#4424 TAR Calabria, Catanzaro, Sez. II, 15 novembre 2018, n. 1953

Accesso a numero programmato corsi a numero chiuso-Stranieri

Data Documento: 2018-11-15
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

La sentenza Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 28 gennaio 2015, n. 1,  muove dall’interpretazione corretta dell’art. 4, legge 2 agosto 1999, n. 264, statuendo che esso, con riguardo ai trasferimenti tra università, non prevede nessuno specifico requisito di ammissione, mentre subordina l’ammissione ai corsi i cui accessi sono programmati a livello nazionale, art. 1, o dalle singole università, art. 2, al “previo superamento di apposite prove di cultura generale, sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore, e di accertamento della predisposizione per le discipline oggetto dei corsi medesimi”.
Sebbene l’art. 4 non riferisca espressamente la locuzione “ammissione” al solo “primo accoglimento dell’aspirante nel sistema universitario”, tuttavia tale interpretazione è sicuramente quella preferibile e privilegiata, tenuto conto del corpus complessivo ordinamentale. Pertanto, “il superamento del test può essere richiesto per il solo accesso al primo anno di corso e non anche nel caso di domande d’accesso dall’esterno direttamente ad anni di corso successivi al primo (nel quale il principio regolante l’iscrizione è unicamente quello del riconoscimento dei crediti formativi, con la conseguenza, ch’è il caso di sottolineare, che gli studenti provenienti da altra università italiana o straniera, che presso la stessa non abbiano conseguito alcun credito, o che pur avendone conseguiti non se li siano poi visti riconoscere in assoluto dall’università italiana presso la quale aspirano a trasferirsi, ricadranno nella stessa situazione degli aspiranti al primo ingresso [omissis] salvo il potere/dovere dell’Università di concreta valutazione, sulla base dei parametri sopra indicati, del “periodo” di formazione svolto all’estero e salvo altresì il rispetto ineludibile del numero di posti disponibili per trasferimento, così come fissato dall’Università stessa per ogni accademico in sede di programmazione, in relazione a ciascun anno di corso”.

Contenuto sentenza
N. 01953/2018 REG.PROV.COLL.
N. 01359/2018 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 c.p.a.;
sul ricorso numero di registro generale 1359 del 2018, proposto da
Chiara Scarcella, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Francesco Leone, Simona Fell, Chiara Campanelli, con domicilio digitale come da p.e.c. da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Claudia Colacione in Catanzaro, Via Tommaso Campanella 55;
contro
Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca, Universita' degli Studi Magna Graecia - Catanzaro, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale Catanzaro, domiciliata ex lege in Catanzaro, Via G. Da Fiore, 34;
per l'annullamento, previa sospesnione,
- del provvedimento prot. n. 1062 del 23.07.2018, notificato a mezzo p.e.c. in pari data, con il quale l'Ateneo ha rigettato l'istanza di immatricolazione ad anno successivo al primo al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, con esonero dal sostenimento del test di ammissione, senza preventiva valutazione del curriculum studiorum della ricorrente;
- del Regolamento Didattico di Ateneo adottato dall'Università Magna Graecia di Catanzaro D.R. 609 del 28.07.2017 s.m.i.;
- del Regolamento Didattico del Corso di Laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, adottato dall'Università Magna Graecia di Catanzaro;
- del Regolamento di Ateneo sulle modalità di trasferimento da altre Università e sul riconoscimento di titoli accademici adottato dall'Università Magna Graecia di Catanzaro;
- del Regolamento di Ateneo sulle modalità di trasferimento da altre Università e sul riconoscimento di titoli accademici adottato dall'Università Magna Graecia di Catanzaro adottato con provvedimento del 31.07.2018 nella parte in cui all'art. 5, punto b, rubricato “Norme transitorie”, prevede tra i requisiti di partecipazione alla procedura di trasferimento il possesso di almeno 40 c.f.u. conseguiti nel Corso di Laurea di provenienza;
-del provvedimento adottato con la delibera del Consiglio di Amministrazione dell'Università Magna Graecia del 26.07.2018 e denominato “Regolamento di Ateneo sulle modalità di trasferimento /passaggio di corso/abbreviazione di corso da altre Università o da stessa Università ai corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria e Professioni Sanitarie
- del D.D.G. n. 702 del 31.07.2018 con il quale l'Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro ha individuato “norme, termini e modalità per trasferimento e/o passaggio di corso e/o abbreviazione di corso di studenti provenienti da stessa università o da altre università comunitarie o extracomunitarie per i corsi di studio in Medicina e Chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e delle professioni sanitarie”;
