#1139 TAR Calabria, Reggio Calabria, 13 maggio 2016, n. 502

Procedura di valutazione comparativa copertura posto di ricercatore-Riedizione della procedura di valutazione-Inadeguatezza, incoerenza ed illegittimità nuova valutazione

Data Documento: 2016-05-13
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Contenuto sentenza
N. 00502/2016 REG.PROV.COLL.
N. 00720/2013 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria
Sezione Staccata di Reggio Calabria
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 720 del 2013, proposto da: 
Clara Stella Vicari Aversa, rappresentata e difesa dall'avv. Emanuela Romanelli, con domicilio eletto presso lo studio dell’Avv. Beniamino Toscano in Reggio Calabria, Via XXI Agosto N. 121; 
contro
Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria in persona del Rettore p.t., rappresentata e difesa dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Reggio Calabria, Via del Plebiscito, 15; 
nei confronti di
Antonello Russo, rappresentato e difeso dall’avv. Michele Salazar, con domicilio eletto presso il suo studio in Reggio Calabria, Via Re Ruggero, 9; 
per l'annullamento, previa sospensione,
del decreto prot. n. 218, pubblicato sulla G.U. n. 65 del 16 agosto 2013, con il quale il Rettore dell’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria, in data 24 luglio 2013, ha approvato gli atti della procedura di valutazione comparativa e nominato il Dott. Antonello Russo vincitore del concorso per titoli ed esami a posto di ricercatore universitario per la Facoltà di Architettura, settore scientifico-disciplinare ICAR/14 Composizione Architettonica ed Urbana.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria e di Antonello Russo;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 10 marzo 2016 il dott. Filippo Maria Tropiano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO
La vicenda in esame attiene ad una procedura di valutazione comparativa per n. 1 di ricercatore nel settore scientifico-disciplinare ICAR/14 presso la Facoltà di Architettura, indetta con bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 2008 n. 19.
Svoltasi una prima volta la procedura, all’esito dell’espletamento delle prove scritte ed orali, la Commissione, all’unanimità, nominava vincitore il Dott. Antonello Russo, odierno controinteressato.
In data 23 dicembre 2008, venivano approvati gli atti del concorso e veniva dichiarato formalmente vincitore il citato Dott. Russo, giusti decreti nn. 452 e 458 adottati dal Prorettore dell’Università degli Studi Mediterranea.
L’odierna ricorrente Dott.ssa Vicari Aversa impugnava i suddetti atti concorsuali e si incardinava così il giudizio NRG. 142/2009 dinanzi all’intestato TAR di Reggio Calabria.
Costituitosi il contraddittorio, con ordinanza n. 135/2009, il Giudice, pronunciando sulla domanda cautelare, la accoglieva, ravvisando l’apparente violazione del principio dell’anonimato.
Seguiva l’annullamento in autotutela, giusto Decreto Rettoriale del 14 maggio 2009 n. 165, dei seguenti atti:
- D.R. n. 452 del 23 dicembre 2008 di approvazione degli atti della Commissione esaminatrice;
- D.R. n. 458 del 23 dicembre 2008 di nomina ed inquadramento del ruolo;
- verbali della Commissione esaminatrice, in particolare i verbali della II, III, IV, V e VI riunione, lasciando valido ed efficace il verbale di valutazione dei titoli dei candidati.
L’Università “Mediterranea” provvedeva alla parziale rinnovazione della procedura con la medesima Commissione giudicatrice e comunicava le relative date di espletamento.
L’odierna ricorrente impugnava anche tale ultimo atto ed il giudizio assumeva il numero di ruolo NRG. 413/2009.
La ricorrente partecipava anche al concorso rinnovato.
Il Rettore, con decreto n. 296 del 1° ottobre 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 82/2009, accertava ed approvava la regolarità della rinnovazione degli atti del concorso e dichiarava ancora una volta vincitore il Dott. Antonello Russo, con decreto del 15 ottobre 2009.
La Dott.ssa Clara Stella Vicari Aversa impugnava quindi i citati provvedimenti dinanzi al TAR ed il ricorso assumeva il NRG. 40/2010.
Costituitosi il contraddittorio nei relativi citati giudizi, tutte le cause venivano trattenute in decisione all’udienza pubblica del 1° dicembre 2010.
Il Collegio riuniti i tre ricorsi (NNRG. 142/2009, 413/2009 e 40/2010) emetteva la sentenza n. 7/2011, accoglieva le domande proposte dall’odierna ricorrente e ordinava all’Amministrazione resistente la rinnovazione del concorso con una diversa Commissione giudicatrice, nonché l’applicazione della procedura introdotta dal D.L. 180/2008 convertito in legge 1/2009.
Proposto appello a cura del Dott. Russo ed incardinatosi il giudizio di secondo grado recante il NRG. 4608/2011, il Consiglio di Stato sospendeva la sentenza n. 7/2011 emessa dall’intestato TAR, sulla base della opportuna considerazione che “…l’interesse alla prosecuzione dell’attività scientifica e didattica, assicurata dalla permanenza in servizio dell’appellante, debba prevalere rispetto all’interesse dell’appellata alla rinnovazione del procedimento”.
