#4346 TAR Campania, Napoli, Sez. IV, 25 ottobre 2018, n. 6237

Mancata assegnazione della borsa di studio - convalida esami di proffito

Data Documento: 2018-10-25
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

é legittimo il provvedimento dell’Azienda  per il diritto allo Studio Universitario di negare la borsa di studio sulla base della nota della Commissione di Coordinamento Didattico del 25 ottobre 2016 relativa ai crediti, ha considerato in modo “ pieno” solo i crediti di alcuni esami, mentre per altri la convalida è stata solo “ parziale”, ed essi non sono stati inseriti nella carriera dell’interessato perché “ la condizione affinchè questo avvenga è l’acquisizione completa dei CFU (attraverso l’esame di profitto) di ogni singolo esame convalidato parzialmente”. Il ricorrente avrebbe dovuto impugnare, infatti, la nota suddetta emanata dall’università.

Contenuto sentenza
N. 06237/2018 REG.PROV.COLL.
N. 01148/2018 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania
(Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1148 del 2018, integrato da motivi aggiunti, proposto da Ruggero Amato, rappresentato e difeso dall'avvocato Angelo Di Palma, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; 

contro
Adisurc - Azienda per il diritto allo Studio Universitario Regione Campania, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, domiciliata ex lege in Napoli, via Armando Diaz, 11; 
Università Federico II di Napoli, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituita in giudizio.