- ove occorra e per quanto di ragione dei Bando trasferimenti da altra sede e passaggi di corso di studio a.a. 2017/2018 e della relativa graduatoria delle domande ammesse, nonché e del bando trasferimenti da altra sede e passaggi di corso di studio a.a. 2018/2019;
- ove occorra e per quanto di ragione, della graduatoria unica nazionale del concorso per l'ammissione al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria per l'anno accademico 2017/2018, pubblicata sul sito www.accessoprogrammato.miur.it, il 3.10.2017, nella quale parte ricorrente risulta collocata oltre l'ultimo posto utile e, quindi, non ammessa al corso, nonché dei successivi scorrimenti di graduatoria, pubblicati sul medesimo portale, ove interpretata nel senso che, anche per studenti da ammettere ad anni successivi al primo, non occorra la verifica della mera idoneità ma, ancora una volta, la collocazione in posizione utile;
- del Decreto Ministeriale 26.04.2018 n. 337 con i relativi allegati, dettante “Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato nazionale a.a. 2018/2019”;
- del Decreto Ministeriale 28.06.2017 n. 477 con i relativi allegati, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 191 del 17 agosto 2017, dettante “Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato nazionale a.a. 2017/2018”;
- del bando di concorso per l'accesso ai corsi di laurea a numero programmato della facoltà di medicina e chirurgia - odontoiatria e protesi dentaria per l'anno 2017/2018 dell'Università in epigrafe;
- di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca e dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 14 novembre 2018 il Dott. Arturo Levato e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 c.p.a.;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. La D.ssa Chiara Scarcella -con laurea triennale in Scienze Biologiche conseguita presso l’Università degli Studi di Torino con votazione 95/110 e laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche conseguita presso la medesima Università con la votazione di 109/110- insorge, chiedendone la previa sospensione, avverso il provvedimento prot. n. 1062, del 23.07.2018, notificato a mezzo p.e.c. in pario data, con cui l’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro ha respinto l’istanza di iscrizione ad anno successivo al primo del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, con esonero dal sostenimento del test di ammissione, senza preventiva valutazione del curriculum studiorum della ricorrente, pur avendo maturato numerosi crediti formativi, conseguiti in materie inerenti alla facoltà da ultimo menzionata.
Chiede altresì l’annullamento degli ulteriori atti meglio indicati in epigrafe, tra cui la norma transitoria contenuta nell’art. 5, punto b) del Regolamento dell’Ateneo del 26.07.2018, nella parte in cui prevede, tra i requisiti di partecipazione alla procedura di trasferimento, il possesso di almeno 40 c.f.u. conseguiti nel corso di laurea di provenienza.
L’avversata statuizione di diniego è motivata sull’assunto che l’istante “… non ha superato la prova di ammissione al corso di laurea in parola per l’anno accademico in corso, né è attualmente iscritta al corso di laurea in medicina e chirurgia presso altra sede universitaria italiana ovvero comunitaria ovvero extracomunitaria”. La determinazione si fonda sul D.M. n. 477/2017, recante “Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato nazionale a.a. 2017/2018”, pure impugnato dalla ricorrente, che, al comma 12 dell’allegato n. 2, prevede che “non è richiesto il superamento della prova di ammissione esclusivamente nell’ipotesi di trasferimento di sede richiesto da studenti già iscritti al medesimo corso di laurea in Medicina e chirurgia, presso altra sede universitaria italiana ovvero extracomunitaria”.
La ricorrente, in particolare, denuncia i vizi di violazione di legge, regolamento ed eccesso di potere e a supporto delle proprie argomentazioni difensive, tra l’altro, deduce: i) i numerosi precedenti specifici del T.a.r., in applicazione dei principi ermeneutici espressi dall’Adunanza Plenaria nella sentenza n. 1, del 28.01.2015, secondo cui la locuzione “ammissione” si riferisce esclusivamente al primo accoglimento dell’aspirante nel sistema universitario, ferma restando la potestà dell’Università di accertare la capacità del candidato interessato al trasferimento; ii) l’esistenza di 240 posti vacanti nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia, tra quelli riservati ai cittadini extra-UE e quelli destinati ai cittadini comunitari.
