#3531 TAR Abruzzo, L'Aquila, Sez. I, 20 aprile 2018, n. 161

Accesso a numero programmato corsi di laurea-Passaggio anno di corso

Data Documento: 2018-04-20
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

L’aver sostenuto gli esami e maturato i crediti formativi fino al IV anno di corso consente allo studente di trasferirsi, in presenza di posti disponibili, all’anno di corso successivo ( il V, nel caso di specie), ma non gli attribuisce certo il “diritto” di iscriversi ad uno qualsiasi degli anni precedenti.

Contenuto sentenza
N. 00161/2018 REG.PROV.COLL.
N. 00086/2016 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l' Abruzzo
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 86 del 2016, integrato da motivi aggiunti, proposto da: 
Giuseppe Mario Maugeri, rappresentato e difeso dagli avvocati Massimo Sidoti, Giuseppe Lipari, domiciliato ex art. 25 cpa presso Segreteria T.A.R. Abruzzo in L'Aquila, via Salaria Antica Est N.27; 
contro
Universita' degli Studi De L'Aquila, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in L'Aquila, Complesso Monumentale S. Domenico; 
Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca non costituito in giudizio; 
per l'annullamento dei provvedimenti inviati via pec al difensore del ricorrente in data 30.12.2015, 19.01.2016 e 25.01.2016, con i quali si respinge il trasferimento del ricorrente al corso di laurea in "odontoiatria e protesi dentaria".
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Universita' degli Studi de L'Aquila;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 21 marzo 2018 la dott.ssa Lucia Gizzi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. Con ricorso ritualmente notificato, Giuseppe Mario Maugeri impugnava, chiedendone l’annullamento, i provvedimenti n. 45390 del 2015, n. 1321 del 2016 e n. 1911 del 2016 con cui l’Università degli studi dell’Aquila rigettava il suo trasferimento al corso di laurea magistrale in odontoiatria e protesi dentaria.
Parte ricorrente deduceva di essere medico iscritto presso l’ordine provinciale di Catania dal 1999, di essere iscritto al quarto anno della facoltà di odontoiatria dell’Università Apollonia di Iasi (Romania), di aver sostenuto i relativi esami e di aver chiesto, con istanza del 14.2.2014, il trasferimento all’Università dell’Aquila, che gli era stato negato.
Avverso il provvedimento di diniego, parte ricorrente aveva proposto ricorso dinnanzi a questo Tar che, con la sentenza n. 609 del 2015, annullava il provvedimento di diniego del trasferimento “dovendosi escludere – conformemente alla sentenza n. 1 del 2015 dell’Adunanza Plenaria – che la possibilità per l’odierno ricorrente di transitare alla facoltà di odontoiatria dell’Università degli Studi di L’Aquila possa, sulla base della vigente normativa nazionale ed europea, essere condizionata all’obbligo del test di ingresso previsto per il primo anno, che non può essere assunto come parametro di riferimento per l’attuazione del “trasferimento” in corso di studi”. La sentenza in esame faceva però “salvo il potere/dovere dell’Università di concreta valutazione, sulla base dei parametri sopra indicati, del “periodo” di formazione svolto all’estero e (…) altresì il rispetto ineludibile del numero di posti disponibili per trasferimento, così come fissato dall’Università stessa per ogni accademico in sede di programmazione, in relazione a ciascun anno di corso”.
A seguito di questa pronuncia, a marzo 2015, il ricorrente avviava la procedura di trasferimento, ma, in data 30.12.2015, con nota n. 45390, l’Università gli comunicava che la commissione pratiche del Corso di laurea magistrale in odontoiatria e protesi dentaria aveva ricostruito la sua carriera universitaria, consentendone l’iscrizione al V anno, ove però l’Ateneo aveva carenza di posti disponibili. Con le note n. 1321 del 2016 e n. 1911 del 2016, l’Università ribadiva il proprio diniego.
Avverso questi atti insorgeva il ricorrente, deducendone la nullità o l’annullabilità e chiedendo l’iscrizione al V anno in sovrannumero o, in subordine, l’iscrizione al III anno del corso di laurea in esame, ove l’Ateneo ha posti disponibili.
A fondamento del gravame, parte ricorrente deduceva: A) elusione del giudicato derivante dalla sentenza n. 609 del 2015, in quanto la circostanza che l’Università ha riconosciuto il precedente percorso universitario del ricorrente ammettendolo ad iscriversi al V anno, non esclude che egli potesse iscriversi agli anni precedenti. B) Illogicità manifesta, in quanto l’immatricolazione è subordinata al mero riconoscimento delle materie sostenute all’estero di competenza della segreteria e non della commissione pratiche. Peraltro, il possesso dei requisiti per iscriversi al V anno implica necessariamente anche il possesso di quelli per l’iscrizione al III anno. C) Violazione del diritto allo studio costituzionalmente garantito, derivante dalla non assegnazione di posti disponibili a chi ne ha fatto richiesta e ha conseguito un provvedimento giurisdizionale favorevole. Peraltro, l’Università aveva già riservato il posto all’immatricolazione del ricorrente.
