#132 Decreto ministeriale 10 settembre 2010, n. 249 - Regolamento concernente: «Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell'articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244»

Data Documento: 2010-09-10
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Area: Normativa
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DECRETO MINISTERIALE 10 settembre 2010, n. 249
Regolamento concernente: «Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalita’ della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244». (1) (2)

(Pubbl. in Suppl. ordinario n. 23 alla Gazz. Uff., 31 gennaio 2011, n. 24)

(1) In riferimento al presente decreto vedi: Parere Autorità garante per la protezione dei dati personali 29 marzo n. 1892421.
(2) Vedi anche il D.M. 30 novembre 2012, n. 93.

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Visti gli articoli 33, sesto comma, e 117, secondo comma, lettera n), e sesto comma, della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni;
Visto l’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
Vista la legge 2 dicembre 1991, n. 390;
Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni;
Visto l’articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni;
Vista la legge 3 agosto 1998, n. 315, e in particolare l’articolo 1, commi 4 e 5;
Vista la legge 2 agosto 1999, n. 264;
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 508;
Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62;
Visto il decreto-legge 25 settembre 2002, n. 212, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002 n. 268;
Visto il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59;
Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;
Visto l’articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
Visto l’articolo 13 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 , convertito con modificazioni dalla legge 2 aprile 2007, n. 40;
Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121;
Visto l’articolo 64 e, in particolare, il comma 4 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
Visto l’articolo 5-bis del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.275;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212;
Visto il piano programmatico predisposto in data 4 settembre 2008 dal Ministro dell’ istruzione, dell’ universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 64, comma 3, del decreto Legge 25 giugno 2008 n. 112 convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, concernente la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009 , n. 89, concernente la revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133;
Visto il decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca 28 settembre 2007, n. 137 concernente l’attivazione, nei conservatori di musica, e negli istituti musicali pareggiati, dei corsi biennali di secondo livello, ad indirizzo didattico;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 7 ottobre 2004, n. 82 concernente l’attivazione, nelle accademie di belle arti, dei corsi biennali di secondo livello, ad indirizzo didattico;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270 concernente norme sull’autonomia didattica degli atenei, che ha sostituito il decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 26 marzo 2009, n. 37 concernente le classi di abilitazione nella scuola secondaria di primo grado;
Visto il parere del Consiglio universitario nazionale espresso nell’adunanza del 25 giugno 2009;
Visto il parere del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale, espresso nell’adunanza del 26 maggio 2009;
Visto il parere del Consiglio nazionale degli studenti universitari espresso nell’adunanza del 26 giugno 2009;
Visto il parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione espresso nell’adunanza del 22 giugno 2009;
Sentito il Ministro dell’economia e delle finanze ed il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sessione consultiva degli atti normativi nell’adunanza dell’8 marzo 2010;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari;
Ritenuto di non doversi adeguare al parere della VII Commissione della Camera dei deputati riguardo alla condizione 5, in quanto la possibilita’ di approfondire determinate aree disciplinari nel percorso di Scienze della Formazione Primaria e’ gia’ contemplata nei crediti a scelta dello studente e la figura di docente esperto in determinati ambiti non e’ attualmente prevista dall’ordinamento vigente; riguardo alla condizione 8, poiche’ la maturazione di competenze docimologiche e’ gia’ prevista negli insegnamenti indicati nelle tabelle ed e’ approfondita nel corso del tirocinio; riguardo alla condizione 11, perche’ i criteri di scelta dei tutor sono oggetto di successivo decreto e la previsione di eventuali meccanismi premiali esula dall’ambito del presente decreto;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri, a norma dell’articolo 17, comma 3, della predetta legge n. 400 del 1988, cosi’ come attestata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con nota del 7 settembre 2010;
Adotta
il seguente regolamento:

ARTICOLO N.1
Oggetto del regolamento
1. Il presente decreto disciplina, ai sensi dell’articolo 2, comma 416, legge 24 dicembre 2007, n. 244 e nelle more del complessivo processo di riforma della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti, collegato all’emanazione del regolamento di cui all’articolo 64, comma 4, lettera a) del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, con legge 6 agosto 2008, n. 133, i requisiti e le modalita’ della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, in coerenza con le previsioni di cui al piano programmatico adottato dal Ministro dell’istruzione dell’ universita’ e della ricerca, ai sensi del predetto articolo 64.

