#3930 Corte dei conti, sez. I, 30 ottobre 2017, n. 429

Direttore Azienda agraria universitaria – Rimborsi spostamenti dalla residenza alla sede universitaria

Data Documento: 2017-10-30
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

[X] Determina un danno erariale il rilascio dell’autorizzazione, da parte del Comitato direttivo di un’Azienda agraria universitaria al proprio Direttore, per il pagamento dei rimborsi delle spese viaggio per gli spostamenti effettuati alla propria residenza alla sede universitaria, essendo l’organo rilasciante totalmente carente di competenza in merito e non risultando, peraltro, rispettate le procedure autorizzatorie e tutti i connessi adempimenti di legge.

Contenuto sentenza
REPUBBLICA ITALIANA 429/2017
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
CORTE DEI CONTI
SEZIONE PRIMA GIURISDIZIONALE CENTRALE D’APPELLO
composta dai Sigg.ri magistrati:
dott. Enzo ROTOLO Presidente
dott.ssa Emma ROSATI Consigliere
dott.ssa Fernanda FRAIOLI Consigliere relatore
dott.ssa Elena TOMASSINI Consigliere
dott.ssa Giuseppina MIGNEMI Primo Referendario
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
sull’appello iscritto al n. 51713 del Registro di Segreteria, proposto da FERRARI Emilio, SEGRE’ Andrea e PROSPERI Santino, tutti rappresentati e difesi anche disgiuntamente, giusta procura in calce all’appello, dagli avv.ti Giuseppe CAIA e Mario SANINO, tutti elettivamente domiciliati presso lo studio di quest’ultimo in Roma, Viale Parioli, n. 180,
avverso
la sentenza n. 161/2016/R del 30 settembre 2016 della Sezione Giurisdizionale per l’Emilia Romagna
e contro
il Procuratore Generale
e
NASUELLI Piero Augusto
Visti l'atto di appello e tutti gli atti e i documenti di causa;
Uditi, all'udienza del 28 settembre 2017, il relatore consigliere Fernanda FRAIOLI, l’avv. Giuseppe CAIA, per gli appellanti, nonchè il Pubblico Ministero V.P.G. Alessandra POMPONIO.
FATTO
Con sentenza n. 161/2016 del 30 settembre 2016, la Sezione Giurisdizionale per l’Emilia Romagna ha condannato NASUELLI Piero Augusto, FERRARI Emilio, PROSPERI Santino e SEGRE’ Andrea – all’epoca dei fatti, rispettivamente, Direttore dell’Azienda Agraria dell’ Università di Bologna; Prorettore Vicario; Preside della Facoltà di Medicina Veterinaria e Preside della Facoltà di Agraria – al pagamento, in parti uguali fra loro della somma di €. 36.254,63 in favore dell’ Università Alma Mater Studiorum di Bologna, oltre accessori e spese di giudizio.
La vicenda attiene ad un indebito rimborso in favore del primo, delle spese per spostamenti dalla propria residenza in Reggio Emilia alla sede di servizio in Bologna o altre sedi dell’Azienda e viceversa, nel periodo settembre 2010-settembre 2014 e trae origine da una nota del Collegio dei revisori dei conti dell’ Università a seguito dell’attività di verifica effettuata sulle spese dell’Azienda Agraria e inviata alla Procura regionale per un’ipotesi di danno erariale.
Più precisamente, emergeva che, con delibera del 2 settembre 2010 il Comitato dell’Azienda Agraria – composta dal Presidente FERRARI e dai componenti pro-tempore PROSPERI e SEGRE’, su richiesta del Direttore NASUELLI, anch’egli presente alla riunione e componente con funzioni consultive – autorizzava il pagamento dei rimborsi delle spese di viaggio per gli spostamenti di quest’ultimo da Reggio Emilia a Bologna e viceversa.
Tali rimborsi sono stati ritenuti indebitamente percepiti, atteso che afferivano al tragitto casa-lavoro in quanto il luogo di residenza era Reggio Emilia e la sede di servizio Bologna e sono stati considerati una non consentita elargizione di emolumento ulteriore, per di più illecito, visto che non erano in alcun modo riconducibili a spostamenti rimborsabili nell’ambito della mobilità interna all’istituto di cui, peraltro, risultavano non rispettate le procedure autorizzatorie e tutti i connessi adempimenti di legge.