Decisa tuttavia la causa nel merito alla pubblica udienza del 6 dicembre 2011, il Consiglio di Stato respingeva l’appello proposto dal Dott. Russo, con sentenza n. 396 del 27 gennaio 2012.
L’intimata Università, decorso più di un anno dalla decisione del Consiglio di Stato, ha quindi nominato una nuova Commissione ed ha fissato per l’espletamento delle prove scritte le date del 22/23 aprile 2013 e per la prova orale la data dell’11 giugno 2013 (poi rinviata al 28 giugno successivo).
All’esito della procedura, alla quale ha partecipato anche l’odierna ricorrente, il Rettore dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria ha nominato il Dott. Antonello Russo vincitore del concorso per titoli ed esami a posto di ricercatore universitario per la Facoltà di Architettura settore scientifico-disciplinare ICAR/14 Composizione Architettonica ed Urbana.
Con l’odierno ricorso la Dott.ssa Clara Stella Vicari Aversa impugna nuovamente quest’ultimo provvedimento assunto dal Rettore ed articola i seguenti motivi di diritto:
1.Violazione del giudicato (sentenza TAR Calabria 7/2011) L. 241/1990 art. 21 septies; violazione dei criteri di massima predeterminati dalla Commissione l’11 marzo 2013; eccesso di potere per irrazionalità, irragionevolezza, illogicità, ingiustizia manifesta, disparità di trattamento, travisamento dei fatti.
2.Violazione di legge: art. 97 Cost., 4 e 5 D.P.R. n. 117/00; violazione dei criteri di massima; eccesso di potere per irrazionalità, irragionevolezza, illogicità, ingiustizia manifesta, disparità di trattamento.
Si è costituita sia l’Università degli Studi di Reggio Calabria sia il controinteressato Dott. Antonello Russo, contestando il ricorso introduttivo e chiedendone la reiezione; assumendo la piena legittimità dell’operato della Commissione.
La ricorrente ha rinunciato alla domanda cautelare proposta in limine litis.
La causa è stata definitivamente trattenuta in decisione all’udienza del 10 marzo 2016
DIRITTO
Il ricorso è fondato.
1. La sentenza di questo T.A.R. 7/2011 ha correttamente ritenuto la sussistenza, nell’espletamento del concorso del 2008/2009, di gravi ed illegittime omissioni, che riguardavano aspetti significativi e qualificanti in relazione al posto messo a concorso: segnatamente sotto il profilo della valutazione delle attività didattiche, delle attività di ricerca, di quello relativo al conseguimento di premi e dello stesso vaglio dell’anzianità di laurea, come meglio esposto in ricorso e nella motivazione della decisione citata.
Il Tribunale ha pure rilevato l’irricevibilità della considerazione difensiva secondo cui i titoli anche non menzionati sarebbero stati ugualmente valutati, “in quanto ciò non può certamente valere per gli evidenti errori sull’anno di conseguimento della laurea o ancora sull’inizio della collaborazione nell’attività didattica” ; essendo irrilevante che il giudizio finale sia stato, comunque, “eccellente”, perché la candidata conserva l’interesse, in atto e per la futura carriera, ad una corretta registrazione e considerazione delle sue esperienze di studio e professionali.
E’ stata altresì ravvisata una manifesta discrasia rispetto alle valutazioni fatte per gli altri candidati, che pure impone una riconsiderazione dei curricula: titoli identici (es: partecipazione all’associazione Plusform) o di minor spessore (es: partecipazione, di gruppo, e non individuale, presso la Triennale di Milano 2005, alla Mostra Architetti Italiani under 50) sono stati presi in considerazione per altri candidati e non risultano, invece, vagliati per la ricorrente.
Altresì non sensibilmente valorizzate sono state, ha ritenuto il T.A.R. nella detta sentenza, le esperienze didattiche della Vicari nonché quelle di ricerca all’estero; mentre per il Russo la commissione non ha distinto il suo specifico apporto individuale, nel contesto del progetto presentato alla Biennale di Venezia, in collaborazione con altri professionisti (anch’essi partecipanti al concorso e che, infatti, risultano aver ricevuto, che hanno, infatti, ricevuto, per questo progetto, una valutazione analoga a quella del Russo, a conferma della mancanza di individuazione del contributo soggettivo dato al progetto).
A seguito della conferma da parte del Consiglio di Stato, il cui scrutinio si è incentrato sull’obbligo di rinominare una nuova commissione, con assorbimento di ogni altro motivo, la riedizione del potere da parte dell’Ateneo doveva così essere indirizzato.
L’Amministrazione avrebbe dovuto:
nominare una nuova commissione;
valutare correttamente il curriculum della Vicari e la sua esperienza formativa e di ricerca, senza incorrere nelle omissioni, errori e lacune che avevano inficiato la prima valutazione, come ben esposte nella motivazione della sentenza.
