#424 TAR Campania, Napoli, Sez. II, 22 dicembre 2014, n. 6890

Rigetto richiesta ricercatore di trattenimento in servizio per un biennio oltre il periodo di età pensionabile

Data Documento: 2014-12-22
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

L’art. 16, comma 1, D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 attribuisce al dipendente pubblico una semplice facoltà di richiesta di trattenimento in servizio per un biennio oltre il periodo di età pensionabile e non un diritto soggettivo a detto mantenimento, potendo l’amministrazione discrezionalmente accogliere o meno tale istanza, in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali. Il provvedimento di accoglimento – e non quello di diniego – è oggetto di un obbligo di motivazione aggravato, imposto dal fatto che il prolungamento di servizio comporta un ulteriore esborso di denaro pubblico. È, quindi, in relazione alle esigenze organizzative e funzionali dell’amministrazione che va incentrata la scelta, non richiedendosi, ove tali esigenze non vengano riscontrate, una speciale esternazione circa la particolare esperienza professionale dell’interessato.

Contenuto sentenza
N. 06890/2014 REG.PROV.COLL.
N. 06327/2014 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 6327 del 2014, proposto da: 
Andrea Fiore, rappresentato e difeso dall'avv. Enrico Cellupica, con domicilio eletto presso Nerino Allocati in Napoli, Via Gomez De Ayala N.6; 
contro
Seconda Università degli Studi di Napoli, rappresentato e difeso per legge dall'Antonia Sabbetta, domiciliata in Napoli, Dello Stato; Azienda Ospedaliera della Seconda Università degli Studi di Napoli; 
per l'annullamento
della nota prot.18.333 dell'11.07.14 della seconda università di napoli avente ad oggetto il preavviso di diniego della richiesta di trattenimento in servizio biennio 2014-2016;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Seconda Università degli Studi di Napoli;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 18 dicembre 2014 il dott. Claudio Rovis e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
considerato
che il ricorso è manifestamente inammissibile in quanto il preavviso di cui all’art. 10-bis della legge n. 241 del 1990 riveste natura di atto endoprocedimentale. Tale norma, infatti, impone all’Amministrazione, prima di adottare un provvedimento sfavorevole nei confronti del richiedente, di comunicargli le ragioni ostative all’accoglimento della sua istanza, sì da rendere possibile l’instaurazione di un contraddittorio all’interno del procedimento ed aumentare così le sue chances di ottenere il bene della vita (di cui alla proposta istanza) dalla stessa P.A., evitando la fase giurisdizionale: con la conseguenza che la comunicazione dei motivi ostativi non è immediatamente lesiva della sfera giuridica del destinatario e, quindi, non è autonomamente ed immediatamente impugnabile;
che, peraltro, la pretesa del ricorrente - Ricercatore confermato presso la Seconda Università degli Studi di Napoli - di permanere in servizio per il periodo di un biennio oltre il limite di età per il collocamento a riposo è anche infondata;
che, infatti, premesso che nel caso di compimento dell’età pensionabile da parte del dipendente pubblico l'Amministrazione risolve il rapporto senza preavviso, salvo domanda dell'interessato di permanere in servizio oltre il compimento stesso (l’effetto dissolutorio del rapporto di servizio opera “ex lege” con il raggiungimento del limite di età, e la disposizione che consente ai pubblici impiegati di rimanere in servizio oltre il limite fissato dal legislatore costituisce eccezione che deve essere opportunamente giustificata), la ratio dell'art. 16 del DLgs n. 503/1992, nella versione vigente, è essenzialmente di contenimento finanziario (cfr., ex multis, CdS, VI, 24.10.2013 n. 5147): la disposizione non contempla più un diritto soggettivo alla permanenza in servizio del pubblico dipendente, ma prevede che l'istanza, che quest’ultimo ha facoltà di presentare, vada valutata discrezionalmente dall'Amministrazione, la quale ha facoltà di accoglierla, e possa trovare accoglimento solo in presenza degli specifici presupposti individuati dalla disposizione, i primi dei quali legati ai profili organizzativi generali dell'Amministrazione medesima ("in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali"), e quelli seguenti alla situazione specifica soggettiva e oggettiva del richiedente ("in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in determinati o specifici ambiti"). È, quindi, in relazione alle esigenze organizzative e funzionali dell'Amministrazione che va incentrata la scelta, non richiedendosi, ove tali esigenze non vengano riscontrate, una speciale esternazione circa la particolare esperienza professionale dell'interessato. L'esternazione di una tale giustificazione della scelta - insieme a quella sugli altri elementi richiesti dalla disposizione - è necessaria per dar conto di come e perché l'Amministrazione si determini, in deroga alle esigenze di risparmio perseguite dalla legge, a seguire questa speciale via. Non è così, invece, quando l'Amministrazione si determini negativamente, ricorrendo allora la situazione ordinaria di normale estinzione del rapporto lavorativo per raggiungimento dei limiti di età, che non richiede una speciale esternazione circa la particolare esperienza professionale dell'interessato. La ratio della norma è, come si è detto, essenzialmente di contenimento finanziario e questo prevale, perché così vuole la legge, sulla qualità professionale del docente: sicché è nella prima valutazione che va incentrata la scelta e ne va, se positiva rispetto alla disponibilità offerta dall'interessato, manifestata la ragione;
che, ciò precisato, e passando all’esame del caso concreto, è coerente e congruamente motivata alla stregua dei criteri assunti dal Senato accademico e dal Consiglio di Amministrazione dell’Università nelle riunioni del 22.7.2013 e, rispettivamente, del 23.7.2013 (e confermati nelle sedute del 19.6.2014 e del 20.6.2014) la determinazione rettorale di insussistenza di particolari ragioni che potessero giustificare il trattenimento in servizio, non potendo in ogni caso il giudice di legittimità sovrapporre il proprio convincimento a quello espresso dagli organi a ciò deputati;
che tali considerazioni neppure potrebbero essere superate da eventuali argomentazioni dell'interessato – nella specie non svolte - tese a dare risalto alla particolare esperienza professionale acquisita, trascurata in sede valutativa. Come si è detto, la qualità professionale del docente che chiede il trattenimento in servizio oltre il limite di età non è suscettibile di rilevare di per sé sola, a prescindere dal ricorso di esigenze organizzative e funzionali non altrimenti adeguatamente fronteggiabili e laddove l'Amministrazione abbia indicato che l'efficiente andamento dei servizi non sarebbe stato compromesso dal suo collocamento in quiescenza;
che, dunque, per le suesposte considerazioni il ricorso è inammissibile e, comunque, infondato;
che, peraltro, apprezzate le circostanze, le spese di giudizio possono essere compensate fra le parti;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Compensa le spese e le competenze del giudizio tra le parti.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 18 dicembre 2014 con l'intervento dei magistrati:
Claudio Rovis, Presidente, Estensore
Gabriele Nunziata, Consigliere
Francesco Guarracino, Consigliere
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 22/12/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)