto sancisce all'art. 46, comma 1, che:"... salvo che non sia diversamente disposto, per la validità delle adunanze degli organi collegiali è necessario che intervenga la maggioranza dei componenti. Nel calcolo della maggioranza non si computano coloro che abbiano giustificato la loro assenza, anche con Mezzi telematici...".
Ad ulteriore conferma che non siamo difronte ad un collegio perfetto sta la previsione, sottolineata nella difesa dell’Università, che non sono previsti membri supplenti come accade tutte le volte che sia stabilita dalla normativa la previsione di un collegio perfetto che diversamente non potrebbe funzionario in caso di impedimento di uno dei suoi membri.
Il ricorso va, in conclusione, respinto con condanna alle spese nei confronti della sola Università resistente dal momento che il Ministero non ha compiuto una reale attività difensiva.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna, Sezione Prima, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta.
Condanna la ricorrente a rifondere le spese di giudizio che liquida in € 3.000 oltre accessori nei confronti dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Compensa le spese nei confronti del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Bologna nella camera di consiglio del giorno 5 aprile 2018 con l'intervento dei magistrati:
Giuseppe Di Nunzio, Presidente
Umberto Giovannini, Consigliere
Ugo De Carlo, Consigliere, Estensore
 Pubblicato il 17/04/2018