ARTICOLO N.2
Obiettivi della formazione iniziale degli insegnanti
1. La formazione iniziale degli insegnanti di cui all’articolo 1 e’ finalizzata a qualificare e valorizzare la funzione docente attraverso l’acquisizione di competenze disciplinari, psico-pedagogiche, metodologico-didattiche, organizzative e relazionali necessarie a far raggiungere agli allievi i risultati di apprendimento previsti dall’ordinamento vigente.
2. E’ parte integrante della formazione iniziale dei docenti l’acquisizione delle competenze necessarie allo sviluppo e al sostegno dell’autonomia delle istituzioni scolastiche secondo i principi definiti dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275.
3. Le competenze di cui ai commi 1 e 2 costituiscono il fondamento dell’unitarieta’ della funzione docente.

ARTICOLO N.3
Percorsi formativi
1. I percorsi formativi sono preordinati, per tutte le classi di abilitazione all’insegnamento, all’acquisizione delle competenze di cui all’articolo 2.
2. I percorsi formativi sono cosi’ articolati:
a) per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, un corso di laurea magistrale quinquennale, a ciclo unico in deroga a quanto previsto dall’articolo 8, comma 2, del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, comprensivo di tirocinio da avviare a partire dal secondo anno di corso;
b) per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, un corso di laurea magistrale biennale ed un successivo anno di tirocinio formativo attivo.
3. I percorsi formativi preordinati all’insegnamento delle discipline artistiche, musicali e coreutiche della scuola secondaria di primo grado e di secondo grado sono attivati dalle universita’ e dagli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, nell’ambito dei quali si articolano nel corso di diploma accademico di II livello e nel successivo anno di tirocinio formativo attivo secondo quanto prescritto dal presente decreto (1).
4. Costituiscono parte integrante dei percorsi formativi ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 2:
a) l’acquisizione delle competenze linguistiche di lingua inglese di livello B2 previste dal “Quadro comune europeo di riferimento per le lingue” adottato nel 1996 dal Consiglio d’Europa. La valutazione o la certificazione di dette competenze costituisce requisito essenziale per conseguire l’abilitazione;
b) l’acquisizione delle competenze digitali previste dalla raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 18 dicembre 2006. In particolare dette competenze attengono alla capacita’ di utilizzo dei linguaggi multimediali per la rappresentazione e la comunicazione delle conoscenze, per l’utilizzo dei contenuti digitali e, piu’ in generale, degli ambienti di simulazione e dei laboratori virtuali. Al fine di consentirne la piena fruizione anche agli alunni con bisogni educativi speciali i contenuti digitali devono essere definiti nel rispetto dei criteri che ne assicurano l’accessibilita’;
c) l’acquisizione delle competenze didattiche atte a favorire l’integrazione scolastica degli alunni con disabilita’ secondo quanto disposto dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni e integrazioni.
5. I percorsi di cui ai commi 2, lettera b) e 3 prevedono nel corso della laurea magistrale e nel corso accademico di secondo livello periodi di tirocinio nelle istituzioni scolastiche facenti parte del sistema nazionale di istruzione, ricomprese nell’elenco di cui all’articolo 12.
6. La frequenza dei corsi previsti dal presente decreto e’ incompatibile, ai sensi dell’articolo 142 del Regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592, con l’iscrizione a:
a) corsi di dottorato di ricerca;
b) qualsiasi altro corso che da’ diritto all’acquisizione di crediti formativi universitari o accademici, in Italia e all’estero, da qualsiasi ente organizzati.
7. I percorsi formativi previsti dal presente decreto sono oggetto di costante monitoraggio e valutazione. A tal fine, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca puo’ avvalersi anche dell’assistenza tecnica dell’Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica (ANSAS) e dell’Istituto nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (INVALSI).
(1) A norma dell’articolo 1, comma 3, del D.M. 17 dicembre 2012, in attuazione del presente comma, per gli anni accademici 2012/2013-2013/2014 i posti disponibili a livello nazionale per le immatricolazioni al corso di diploma accademico di II livello ad indirizzo didattico, classe di abilitazione A077, sono determinati in 1.130.

