#322 TAR Calabria, Reggio Calabria, 6 novembre 2015, n. 1092

Procedure selettiva del personale-Composizione commissione in sede di riesame

Data Documento: 2015-11-06
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Quando è annullato in sede giurisdizionale il provvedimento adottato da un organo collegiale, con ordine alla amministrazione di procedere al riesame, si deve distinguere il caso in cui la sentenza dispone che gli ulteriori provvedimenti siano emanati da una commissione di cui facciano parte altri componenti, diversi da quelli che abbiano emanato gli atti annullati, dal caso in cui il giudice non abbia nulla disposto al riguardo. Nel primo caso, l’amministrazione non può che disporre la convocazione di una commissione in diversa composizione. Nel secondo caso, l’amministrazione può discrezionalmente valutare se sia il caso di convocare una commissione in diversa composizione, in piena conformità ai principi del buon andamento e dell’imparzialità dell’azione amministrativa.

Contenuto sentenza
N. 01092/2015 REG.PROV.COLL.
N. 00243/2011 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria
Sezione Staccata di Reggio Calabria
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 243 del 2011, proposto dal signor Giuseppe Verduci, rappresentato e difeso dall'avvocato Ferdinando Salmeri, con domicilio eletto presso il suo studio, in Reggio Calabria, Via Archia Poeta, 1/A; 
contro
l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, in persona del legale rappresentante protempore, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Reggio Calabria, Via del Plebiscito, 15; 
nei confronti di
i signori Vincenzo Periti, Domenico Favasulli Foti, Maurizio Callea, Domenico Pensabene; 
per l'annullamento del verbale del 22 novembre 2010 di valutazione del punteggio da riconoscere al concorrente nella procedura selettiva per soli titoli ex art. 74, comma 5, lett. c) del d. lgs 165/2001.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio della Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 23 settembre 2015 il referendario Angela Fontana e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. Il signor Giuseppe Verduci ha partecipato alla procedura selettiva per soli titoli indetta dalla Università degli Studi di Reggio Calabria, ex art. 74 del D. lgs 165/01, per la copertura di due posti di categoria C, collocandosi al terzo posto della graduatoria con 15,50 punti.
2. Con un primo ricorso proposto dinanzi a questo Tribunale, egli ha chiesto l’annullamento parziale della procedura di concorso, lamentando che il punteggio attribuitogli non fosse corretto in quanto la Commissione giudicatrice aveva erroneamente ritenuto che non gli dovesse essere riconosciuto il punteggio spettante per lo specifico requisito dell’ “arricchimento professionale”.
Il TAR con la sentenza n. 1182/2009 ha accolto il ricorso ritenendo che la commissione esaminatrice non ha sufficientemente evidenziato le ragioni che la hanno indotta ad escludere il cd ‘arricchimento professionale’, ed ha ordinato all’amministrazione il riesame degli atti prodotti dall’interessato.
3. In sede di esecuzione della sentenza del TAR, l’Università di Reggio Calabria ha avviato il procedimento di riesame della documentazione a suo tempo prodotta.
In data 22 novembre 2010si è riunita la Commissione esaminatrice la quale, all’esito dello scrutinio della candidatura del signor Verduci, ha nuovamente escluso la configurabilità di un ‘arricchimento professionale’, come definito dal bando, ed ha confermato il medesimo punteggio, già espresso in sede di primo esame dei titoli (riattribuendo il punteggio ‘zero’ al requisito ‘arricchimento professionale).
4. Con l’odierno gravame, il signor Verduci impugna l’esito del riesame compiuto dalla Commissione, chiedendo l’annullamento del verbale del 22 novembre 2010 e gli atti susseguenti lamentando la sussistenza dei seguenti vizi:
- la valutazione è stata posta in essere da una commissione avente una composizione diversa da quella che ha emanato gli atti poi annullati con la sentenza n. 1182 del 2009;
- l’amministrazione avrebbe dovuto formulare una nuova graduatoria a seguito del procedimento di riesame in quanto la sentenza Tar aveva disposto l’annullamento della procedura;
- la commissione non ha valutato che con provvedimento del Rettore del 10 febbraio 2000, egli era stato, insieme ad altri docenti e ad altri dipendenti, inserito nel progetto “ Assistenza tecnica e sostegno per lo smaltimento delle acque di vegetazione” inserito nel Piano di Azione Locale “ Basso Tirreno Reggino” nel quadro dell’inziativa comunitaria Leader II.-