Con ricorso per motivi aggiunti, parte ricorrente impugnava la tabella con la rilevazione dei posti di “Odontoiatria e Protesi dentaria”, conosciuta a seguito del suo deposito da parte dell’Università presso la Segreteria del Tar Abruzzo, nell’ambito di altro ricorso (n.r.g. 632/15, Gatti c. Università dell’Aquila, documento depositato il 23.02.16). Parte ricorrente chiedeva altresì la disapplicazione dei dd.mm. del Miur che indicono la procedura per l’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso in “Odontoiatria e protesi dentaria”, A.A. 2015/2016, 2014/2015, 2013/2014, 2012/2013, 2011/2012 e 2010/2011, determinando i posti disponibili per l’Università di L’Aquila, nonché dei relativi allegati, limitatamente alla parte in cui dovessero essere interpretati come ostativi alla assegnazione dei posti vacanti riservati agli extracomunitari ai cittadini comunitari. Ed infine, la condanna dell’Università ad accogliere la sua domanda di trasferimento.
A fondamento dell’ulteriore gravame, il ricorrente deduceva divieto di integrazione postuma della motivazione come vorrebbe fare l’Amministrazione resistente con la memoria del 5.3.2016, negando la presenza di posti disponibili per i trasferimenti, e violazione degli artt. 1, 3 e 4 della legge n. 264 del 1999, difetto di istruttoria e di motivazione nella parte in cui, nel calcolare i posti disponibili per gli studenti provenienti da altri atenei, si sarebbe tenuto conto del solo contingente comunitario. La tabella gravata sarebbe poi affetta da erroneità nei presupposti.
Si costituiva in giudizio l’Università dell’Aquila, insistendo per l’infondatezza del ricorso e dei motivi aggiunti.
Con ordinanza n. 99 del 2016, il Tribunale rigettava la domanda cautelare.
Alla pubblica udienza del 21.3.2018, la causa veniva trattenuta in decisione.
2. Il ricorso principale è infondato e, pertanto, va rigettato.
2.1.Con il ricorso principale, parte ricorrente ha impugnato una pluralità di atti dell’Università degli studi dell’Aquila - le note n. 45390 del 2015, n. 1321 del 2016 e n. 1911 del 2016 - lamentando sostanzialmente il mancato accoglimento della sua domanda di immatricolazione al V anno del corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria, che sarebbe imputabile, secondo l’Università, alla mancanza di posti disponibili.
Parte ricorrente, infatti, essendo iscritto al IV anno della facoltà di odontoiatria dell’Università Apollonia di Iasi (Romania), aveva chiesto, con istanza del 14.2.2014, il trasferimento all’Università dell’Aquila, che gli era stato negato. Avverso il provvedimento di diniego, aveva proposto ricorso dinnanzi a questo Tar che, con la sentenza n. 609 del 2015, lo aveva annullato “dovendosi escludere – conformemente alla sentenza n. 1 del 2015 dell’Adunanza Plenaria – che la possibilità per l’odierno ricorrente di transitare alla facoltà di odontoiatria dell’Università degli Studi di L’Aquila possa, sulla base della vigente normativa nazionale ed europea, essere condizionata all’obbligo del test di ingresso previsto per il primo anno, che non può essere assunto come parametro di riferimento per l’attuazione del “trasferimento” in corso di studi”. La sentenza in esame aveva fatto però “salvo il potere/dovere dell’Università di concreta valutazione, sulla base dei parametri sopra indicati, del “periodo” di formazione svolto all’estero e (…) altresì il rispetto ineludibile del numero di posti disponibili per trasferimento, così come fissato dall’Università stessa per ogni accademico in sede di programmazione, in relazione a ciascun anno di corso”.
A seguito di questa pronuncia, a marzo 2015, il ricorrente ha riavviato la procedura di trasferimento, incorrendo in un nuovo diniego (nota n. 45390 del 30.12.2015), motivato sulla circostanza che la commissione pratiche del Corso di laurea magistrale in odontoiatria e protesi dentaria aveva ricostruito la sua carriera universitaria, consentendone l’iscrizione al V anno, ove però l’Ateneo aveva carenza di posti disponibili. Con le note n. 1321 del 2016 e n. 1911 del 2016, l’Università ha ribadito il proprio diniego.
Il primo motivo di ricorso, relativo alla violazione o elusione del giudicato derivante dalla sentenza n. 609 del 2015, è infondato.