ARTICOLO N.4
Corsi di laurea magistrale
1. Le universita’ istituiscono i corsi di laurea magistrale di cui al presente decreto, ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, anche in deroga al numero minimo di crediti di cui all’articolo 10, commi 2 e 4 dello stesso decreto, in ragione del loro carattere professionalizzante.
2. L’istituzione e l’attivazione dei corsi di cui al comma 1 e’ subordinata al possesso di specifici requisiti necessari definiti con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del Decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270.
3. I corsi di laurea magistrale possono essere istituiti con il concorso di una o piu’ facolta’ dello stesso ateneo ovvero, sulla base di specifica convenzione, con il concorso delle facolta’ di piu’ atenei o in convenzione tra facolta’ universitarie e istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.
4. La convenzione, sottoscritta dal rettore di ciascuna delle universita’ e dal direttore di ciascuna delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica che partecipano all’istituzione del corso, indica la facolta’ o l’istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica di riferimento, sede amministrativa dello stesso, e definisce l’apporto di personale docente, di strutture didattiche e scientifiche, di laboratori e di risorse finanziarie messi a disposizione da ciascun ateneo o istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica per il funzionamento dei corsi.
5. Allo scopo di ottimizzare l’utilizzo delle competenze psico-pedagogiche e didattico-disciplinari messe a disposizione dalle universita’ e dalle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nonche’ le risorse economiche e organizzative, le stesse universita’ e istituzioni possono istituire ed attivare strutture di servizi comuni o Centri interateneo o interistituzionali di interesse regionale o interregionale che assicurino supporto tecnico, metodologico e organizzativo, nonche’ coordinamento didattico ai corsi di laurea magistrale, ai corsi di diploma accademico e alle attivita’ formative previste per il tirocinio formativo attivo.
6. E’ vietata la creazione di organi di gestione dei corsi di laurea magistrale e di diploma accademico di secondo livello indipendenti dalle facolta’ di riferimento, dalle universita’ e dalle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica interessate.
7. Dall’attuazione dei commi 5 e 6 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

ARTICOLO N.5
Programmazione degli accessi
1. Il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca definisce annualmente con proprio decreto la programmazione degli accessi ai percorsi di cui agli articoli 3 e 13.
2. Il numero complessivo dei posti annualmente disponibili per l’accesso ai percorsi e’ determinato sulla base del fabbisogno di personale docente abilitato nelle scuole del sistema educativo di istruzione e formazione, previo parere del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione (1).
2-bis. Ai fini della determinazione del fabbisogno di cui al comma 2, si tiene conto, per le scuole statali:
a) della programmazione regionale degli organici deliberata ai sensi dell’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449;
b) del contingente di personale docente assunto con contratto a tempo determinato su posti disponibili ma non vacanti, nell’anno scolastico precedente (2).
2-ter. Il numero di posti individuato ai sensi del comma 2-bis e’ maggiorato nel limite del 30 per cento per la copertura delle esigenze delle scuole paritarie e dei percorsi di istruzione e formazione professionale delle regioni (3).
2-quater. Per l’attivazione dei percorsi di cui al comma 1 si tiene conto altresi’ dell’offerta formativa degli atenei e degli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica (4).
3. Le modalita’ di svolgimento, la valorizzazione del servizio eventualmente svolto e di particolari titoli accademici, e le caratteristiche delle prove di accesso ai percorsi di cui agli articoli 3 e 13 sono definite con apposito decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.
(1) Comma sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera a) del D.M. 25 marzo 2013, n. 81.
(2) Comma aggiunto dall’articolo 2, comma 1, lettera b) del D.M. 25 marzo 2013, n. 81.
(3) Comma aggiunto dall’articolo 2, comma 1, lettera b) del D.M. 25 marzo 2013, n. 81.
(4) Comma aggiunto dall’articolo 2, comma 1, lettera b) del D.M. 25 marzo 2013, n. 81.

ARTICOLO N.6
Corso di laurea magistrale a ciclo unico per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria
1. Il corso di laurea magistrale per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria di cui all’articolo 3, comma 2, lettera a) e’ a numero programmato con prova di accesso. Il corso e’ attivato presso le facolta’ di scienze della formazione e presso altre facolta’ autorizzate dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.
2. Per l’ammissione al corso di laurea magistrale e’ richiesto, in deroga a quanto previsto dall’articolo 6, comma 2, del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, il possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di altro titolo di studio conseguito all’estero e riconosciuto idoneo.
3. Il corso di laurea magistrale e’ strutturato secondo la tabella 1 allegata al presente decreto.
4. Le attivita’ di tirocinio indirette e dirette, per complessive 600 ore pari a 24 crediti formativi universitari, hanno inizio nel secondo anno di corso e si svolgono secondo modalita’ tali da assicurare un aumento progressivo del numero dei relativi crediti formativi universitari fino all’ultimo anno.
5. Il corso di laurea si conclude con la discussione della tesi e della relazione finale di tirocinio che costituiscono, unitariamente, esame avente anche valore abilitante all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria. A tale scopo la commissione, nominata dalla competente autorita’ accademica, e’ integrata da due docenti tutor di cui all’articolo 11 e da un rappresentante designato dall’Ufficio scolastico regionale.