- la commissione non aveva emanato atti trasparenti ed imparziali in quanto, anche in sede di attribuzione del punteggio ad altro candidato, non aveva reso esplicite le ragioni in base alle quali solo una parte della documentazione prodotta era stata ritenuta utile .
Si è costituita in giudizio l’amministrazione resistente difendendo la legittimità dei propri atti e chiedendo il rigetto del ricorso.
All’udienza pubblica del 23 settembre 2015, la causa è stata trattenuta per la decisione.
5. Il ricorso è in parte inammissibile ed in parte infondato.
5.1 Con il primo motivo, il ricorrente lamenta la irregolarità della costituzione della commissione esaminatrice che - al fine procedere al riesame dei titoli prodotti dal candidato - è stata convocata in formazione diversa da quella che originariamente aveva scrutinato la candidatura.
Tale censura non può essere condivisa.
Quando, infatti, è annullato in sede giurisdizionale il provvedimento adottato da un organo collegiale con ordine alla amministrazione di procedere a riesame, si deve distinguere il caso in cui la sentenza dispone che gli ulteriori provvedimenti siano emanati da una commissione di cui facciano parte altri componenti, diverso da quelli che abbiano emanato gli atti annullati, dal caso in cui il giudice non abbia nulla disposto al riguardo.
Nel primo caso, l’amministrazione non può che adeguarsi alle statuizioni del giudice e dunque disporre la convocazione di una commissione in diversa composizione.
Nel secondo caso, l’amministrazione può discrezionalmente valutare se sia il caso di convocare una commissione in diversa composizione: la sua determinazione di modificare la composizione della commissione, in quanto volta a far sì che si pronuncino altri componenti, non può che essere considerata conforme ai principi del buon andamento e della imparzialità della azione amministrativa.
5.2 Va dichiarata inammissibile per difetto di interesse , e comunque risulta infondata, la seconda censura , con cui il ricorrente lamenta che l’Amministrazione – all’esito del riesame degli atti – non avrebbe formulato una nuova graduatoria.
Da un lato, infatti, il ricorrente non ha conseguito un punteggio utile a conseguire uno dei posti messi a concorso. Dall’altro, risulta dalla documentazione acquisita che la commissione – proprio perché ha ritenuto non spettante il punteggio richiesto dal ricorrente – ha evidentemente ravvisato l’immutabilità della graduatoria già a suo tempo redatta.
5.3 Con una ulteriore censura, il ricorrente lamenta la erroneità della valutazione operata dalla commissione che non avrebbe tenuto conto dell’incarico conferitogli in data 10 febbraio 2000.
Ed invero, con tale provvedimento, il consiglio di amministrazione (e non il Rettore) ha deliberato di autorizzare una parte del personale a svolgere attività di consulenza e collaborazione relativa al progetto “Assistenza tecnica e sostegno per lo smaltimento delle acque di vegetazione”, inserito nel Piano di Azione Locale “Basso Tirreno Reggino”: pur se tra le persone autorizzate figura anche il ricorrente, rileva la Sezione che tale autorizzazione non può essere assimilata, nemmeno sul piano formale, ad un “incarico ricevuto con provvedimento rettorale”.
La relativa previsione del bando, infatti, deve essere intesa come riferita ai casi in cui al funzionario viene conferito ad personam da parte del Rettore – e non anche da un altro organo amministrativo - uno specifico incarico professionale.
Né si può ritenere che il conferimento di un tale incarico si possa desumere dalla autorizzazione alla esecuzione del progetto.
6. Per le esposte ragioni, il ricorso nel suo complesso, va respinto.
La liquidazione delle spese segue la soccombenza nella misura indicata nel dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria Sezione Staccata di Reggio Calabria
definitivamente pronunciando sul ricorso n. 243 del 2011, come in epigrafe proposto, in parte lo ritiene inammissibile ed in parte lo respinge.
Condanna il signor Verduci al pagamento nei confronti dell’Università degli Studi Mediterranea delle spese del presente giudizio che liquida in euro 1.000,00 (euro mille/00) oltre accessori di legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Reggio Calabria nella camera di consiglio del giorno 23 settembre 2015 con l'intervento dei magistrati:
Roberto Politi, Presidente
Angela Fontana, Referendario, Estensore
Donatella Testini, Referendario
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 06/11/2015
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)