#1449 TAR Calabria, Catanzaro, Sez. II, 11 luglio 2014, n. 1186

Contratti pubblici-Organismi in house-Cineca-Natura giuridica-Individuazione

Data Documento: 2014-07-11
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

I consorzi interuniversitari possono svolgere compiti strumentali per conto delle università che vi partecipano, in espletamento di attività discrezionale organizzativa dell’amministrazione, a condizione che sussista il requisito del cosiddetto “controllo analogo”, tipico dell’ “in house providing”, vertendosi nell’attribuzione di un’utilità di rilievo concorrenziale, che impone il rispetto dei principi, interni e comunitari, connotanti l’evidenza pubblica ed in particolare i canoni della trasparenza e della par condicio. Al riguardo, giova precisare che la Corte di Giustizia ha ribadito che “il controllo esercitato dall’amministrazione aggiudicatrice deve essere effettivo, strutturale e funzionale” (sentenza 8 maggio 2014, causa C-15/13, Technische Universitiit Hamburg-Harburg, punto 26).
Nel caso di specie, al contrario, non risulta che le università consorziate abbiano particolari poteri di controllo sul consorzio, come si desume dal fatto che lo statuto riconosce unicamente il diritto a prender parte alle sedute del Consiglio consortile tramite un proprio rappresentante.

Contenuto sentenza
N. 01186/2014 REG.PROV.COLL.
N. 00974/2014 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso R.G. n. 974 del 2014, proposto da ”BE SMART srl”, con sede in Roma, via delle Sette Chiese, in persona dell’Amministratore Unico e legale rappresentante pro tempore, dott. ing. Filippo Quondam, rappresentata e difesa dagli avv.ti Filippo Arturo Satta, Gian Michele Roberti, Anna Romano, Anna Puleo, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultima, in Catanzaro, via G. Poerio, n. 66; 
contro
Universita' degli Studi della Calabria, in persona del Rettore pro-tempore, rappresentata e difesa per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catanzaro, domiciliata in Catanzaro, via G. da Fiore, n. 34; 
nei confronti di
“Consorzio Interuniversitario Cineca”, in persona del legale rappresentante pro-tempore, con sede in via Magnanelli, n. 6/3, 40033 Casalecchio di Reno, Bologna, rappresentato e difeso dall'avv. Federico Ventura del Foro di Bologna, con domicilio eletto presso lo Studio dell'avv.to Giampaolo Catricalà, in Catanzaro, via Giuseppe Poerio, n. 46. 
per l'annullamento
-del verbale del Consiglio di Amministrazione dell’Università della Ca¬labria n.12, adunanza ordinaria del 14 aprile 2014, comunicato via PEC il 5 giugno 2014, nella parte in cui delibera di riaffidare, senza gara, al Consorzio interuniversitario Cineca, la gestione dei servizi informatici relativi all’attivazione del sistema U-GOV e ESSE3 ;
-di ogni altro atto presupposto eventualmente adottato. Con contestuale dichiarazione di inefficacia degli accordi e contratti stipulati dall’Università ed il Consorzio ai fini dell’affidamento del servizio e confermati per effetto del verbale sopraindicato.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Universita' della Calabria;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore, alla camera di consiglio del giorno 10 luglio 2014, il cons. Concetta Anastasi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;
La ricorrente società esponeva che, con verbale del Consiglio di Amministrazione n.12, Adunanza ordinaria del 14 aprile 2014, l'Università della Calabria aveva deliberato di affidare al Consorzio interuniversitario “Cineca” la gestione dei servizi informatici relativi all'attivazione del sistema U-GOV e ESSE3, così reiterando l’affidamento della gestione di tali servizi senza gara, in contrasto con quanto già statuito con sentenza semplificata di questa Sezione n. 559 del 4.4 2014 .
Si costituivano le parti intimate per resistere al presente ricorso.
Invero, come già ribadito dalla Sezione con sentenza n. 559 del 4.4 2014, i consorzi interuniversitari possono svolgere compiti strumentali per conto delle Università che vi partecipano, in espletamento di attività discrezionale organizzativa dell’amministrazione, a condizione che sussista il requisito del cosiddetto “controllo analogo”, tipico dell’in house providing, vertendosi nell’attribuzione di un’utilità di rilievo concorrenziale, che impone il rispetto dei principi, interni e comunitari, connotanti l’evidenza pubblica ed in particolare i canoni della trasparenza e della parcondicio.
Al riguardo, giova precisare che la Corte di Giustizia ha ribadito che "il controllo esercitato dall'amministrazione aggiudicatrice deve essere effettivo, strutturale e funzionale" (sentenza 8 maggio 2014, causa C-15/13, Technische Universitiit Hamburg-Harburg, punto 26).
Invero, gli enti collettivamente controllanti non devono configurarsi come meri beneficiari delle prestazioni dell'ente controllato, bensì devono tutti porsi nei confronti di quest'ultimo nello stesso modo in cui una amministrazione si pone nei riguardi dei propri plessi organizzatori interni:
Invece, nella specie, non risulta che le Università consorziate abbiano particolari poteri di controllo sul Consorzio, come si desume dal fatto che lo Statuto riconosce unicamente il diritto a prender parte alle sedute del Consiglio consortile tramite un proprio rappresentante (art. 7).
Invero, l’Università della Calabria, nell’affidare senza gara i propri servizi informatici al consorzio interuniversitario CINECA, non ha adeguatamente motivato circa il possesso, da parte di quest’ultimo, dei requisiti tipici dell’in house providing, anche alla luce del recente parere dell’AVCP 27.8.2013 n. AS1075, reso su quesito del MIUR in data 9.7.2013, secondo cui “la nuova configurazione del consorzio CINECA – avendo incorporato, a seguito della fusione dello scorso luglio, alcuni istituti universitari aventi natura giuridica privata (tra cui, ad esempio, l’Università commerciale Luigi Bocconi e lo I.U.L.M. – risulta… ostativo alla sussistenza del requisito della partecipazione pubblica totalitaria e pertanto alla legittimità di un affidamento diretto da parte del MIUR secondo il modello dell’in house”, benché risulti rispettato il requisito dell’attività prevalente.
Pertanto, il ricorso si appalesa fondato e va accolto e, per l’effetto, va annullato l’impugnato provvedimento.
Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo.
P.Q.M.
il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla l’impugnato provvedimento.
Condanna la Regione Calabria al pagamento delle spese di giudizio, che liquida, complessivamente e forfettariamente, nella somma di €. 1000 (euro mille), oltre accessori di legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 10 luglio 2014 con l'intervento dei magistrati:
Salvatore Schillaci, Presidente
Concetta Anastasi, Consigliere, Estensore
Nicola Durante, Consigliere
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 11/07/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)