ARTICOLO N.7
Formazione degli insegnanti della scuola secondaria di primo grado
1. I percorsi formativi di cui all’articolo 3, comma 2, lettera b), per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado, comprendono:
a. il conseguimento della laurea magistrale a numero programmato con prova di accesso al relativo corso;
b. lo svolgimento del tirocinio formativo attivo comprensivo dell’esame con valore abilitante, disciplinati dall’articolo 10.
2. Le tabelle 2, 3, 4, 5, 6 e 7, allegate al presente decreto, individuano per ciascuna delle classi di abilitazione ivi indicate e previste dal decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 26 marzo 2009, n. 37:
a) i requisiti per l’accesso alla prova di cui al comma 1, lettera a);
b) la laurea magistrale necessaria per accedere al tirocinio annuale di cui al comma 1, lettera b).

ARTICOLO N.8
Formazione degli insegnanti della scuola secondaria di secondo grado
1. I percorsi formativi di cui all’articolo 3, comma 2, lettera b), per l’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado, comprendono:
a. il conseguimento della laurea magistrale a numero programmato con prova di accesso al relativo corso;
b. lo svolgimento del tirocinio formativo attivo comprensivo dell’esame con valore abilitante disciplinati dall’articolo 10.
2. (comma non ammesso al “Visto” della Corte dei conti).

ARTICOLO N.9
Formazione degli insegnanti di materie artistiche, musicali e coreutiche della scuola secondaria di primo e di secondo grado
1. I percorsi formativi per l’insegnamento di materie artistiche, musicali e coreutiche nella scuola secondaria di primo e di secondo grado comprendono:
a) il conseguimento del diploma accademico di II livello ad indirizzo didattico a numero programmato e con prova di accesso al relativo corso;
b) lo svolgimento del tirocinio formativo attivo comprensivo dell’esame con valore abilitante, disciplinati dall’articolo 10.
2. Le tabelle 8, 9 e 10 allegate al presente decreto individuano per ciascuna delle classi di abilitazione ivi indicate e previste dal decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 26 marzo 2009, n. 37:
a) i requisiti per l’accesso alla prova di cui al comma 1, lettera a);
b) i corsi accademici biennali necessari per accedere al tirocinio annuale di cui al comma 1, lettera b).
3. Con successivo decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, in relazione alle modifiche di ordinamento conseguenti all’attuazione dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e successive modificazioni, sono adottate le tabelle che individuano, per le classi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado, i corsi accademici di II livello necessari per accedere al tirocinio annuale di cui al comma 1, lettera b.
4. Per l’utilizzazione dei docenti tutor si applicano le disposizioni dell’articolo 11, con gli adattamenti resi necessari dalle specificita’ ordinamentali, organizzative e gestionali delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica. Le funzioni demandate ai consigli di facolta’ sono attribuite ai consigli accademici. Per le attivita’ del tirocinio formativo attivo e la suddivisione in crediti si applica la tabella 11 allegata al presente decreto.