per l'annullamento
A) per quanto riguarda il ricorso introduttivo:
-del provvedimento di diniego di assegnazione della borsa di studio in favore del ricorrente in quanto “negativo per merito”.
B) per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Amato Ruggero il 662018 :
-della nota pec dell'ADISURC Campania, protocollo di partenza n. 4049/2018 del 06/04/2018, che ha confermato l'esclusione del candidato dal concorso con la seguente motivazione: “Il numero di crediti conseguiti entro il 10/08/2017, compreso il bonus eventualmente aggiunto dall'Azienda secondo le modalità indicate nell'art. 3.6 del bando, risulta essere inferiore al requisito minimo di merito previsto per gli iscritti a corsi di laurea a ciclo unico, a partire dall'anno di prima iscrizione e fino all'a.a. 2017/2018 compreso.
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Adisurc - Azienda per il Diritto Allo Studio Universitario Regione Campania;
Vista l’ordinanza cautelare n. 511 del 9 aprile 2018;
Visti i decreti di ammissione della parte al gratuito patrocinio;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 20 giugno 2018 la dott.ssa Maria Barbara Cavallo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1.Ruggero AMATO, con ricorso notificato il 23 febbraio 2018, ha impugnato il provvedimento di diniego di assegnazione della borsa di studio in suo favore per l’anno 2017, in quanto “negativo per merito”.
Prospetta in fatto:
-di essere stato già iscritto per gli anni accademici 2014/2015 e 2015/2016 al Corso di Laurea in Tecnologie delle Produzioni Animali presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II;
- di aver ottenuto dall’a.a. 2016/2017 il passaggio alla facoltà di Medicina Veterinaria presso la stessa Università, con convalida – da parte della Commissione di Coordinamento Didattico, come
da verbale n. 4 del 25 ottobre 2016, esibito in atti - degli esami sostenuti nel precedente corso di laurea ai fini della carriera universitaria;
-di aver partecipato al concorso, per soli titoli, per l’attribuzione di borse di studio, bandito dalla A.Di.S.U.R.C. per l’anno accademico 2017/2018, ricevendo però un riscontro negativo in quanto, secondo la motivazione fornita dalla parte resistente, “il numero di crediti conseguiti entro il 10/08/2017, compreso il bonus eventualmente aggiunto dall'Azienda secondo le modalità indicate nell'art. 3.6 del bando, risulta essere inferiore al requisito minimo di merito previsto per gli iscritti a corsi di laurea a ciclo unico, a partire dall'anno di prima iscrizione e fino all'a.a. 2017/2018 compreso”.
1.1. Ritenendo che dalla convalida dei precedenti esami l’ammontare dei crediti consentisse l’assegnazione del beneficio (trattandosi di superare i 135 CFU, come da tabella in atti), il sig. Amato ha impugnato il provvedimento di diniego prospettando la plurima violazione della legge 241/90, nonché l’errata valutazione dei presupposti di fatto e di diritto e in particolate dell’art. 3.5 del bando in relazione, anche, all’art. 34 Cost.
Infatti, l’Amministrazione avrebbe erroneamente conteggiato in capo al ricorrente solo i crediti (54) relativi agli esami sostenuti dall’anno accademico 2016/2017 (iscrizione a Medicina Veterinaria), alla data del 10.08.2017, ultimo giorno utile, ai sensi del bando, per poter usufruire dei crediti conseguiti, ma omettendo di considerare il verbale n. 4/2016 della Commissione di Coordinamento Didattico che, nel convalidare gli esami sostenuti dal ricorrente nella pregressa carriera universitaria, gli aveva riconosciuto i relativi crediti (111).
Vi sarebbe dunque la violazione dell’art. 3.5. del bando, relativo al conteggio dei crediti in caso di variazioni di carriera.
2. Con ordinanza cautelare n. 511 del 9 aprile 2018, questa Sezione, dato atto che in sede di discussione alla camera di consiglio del 4 aprile 2018 il difensore del ricorrente aveva esibito documentazione cartacea dalla quale non appariva destituita di fondatezza la tesi del ricorrente circa la contraddizione tra la documentazione depositata in atti, attestante la convalida degli esami da parte dell’Università e, quindi, il riconoscimento di un elevato complessivo numero di crediti (n. 111), e, dall’altra parte, il diniego del beneficio in ragione dell’attestazione, sempre da parte dell’Ateneo, di soli 54 crediti, corrispondenti ai soli esami sostenuti presso la facoltà di Veterinaria, ha disposto in capo all’Università Federico II la allegazione di “documentati chiarimenti in ordine ai criteri utilizzati nell’indicazione del numero di crediti posseduti dal ricorrente e trasmessi all’A.Di.S.U.R.C. per le finalità di cui alla domanda di partecipazione al bando per borse di studio”, rinviando per la decisione ai sensi dell’art. 55 comma 10 c.p.a.
3. Si è costituita A.Di.S.U.R.C. depositando documentazione.
Anche da parte dell’Università Federico II, non costituita, è pervenuta documentazione.
4. Con successivi motivi aggiunti, depositati il 6 giugno 2018, il sig. Amato ha impugnato la nota pec dell’ADISURC Campania, protocollo di partenza n. 4049/2018 del 06/04/2018, che ha confermato l’esclusione del ricorrente.
5. All’udienza pubblica del 20 giugno 2018 il collegio ha trattenuto la causa in decisione.
6. Alla luce della documentazione prodotta a seguito della richiesta interlocutoria, avanzata nelle more della definizione del giudizio, e considerato anche il contenuto del provvedimento impugnato con i motivi aggiunti, il gravame va respinto.
Il ricorrente si appella all’art. 3.5. del bando di concorso A.Di.S.U.R.C. per l’assegnazione di borse di studio per l’anno 2017/2018 agli studenti delle varie università della Regione Campania (“Candidati che hanno effettuato variazioni di carriera: rinuncia, decadenza, passaggio di corso di laurea, abbreviazione di corso, trasferimento da altro Ateneo”) per affermare che nel suo passaggio dal corso di laurea in Tecnologie delle Produzioni Animali al corso di laurea a ciclo unico in Medicina Veterinaria (con collocazione virtuale al quarto anno di corso, dato emergente dagli atti e non contestato) ha avuto dall’Università la convalida di diversi esami e il riconoscimento dei relativi crediti (vedi verbale n. 4 del 25 ottobre 2016, all. 3 prod. Amato), per un ammontare complessivo di 111 CFU che, sommati ai 54 relativi all’anno in corso, gli consentono di superare la soglia dei 135 CFU necessari per accedere al beneficio economico della borsa di studio.
Astrattamente tale prospettazione sembrava avvalorata, prima facie, dai documenti in atti, e ciò ha indotto il collegio a sospendere il provvedimento impugnato e a disporre istruttoria per avere, dall’Università Federico II, appositi chiarimenti circa i criteri di calcolo del numero dei crediti a disposizione del ricorrente, sulla cui base l’A.Di.S.U.R.C. ha emesso il provvedimento impugnato con il ricorso.
Orbene, al di là dei documenti depositati dall’Università, che non mutano il quadro noto al collegio, va considerata la produzione A.Di.S.U.R.C. del 9 maggio 2018, il cui allegato n. 3 è costituito dalla nota dell’Azienda successivamente impugnata, con motivi aggiunti, dall’Amato, ed il cui allegato n. 5 è la nota, più volta richiamata, dell’Università Federico II n. 3298 del 4 aprile 2018, nella quale si chiarisce che la convalida della Commissione di Coordinamento Didattico del 25 ottobre 2016 relativa ai crediti, ha considerato in modo “ pieno” solo i crediti di alcuni esami, mentre per altri la convalida è stata solo “ parziale”, ed essi non sono stati inseriti nella carriera dell’interessato perché “ la condizione affinchè questo avvenga è l’acquisizione completa dei CFU (attraverso l’esame di profitto) di ogni singolo esame convalidato parzialmente”.
In sostanza, il ricorrente avrebbe dovuto, a questo punto, impugnare la delibera del 25 ottobre 2016 n. 4 e contestarla sotto questo aspetto, in quanto, secondo l’Università (e, di conseguenza, secondo A.Di.S.U.R.C.) è questa la ragione per il mancato riconoscimento, al 2017/2018, dei 111 crediti potenzialmente maturati dall’interessato.
A prescindere dalla correttezza di tale interpretazione (che, si ribadisce, andava espressamente contestata), l’A.Di.S.U.R.C. ha ribadito in più occasioni di aver adeguato la propria decisione sulla non spettanza del beneficio alla valutazione fatta, a monte, dall’Università.
Di conseguenza, l’esito negativo dell’istanza appare, sotto questo aspetto, incontestabile.
7. Per questa ragione, il ricorso e i motivi aggiunti non possono essere accolti.
Stante la complessità della questione e l’esito della fase cautelare, le spese di lite si compensano integralmente con la parte costituita.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso e sui motivi aggiunti li rigetta.
Compensa integralmente le spese tra le parti costituite.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 20 giugno 2018 con l'intervento dei magistrati:
Anna Pappalardo, Presidente
Michele Buonauro, Consigliere
Maria Barbara Cavallo, Consigliere, Estensore

Pubblicato il 25/10/2018