2. Resiste l’amministrazione intimata.
3. Alla camera di consiglio del 14 novembre 2018 la causa, previo avviso alle parti, è stata trattenuta in decisione ex art. 60 c.p.a.
4. In via preliminare, l’adìto T.a.r. ritiene sussistente la competenza territoriale a vagliare il citato D.M., poiché è nella propria circoscrizione che si verificano gli effetti diretti dell’atto impugnato, rappresentati dal diniego dell’iscrizione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro (ex plurimis, Consiglio di Stato, Sez. VI, 23 aprile 2018, n. 2453).
5. Ciò premesso, il ricorso è manifestamente fondato con riguardo alla domanda di annullamento del provvedimento del diniego di immatricolazione -richiamandosi all’uopo i precedenti di questa Sezione, a partire dalla pronuncia del 13.06.2018, n. 1196-, salve le successive determinazioni dell’Università.
Sul punto, giova osservare che la rammentata sentenza dell’Adunanza Plenaria n. 1/2015 muove dall’interpretazione corretta dell’art. 4, L. n. 264/1999, statuendo che esso, con riguardo ai trasferimenti tra università, non prevede nessuno specifico requisito di ammissione, mentre subordina l’ammissione ai corsi i cui accessi sono programmati a livello nazionale, art. 1, o dalle singole università, art. 2, al “previo superamento di apposite prove di cultura generale, sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore, e di accertamento della predisposizione per le discipline oggetto dei corsi medesimi”.
Sebbene l’art. 4 non riferisca espressamente la locuzione “ammissione” al solo “primo accoglimento dell’aspirante nel sistema universitario”, tuttavia tale interpretazione è sicuramente quella preferibile e privilegiata, tenuto conto del corpus complessivo ordinamentale. Pertanto, “il superamento del test può essere richiesto per il solo accesso al primo anno di corso e non anche nel caso di domande d’accesso dall’esterno direttamente ad anni di corso successivi al primo (nel quale il principio regolante l’iscrizione è unicamente quello del riconoscimento dei crediti formativi, con la conseguenza, ch’è il caso di sottolineare, che gli studenti provenienti da altra università italiana o straniera, che presso la stessa non abbiano conseguito alcun credito, o che pur avendone conseguiti non se li siano poi visti riconoscere in assoluto dall’università italiana presso la quale aspirano a trasferirsi, ricadranno nella stessa situazione degli aspiranti al primo ingresso [omissis] salvo il potere/dovere dell’Università di concreta valutazione, sulla base dei parametri sopra indicati, del “periodo” di formazione svolto all’estero e salvo altresì il rispetto ineludibile del numero di posti disponibili per trasferimento, così come fissato dall’Università stessa per ogni accademico in sede di programmazione, in relazione a ciascun anno di corso”.
6. In ragione di quanto evidenziato, vanno disapplicate le istruzioni contenute nel D.M n. 477/2017, allegato n. 2, comma 12 che, nell’esentare dai test solamente gli studenti in trasferimento da altri corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, si pone in contrasto con la norma primaria, per come interpretata dalla giurisprudenza, con conseguente annullamento del provvedimento di diniego, impugnato in via principale.
7. E’ invece infondata la domanda di annullamento del punto 5 del Regolamento dell’Ateneo del 26.07.2018, per come già statuito da questa Sezione nella sentenza n. 1853, del 31.10.2018, in base alla quale “la gravata norma transitoria è del tutto coerente con le corrispondenti norme a regime, di cui agli artt. 3 (“Passaggio di corso verso i corsi di laurea delle Professioni Sanitarie per studenti già iscritti all’Università di Catanzaro”) e 4 (“Abbreviazione del corso”), le quali stabiliscono la medesima soglia minima, ai fini dell’iscrivibilità al II anno di corso, di modo che sarebbe stato irragionevole fissare, nella norma transitoria, una soglia inferiore”.
8. La reciproca soccombenza giustifica la compensazione delle spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, in parte lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato e in parte lo rigetta.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 14 novembre 2018 con l'intervento dei magistrati:
Nicola Durante, Presidente
Roberta Mazzulla, Referendario
Arturo Levato, Referendario, Estensore
Pubblicato il 15/11/2018