ARTICOLO N.10
Istituzione e svolgimento del tirocinio per la formazione degli insegnanti della scuola secondaria di primo e di secondo grado
1. Il tirocinio formativo attivo di cui agli articoli 7 comma 1 lettera b), 8 comma 1 lettera b) e 9 comma 1 lettera b) e’ un corso di preparazione all’insegnamento riservato ai soggetti che abbiano conseguito i titoli di cui agli articoli 7 comma 1 lettera a), 8 comma 1 lettera a) e 9 comma 1 lettera a). A conclusione del tirocinio formativo attivo, previo superamento di un esame finale, si consegue il titolo di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado in una delle classi di abilitazione previste dal decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 26 marzo 2009, n. 37, e nella scuola secondaria di secondo grado, sino all’adozione del regolamento di cui all’articolo 64, comma 4, lettera a) del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, con legge 6 agosto 2008, n. 133, in una delle classi di concorso previste dal decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998, n. 39, e dal decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 9 febbraio 2005, n. 22; le attivita’ in cui si articola il corso di tirocinio corrispondono a 60 crediti formativi, suddivisi secondo la tabella 11 allegata al presente decreto.
2. Il tirocinio formativo attivo e’ istituito presso una facolta’ di riferimento ovvero presso le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica che ne sono altresi’ sedi amministrative. Il corso di tirocinio puo’ essere svolto in collaborazione fra piu’ facolta’ della stessa universita’ ovvero fra facolta’ di una o piu’ universita’ o tra facolta’ e istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.
3. Il tirocinio formativo attivo comprende quattro gruppi di attivita’:
a) insegnamenti di scienze dell’educazione;
b) un tirocinio indiretto e diretto di 475 ore, pari a 19 crediti formativi, svolto presso le istituzioni scolastiche sotto la guida di un tutor secondo quanto previsto dall’articolo 11, comma 1, in collaborazione con il docente universitario o delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica di cui al comma 6; le istituzioni scolastiche progettano il percorso di tirocinio, che contempla una fase osservativa e una fase di insegnamento attivo, di concerto col consiglio di corso di tirocinio al fine di integrare fra loro le attivita’ formative; almeno 75 ore del predetto tirocinio sono dedicate alla maturazione delle necessarie competenze didattiche per l’integrazione degli alunni con disabilita’.
c) insegnamenti di didattiche disciplinari che, anche in un contesto di laboratorio, sono svolti stabilendo una stretta relazione tra l’approccio disciplinare e l’approccio didattico;
d) laboratori pedagogico-didattici indirizzati alla rielaborazione e al confronto delle pratiche educative e delle esperienze di tirocinio.
4. La gestione delle attivita’ del tirocinio formativo attivo e’ affidata al consiglio di corso di tirocinio, cosi’ costituito:
a) nelle universita’, dai tutor coordinatori di cui all’articoli 11 comma 2, dai docenti e ricercatori universitari che in esso ricoprono incarichi didattici, da due dirigenti scolastici o coordinatori didattici, designati dall’ufficio scolastico regionale tra i dirigenti scolastici o i coordinatori didattici delle istituzioni scolastiche che ospitano i tirocini, e da un rappresentante degli studenti tirocinanti; il presidente del consiglio di corso e’ eletto tra i docenti universitari, il suo mandato dura tre anni ed e’ rinnovabile una sola volta;
b) negli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica, dai tutor coordinatori di cui all’articolo 11 comma 2, dai docenti dei predetti istituti che in essi ricoprono incarichi didattici, da due dirigenti scolastici o coordinatori didattici, designati dall’ufficio scolastico regionale tra i dirigenti scolastici o i coordinatori didattici delle istituzioni scolastiche che ospitano i tirocini, e da un rappresentante degli studenti tirocinanti; il presidente del consiglio di corso e’ eletto tra i docenti delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, il suo mandato dura tre anni ed e’ rinnovabile una sola volta.
5. Il consiglio di corso di tirocinio cura l’integrazione tra le attivita’ di cui al comma 3, organizza i laboratori didattici disciplinari e i laboratori pedagogico-didattici e stabilisce le modalita’ di collaborazione tra i tutor dei tirocinanti, i tutor coordinatori e i docenti universitari o delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.
6. L’attivita’ di tirocinio nella scuola si conclude con la stesura da parte del tirocinante di una relazione del lavoro svolto in collaborazione con l’insegnante tutor che ne ha seguito l’attivita’.
Della relazione finale di tirocinio e’ relatore un docente universitario o delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica che ha svolto attivita’ nel corso di tirocinio e correlatore l’insegnante tutor che ha seguito l’attivita’ di tirocinio. La relazione consiste in un elaborato originale che, oltre all’esposizione delle attivita’ svolte dal tirocinante, deve evidenziare la capacita’ del medesimo di integrare ad un elevato livello culturale e scientifico le competenze acquisite nell’attivita’ svolta in classe e le conoscenze in materia psico-pedagogica con le competenze acquisite nell’ambito della didattica disciplinare e, in particolar modo, nelle attivita’ di laboratorio.
7. La frequenza alle attivita’ del tirocinio formativo attivo e’ obbligatoria. L’accesso all’esame di abilitazione e’ subordinato alla verifica della presenza ad almeno il 70% delle attivita’ di cui al comma 3 lettere a), ad almeno l’80% delle attivita’ di cui al comma 3 lettera b), ad almeno il 70% delle attivita’ di cui al comma 3 lettera c) e ad almeno il 70% delle attivita’ di cui al comma 3 lettera d).
8. Al termine dell’anno di tirocinio si svolge l’esame di abilitazione all’insegnamento che ne costituisce parte integrante e che consiste:
a) nella valutazione dell’attivita’ svolta durante il tirocinio;
b) nell’esposizione orale di un percorso didattico su un tema scelto dalla commissione;
c) nella discussione della relazione finale di tirocinio.
9. La commissione d’esame, nominata dalla competente autorita’ accademica, e’ composta:
a) nelle universita’, da 3 docenti universitari che hanno svolto attivita’ nel corso di tirocinio, da 2 tutor o tutor coordinatori, da un rappresentante designato dall’ufficio scolastico regionale ed e’ presieduta da un docente universitario designato dalla facolta’ di riferimento;
b) nelle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica da 3 docenti delle predette istituzioni che hanno svolto attivita’ nel corso del tirocinio, da 2 tutor o tutor coordinatori, da un rappresentante designato dall’ufficio scolastico regionale ed e’ presieduta da un docente delle istituzioni medesime designato dall’istituzione di riferimento.
10. La commissione assegna fino a un massimo di 30 punti all’attivita’ svolta durante il tirocinio; fino a un massimo di 30
punti alla prova di cui al comma 8 lettera b); fino a un massimo di 10 punti alla relazione finale di tirocinio. L’esame di tirocinio e’ superato se il candidato consegue una votazione maggiore o uguale a 50/70.
11. La commissione aggiunge al punteggio conseguito il punteggio risultante dalla media ponderata dei voti conseguiti negli esami di profitto della laurea magistrale o del diploma accademico di secondo livello e degli esami di profitto sostenuti nel corso dell’anno di tirocinio, fino a un massimo di 30 punti. Il punteggio complessivo, espresso in centesimi, e’ il voto di abilitazione all’insegnamento.
12. La valutazione finale complessiva effettuata dalla commissione secondo le modalita’ previste dal presente articolo costituisce, unitariamente, esame avente valore abilitante all’insegnamento e che da’ luogo, ove superato, al rilascio del relativo diploma.