Come si è detto, la sentenza in oggetto ha annullato il diniego dell’istanza di trasferimento all’Università dell’Aquila, presentata dal ricorrente, iscritto al IV anno della facoltà di odontoiatria dell’Università Apollonia di Iasi (Romania), in data 14.2.2014 , perché, conformemente alla sentenza n. 1 del 2015 dell’Adunanza Plenaria, deve escludersi che la possibilità, per uno studente iscritto alla facoltà di odontoiatria o medicina di un’università italiana o straniera, di transitare ad altre università, nel caso di specie quella dell’Aquila, possa, sulla base della vigente normativa nazionale ed europea, essere condizionata all’obbligo del test di ingresso previsto per il primo anno, che non può essere assunto come parametro di riferimento per l’attuazione del “trasferimento in corso di studi”.
Tuttavia, la sentenza in esame non ha riconosciuto alcun “diritto” in capo al ricorrente ad essere effettivamente trasferito presso l’Università degli studi dell’Aquila e ad essere immatricolato al corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria. La sentenza, infatti, ha fatto espressamente “salvo il potere/dovere dell’Università di concreta valutazione, sulla base dei parametri sopra indicati, del “periodo” di formazione svolto all’estero e (…) altresì il rispetto ineludibile del numero di posti disponibili per trasferimento, così come fissato dall’Università stessa per ogni accademico in sede di programmazione, in relazione a ciascun anno di corso”.
Di conseguenza, l’Università resistente, avendo valutato il percorso formativo del ricorrente e avendo negato la sua immatricolazione per carenza di posti disponibili in relazione al relativo anno di corso, non ha violato né eluso la sentenza n. 609 del 2015 di questo Tribunale.
Il ricorrente, peraltro, era iscritto, al momento dell’istanza, al IV anno della facoltà di odontoiatria dell’Università Apollonia di Iasi (Romania) e ha chiesto il trasferimento al V anno della medesima facoltà dell’Università dell’Aquila. La valutazione degli esami sostenuti, del percorso formativo e della carriera universitaria del Maugeri ha consentito, da parte dell’Amministrazione universitaria, l’attribuzione di crediti formativi corrispondenti all’anno di corso del ricorrente stesso, prevedendo la sua possibilità di essere immatricolato al V anno.
Infondate sono anche le censure di illogicità manifesta e violazione del diritto allo studio. Il trasferimento da un Ateneo ad un altro per anni successivi al primo, infatti, è subordinato alla valutazione e al riconoscimento degli esami già sostenuti e dei relativi crediti formativi, altrimenti in nulla differirebbe da una nuova immatricolazione.
È proprio la pregressa carriera dello studente, così come valutata e riconosciuta dall’Università presso cui si chiede il trasferimento, a determinare l’anno di corso al quale consentire l’iscrizione.
L’aver sostenuto gli esami e maturato i crediti formativi fino al IV anno di corso consente al ricorrente di trasferirsi, in presenza di posti disponibili, all’anno di corso successivo, il V appunto, ma non gli attribuisce certo il “diritto” di iscriversi ad uno qualsiasi degli anni precedenti.
2.2. Con ricorso per motivi aggiunti, parte ricorrente ha impugnato la tabella con la rilevazione dei posti di “Odontoiatria e Protesi dentaria”, conosciuta a seguito del suo deposito da parte dell’Università presso la Segreteria del Tar Abruzzo, nell’ambito di altro ricorso (n.r.g. 632/15, Gatti c. Università dell’Aquila, documento depositato il 23.02.16). Parte ricorrente ha chiesto altresì la disapplicazione dei dd.mm. del Miur che indicono la procedura per l’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso in “Odontoiatria e protesi dentaria”, A.A. 2015/2016, 2014/2015, 2013/2014, 2012/2013, 2011/2012 e 2010/2011, determinando i posti disponibili per l’Università di L’Aquila, nonché dei relativi allegati, limitatamente alla parte in cui dovessero essere interpretati come ostativi alla assegnazione dei posti vacanti riservati agli extracomunitari ai cittadini comunitari.
Il ricorso è inammissibile perché ha ad oggetto un atto, la tabella con la rilevazione dei posti di “Odontoiatria e Protesi dentaria”, privo di valore provvedimentale e, quindi, di autonoma efficacia lesiva nei confronti del ricorrente.
3.Tanto premesso, il ricorso principale è infondato e il ricorso per motivi aggiunti è inammissibile.
Le spese di lite possono compensarsi attesa la complessità della controversia.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Abruzzo (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso principale, come in epigrafe proposto, lo rigetta, su quello per motivi aggiunti, lo dichiara inammissibile.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in L'Aquila nella camera di consiglio del giorno 21 marzo 2018 con l'intervento dei magistrati:
Antonio Amicuzzi, Presidente
Paola Anna Gemma Di Cesare, Consigliere
Lucia Gizzi, Primo Referendario, Estensore
 Pubblicato il 20/04/2018