Rileva il Collegio che tale corretta e conformata attività valutativa non è stata tuttavia posta in essere neppure con la nuova procedura concorsuale e all’esito del giudizio della rinominata Commissione di concorso.
Risultano invero dagli atti, pur mutata la Commissione, i medesimi difetti originari che inficiavano la prima procedura:
la Vicari si è laureata con votazione di 110/110 e lode nell’anno 1995 e non nel 2002 come indicato nel profilo curriculare; per cui sono stati ignorati sette anni di attività didattica, di ricerca nonché scientifica;
è stata omessa la menzione del dottorato di ricerca in progettazione architettonica conseguito dalla ricorrente presso l’Universidad del Pais Vasco - Spagna, meglio identificato in atti;
la ricorrente ha in effetti vinto, presso la facoltà di architettura di Reggio Calabria, due assegni di ricerca e non uno come indicato erroneamente nel verbale di valutazione dei titoli;
va condivisa la censura esposta in ricorso secondo cui la Commissione ha sottostimato ed omesso di valutare l’attività didattica compiuta dalla ricorrente, costituente il profilo fondamentale della valutazione;
è stata altresì omessa la collaborazione didattica e di ricerca nel periodo dal 1995 e dal 1997 e non sono stati segnalati né la vittoria di otto premi né il numero delle monografie scritte, di cui due in forma individuale;
è stata negletta la partecipazione individuale presso la triennale di Milano 2005, mentre in favore del controinteressato Russo è stata riconosciuta la partecipazione alla biennale di Venezia;
non è stata per nulla menzionata la partecipazione alla associazione culturale Plusform, citata in atti.
Tanto basta per ritenere che anche questa volta l’operato della Commissione si è palesato inadeguato, incoerente ed illegittimo, sia in relazione a quanto specificamente previsto dall’art. 4 DPR 117/2000 (laddove vengono disciplinate le modalità di espletamento delle procedure di reclutamento dei professori), sia rispetto alle prescrizioni con cui l’Amministrazione si era auto vincolata nella legge di gara.
Ciò premesso, appare evidente, si ribadisce, che la Commissione ha mancato di prendere in considerazione gran parte dell’attività didattica e di ricerca svolta dalla Vicari; e coglie nel segno la difesa di parte istante laddove evidenzia l’inspiegabile omissione della valutazione della monografia citata in atti, titolo questo sicuramente caratterizzato da una indubbia pregnanza e che non poteva essere tralasciato nel giudizio complessivo sul candidato.
Inoltre pare sicuramente plausibile quanto lamentato dalla Vicari, allorché deduce che, a fronte della mancata considerazione delle proprie esperienze didattiche e di ricerca all’estero, in favore del Russo è stata invece riconosciuta valenza al progetto presentato alla Biennale di Venezia, senza però distinguere il suo apporto personale da quello degli altri professionisti che collaboravano al progetto.
In buona sostanza, la prevalenza del vincitore non pare l’esito di una accurata valutazione, condotta secondo i criteri normativi ed i dettami conformativi di cui alla citata sentenza 7/2011, dalla quale possa evincersi la preferibilità del Russo rispetto alla odierna ricorrente.
2. Quanto alle doglianze inerenti la prova pratica, va detto che il Collegio non può sostituire il proprio giudizio a quello fatto proprio dalla Commissione, attesa la natura tecnico-discrezionale del giudizio medesimo e la sussistenza dei noti limiti che il sindacato estrinseco del TAR incontra al riguardo.
Né la dedotta “macroscopicità” dei vizi rinvenibili nel “tema progettuale” del Russo e nella relativa prova grafica, può far ritenere superato il detto limite di cognizione del Giudice, in assenza di palesi abnormità rilevabili ab externo.
Altrettanto deve dirsi per la prova di lingua straniera, non essendo irreale che la valutazione finale di “buono” possa esser stata ugualmente riservata a tutti i concorrenti.
Concludendo, deve essere accolto il primo motivo di ricorso sub 1) dell’atto introduttivo e per l’effetto annullati in termini gli atti impugnati.
La regolamentazione delle spese tra ricorrente ed Amministrazione segue la soccombenza, come da dispositivo; mentre sussistono i presupposti per compensare le spese tra istante e controinteressato.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria Sezione Staccata di Reggio Calabria
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei termini di cui in motivazione.
Condanna l’Università resistente a rifondere le spese di lite in favore della ricorrente, che si liquidano in complessivi €. 1.500,00 (millecinquecento/00) oltre IVA E CPA ed oltre al rimborso del contributo unificato laddove versato; compensa le spese tra ricorrente e controinteressato.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Reggio Calabria nella camera di consiglio del giorno 10 marzo 2016 con l'intervento dei magistrati:
Roberto Politi, Presidente
Filippo Maria Tropiano, Referendario, Estensore
Donatella Testini, Referendario
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 13/05/2016
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)