#2397 TAR Emilia Romagna, Bologna, Sez. I, 10 novembre 2016, n. 922

Diritto elettorato passivo professore ordinario per la direzione della scuola di specializzazione

Data Documento: 2016-11-10
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

La ratio dell’art. 5, comma 4, D.Lgs. 30 dicembre 1999, n. 517, individuata in ossequio agli artt. 3, 76 e 97 Cost., può così sintetizzarsi: a) soddisfacimento delle esigenze assistenziali richieste dall’effettivo interesse pubblico e non da ragioni eventuali di carriera degli interessati; b) necessità per i professori ordinari che aspirino alla direzione delle Scuole di specializzazione di svolgere attività assistenziale in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale; c) possibilità di svolgere la predetta attività assistenziale, in alternativa, o sulla base di un “incarico di direzione di struttura semplice o complessa” oppure, qualora non sia stato possibile conferire tale incarico, sulla base di “programmi, infra o interdipartimentali, finalizzati alla integrazione delle attività assistenziali, didattiche e di ricerca”. La mancanza di uno di questi requisiti legittima, dunque, il diniego di elettorato passivo per la direzione di una scuola di specializzazione medica.

Contenuto sentenza
N. 00922/2016 REG.PROV.COLL.
N. 00780/2016 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 780 del 2016, proposto da: 
Raffaele Bugiardini, rappresentato e difeso dall'avvocato Suela Fani C.F. FNASLU74D56Z100N, con domicilio eletto presso il suo studio in Bologna, via San Petronio Vecchio 23; 
contro
Universita' degli Studi di Bologna, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distr.le Bologna, domiciliata in Bologna, via Guido Reni 4; 
per l'annullamento
della nota del 30 settembre 216 - prot. 87787 di diniego del possesso dei requisiti per l'elettorato passivo nella Scuola di Specializzazione in Malattie dell'Apparato Cardiovascolare, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e o consequenziale;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Universita' degli Studi di Bologna;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 novembre 2016 il dott. Giuseppe Di Nunzio e uditi per le parti i difensori Suela Fani e Andrea Cecchieri;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
Si può prescindere dalle eccezioni di rito in quanto il ricorso è infondato nel merito.
In punto di fatto, il ricorso verte sul diniego opposto dall’Amministrazione dell’Università di Bologna al diritto all’elettorato passivo a un professore ordinario per la direzione della Scuola di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare.
In punto di diritto, il ricorso verte essenzialmente sull’interpretazione dell’art. 5, c.4, D.Lgs. 517/99, come effettuata dall’Amministrazione e in rapporto agli artt. 3, 76 e 97 Cost.
La ratio del menzionato c.4, conforme a logica e non contraddittoria, in ossequio ai predetti principi costituzionali, può così sintetizzarsi:
a) Soddisfacimento delle esigenze assistenziali richieste dall’effettivo interesse pubblico e non da ragioni eventuali di carriera degli interessati;
b) Necessità per i professori ordinari che aspirino alla direzione delle Scuole di specializzazione di svolgere attività assistenziale in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale;
c) Possibilità di svolgere la predetta attività assistenziale, in alternativa, o sulla base di un “incarico di direzione di struttura semplice o complessa” oppure, qualora non sia stato possibile conferire tale incarico, sulla base di “programmi, infra o interdipartimentali, finalizzati alla integrazione delle attività assistenziali, didattiche e di ricerca”.
Nel caso de quo, il diniego impugnato è motivato dalla pacifica mancanza, in capo al ricorrente, di una delle predette alternative, dato che non ha ricoperto un incarico di direzione ed ha rifiutato, in due occasioni, l’ultima nel 2013, di svolgere un programma assistenziale.
Non è possibile dedurre che l’anzidetto rifiuto comporti una deminutio di status permanente dell’interessato perché è sempre possibile che sopravvenga una delle citate alternative che gli attribuiscano o riattribuiscano l’eleggibilità passiva.
Oggetto del presente giudizio –si rileva- non è il diritto di ottenere ora uno degli alternativi titoli di cui sopra, bensì il diniego impugnato, per mancanza del titolo, qui esaminato.
In definitiva, il ricorso deve essere respinto, non essendo neppure non manifestamente infondata la questione di costituzionalità sollevata.
Le spese del giudizio possono essere compensate, tenuto conto di alcune incertezze giurisprudenziali.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna (Sezione Prima)
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Bologna nella camera di consiglio del giorno 9 novembre 2016 con l'intervento dei magistrati:
Giuseppe Di Nunzio, Presidente, Estensore
Umberto Giovannini, Consigliere
Ugo De Carlo, Consigliere
Pubblicato il 10/11/2016