#3728 TAR Abruzzo, Pescara, Sez. I, 22 maggio 2018, n. 164

Ricercatore a tempo indeterminato-Collocamento a riposo

Data Documento: 2018-05-22
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

L’articolo 24, comma 6, del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, ha previsto l’innalzamento dell’età pensionabile per i dipendenti a 66 anni di età.
Tale disposizione però ha solo modificato l’età del collocamento a riposo, senza incidere tra  sul testo della norma di cui all’articolo 34 del d.p.r. 11 luglio 1980, n. 382,  il quale prescrive che “i ricercatori confermati … sono collocati a riposo a decorrere dall’inizio dell’anno accademico successivo alla data di compimento” del limite di età.

Contenuto sentenza
N. 00164/2018 REG.PROV.COLL.
N. 00131/2017 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l' Abruzzo
sezione staccata di Pescara (Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 131 del 2017, proposto da: 
Elianora Baldassarri, rappresentata e difesa dall'avvocato Leo Nello Brocchi, con domicilio eletto presso lo studio Leonello Brocchi in Pescara, corso Umberto i n. 18; 
contro
Università degli Studi G D'Annunzio - Chieti, rappresentata e difesa per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in L’Aquila complesso monumentale di San Domenico; 
per l'annullamento
del Decreto Rettorale rep. n. 599/2017, Class. VII/2, prot. n. 7170 del 15/02/2017, attraverso il quale è stata disposta la cessazione dal servizio per raggiunti limiti di età della ricorrente.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Universitaà degli Studi G D'Annunzio - Chieti;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 23 marzo 2018 il dott. Massimiliano Balloriani e uditi l'avv. Leo Brocchi per la ricorrente e l'avv. distrettuale dello Stato Anna Buscemi per l'Università resistente;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
La ricorrente, all’epoca ricercatrice confermata presso l’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, ha impugnato il provvedimento con il quale è stata disposta la sua cessazione dal servizio in corso d’anno accademico, con decorrenza fissata dal 01/07/2017.
Nel ricorso si lamenta sostanzialmente la violazione dell’art. 34, comma 6, D.P.R. n. 382/80, secondo cui: “I ricercatori confermati permangono nel ruolo fino al compimento del sessantacinquesimo anno di età. Essi sono collocati a riposo a decorrere dall’inizio dell’anno accademico successivo alla data di compimento del predetto limite di età”; nella parte in cui dispone il collocamento a riposo non prima dell’inizio del nuovo anno accademico, per evidenti esigenze di continuità didattica; per la ricorrente, esso, con riguardo a tale previsione, non sarebbe stato abrogato dall’art. 24 del D.L. n. 201/2011 (c.d. “Riforma Fornero”), convertito con modificazioni dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214, che si è limitato a fissare in 66 anni d’età il requisito anagrafico per la collocazione in quiescenza.
All’udienza del 23 marzo 2018 la causa è passata in decisione.
Il ricorso è fondato.
Come già rilevato in sede cautelare, l’articolo 24 comma 6 del d.l. 201 del 2011 ha previsto l’innalzamento dell’età pensionabile per i dipendenti come la ricorrente a 66 anni di età.
Tale disposizione però ha solo modificato l’età del collocamento a riposo, senza incidere tra l’altro sul testo della norma di cui all’articolo 34 del d.p.r. n. 382 del 1980, che appunto prescrive che “i ricercatori confermati … sono collocati a riposo a decorrere dall'inizio dell'anno accademico successivo alla data di compimento” del limite di età.
Sicché, contrariamente a quanto rilevato dall’Ateneo resistente, nel caso di specie non sussiste alcun conflitto tra norme, e quindi ben può trovare applicazione diretta la norma di cui all’articolo 34 cit. invocata dalla ricorrente e palesemente violata dall’Amministrazione resistente.
Le spese seguono il criterio della soccombenza e sono liquidate in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Abruzzo sezione staccata di Pescara (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,
lo accoglie.
Condanna l’Amministrazione resistente al pagamento, in favore della ricorrente, della somma complessiva di euro 2000, oltre iva, cpa, contributo unificato e accessori di legge, a titolo di spese processuali.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Pescara nella camera di consiglio del giorno 23 marzo 2018 con l'intervento dei magistrati:
Alberto Tramaglini, Presidente
Renata Emma Ianigro, Consigliere
Massimiliano Balloriani, Consigliere, Estensore 
Pubblicato il 22/05/2018