ARTICOLO N.11
Docenti tutor
1. Per lo svolgimento delle attivita’ di tirocinio le facolta’ di riferimento si avvalgono di personale docente e dirigente in servizio nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione. Ai predetti docenti sono affidati compiti tutoriali, in qualita’ di:
a) tutor coordinatori;
b) tutor dei tirocinanti.
2. Ai tutor coordinatori e’ affidato il compito di:
a) orientare e gestire i rapporti con i tutor assegnando gli studenti alle diverse classi e scuole e formalizzando il progetto di tirocinio dei singoli studenti;
b) provvedere alla formazione del gruppo di studenti attraverso le attivita’ di tirocinio indiretto e l’esame dei materiali di documentazione prodotti dagli studenti nelle attivita’ di tirocinio;
c) supervisionare e valutare le attivita’ del tirocinio diretto e indiretto;
d) seguire le relazioni finali per quanto riguarda le attivita’ in classe.
3. I tutor dei tirocinanti hanno il compito di orientare gli studenti rispetto agli assetti organizzativi e didattici della scuola e alle diverse attivita’ e pratiche in classe, di accompagnare e monitorare l’inserimento in classe e la gestione diretta dei processi di insegnamento degli studenti tirocinanti. I docenti chiamati a svolgere i predetti compiti sono designati dai coordinatori didattici e dai dirigenti scolastici preposti alle scuole iscritte nell’elenco di cui all’articolo 12, tra i docenti in servizio con contratto a tempo indeterminato nelle medesime istituzioni e che ne abbiano fatto domanda.
4. I corsi di laurea magistrale di cui all’articolo 6 si avvalgono altresi’ di tutor organizzatori, cui e’ assegnato il compito di:
a) organizzare e gestire i rapporti tra le universita’, le istituzioni scolastiche e i relativi dirigenti scolastici;
b) gestire tutte le attivita’ amministrative legate ai distacchi dei tutor coordinatori, al rapporto con le scuole e con l’Ufficio scolastico regionale, al rapporto con gli studenti e alle attivita’ di tirocinio in generale;
c) coordinare la distribuzione degli studenti nel