Dagli accertamenti effettuati si è, altresì, accertato che detto Comitato non aveva neppure alcuna competenza in merito al rilascio dell’autorizzazione, come invece fatto.
Quindi, non soltanto carenza di competenza deliberativa al rilascio dell’autorizzazione, ai rimborsi effettuati, ma anche assenza del rispetto delle procedure previste dalla normativa primaria e secondaria in merito.
L’iniziale richiesta di parte attrice vedeva suddivisa la cifra suddetta in €. 26.254,63 imputati al NASUELLI, effettivo percettore delle somme, ed €. 10.000,00 ripartiti tra i restanti tre soggetti in parti uguali i quali, in qualità di componenti del Comitato dell’Azienda Agraria, avevano autorizzato il pagamento dei rimborsi per le spese di viaggio del primo.
La sentenza di primo grado, invece, pur riconoscendo tutti responsabili del lamentato danno erariale, li ha condannati a rifondere l’intera cifra, ma in parti uguali.
Hanno appellato la sentenza FERRARI, PROSPERI e SEGRE’ i quali, oltre a ribadire le osservazioni offerte in primo grado, deducono:
· in ordine alla specifica natura dell’Azienda Agraria
· ai compiti del Comitato tra i quali ritengono rientri anche la competenza a deliberare i rimborsi spese,
· la nullità della sentenza per aver omesso di pronunciare sull’effettiva sede di servizio del NAUSELLI e sulla natura della carica di Direttore dell’Azienda che affermano essere onoraria,
· la responsabilità anche del funzionario amministrativo presente alle deliberazioni del Comitato, atteso che svolgeva funzioni amministrative-gestionali,
· la mancanza di colpa grave a proprio carico.
Concludono chiedendo di riformare e/o annullare la sentenza e, in via subordinata, di rideterminare l’ammontare del danno posto a carico di ognuno, nonché l’esercizio del potere riduttivo.
Ha depositato le proprie conclusioni il PG il quale, dopo aver confutato tutte le doglianze degli appellanti, ha chiesto il rigetto dell’appello e, per l’effetto, la conferma della sentenza di prime cure, riemettendosi, per l’esercizio del potere riduttivo, alle determinazioni del Collegio.
All’udienza del 28 settembre 2017, tanto l’avv. CAIA, per l’appellante, quanto il Pubblico Ministero, V.P.G. Alessandra POMPONIO, si sono sostanzialmente riportati agli atti depositati.
Con particolare riferimento alle copie dei mandati di pagamento che l’avv. CAIA chiede di depositare – o in caso contrario di adottare un’ordinanza per acquisirli – il PM si soppone, atteso che l’art.194 del nuovo codice di giustizia contabile non lo consente.
DIRITTO
L’odierna fattispecie ha ad oggetto il danno erariale causato dal rimborso effettuato in favore del Direttore dell’Azienda Agraria dell’ Università di Bologna, delle spese per spostamenti dalla propria residenza in Reggio Emilia alla sede di servizio in Bologna o in altre sedi dell’Azienda, e viceversa, nel periodo settembre 2010-settembre 2014.
Innanzitutto, il Collegio deve rilevare che, non avendo il NASUELLI proposto appello principale, né parte attrice quello incidentale, la sua posizione deve ritenersi definita essendo la sentenza passata in giudicato nei suoi confronti.
Con riferimento al gravame proposto dai restanti compartecipi FERRARI, PROSPERI e SGRE’, al contrario appellanti, deve rilevare l’infondatezza delle deduzioni da questi offerte.
Va ricordato che l’intero danno erariale contestato è stato determinato dal rilascio dell’autorizzazione, da parte del Comitato A.U.B. al proprio Direttore, per il pagamento dei rimborsi spese viaggio per gli spostamenti effettuati da Reggio Emilia a Bologna e viceversa, come recita il punto 9-a dell’estratto del verbale della riunione del 2 settembre 2010, in quanto totalmente carente di competenza in merito.
Ma non solo.
Accanto all’assenza di potere autorizzatorio, deve annoverarsi anche la mancanza di rispetto delle procedure previste per la mobilità intra-ateneo di cui alle Linee Guida approvate dal Consiglio di Amministrazione, valevoli per tutto il personale dell’ateneo contrattualizzato e non e per tutte le strutture, comprese l’AUB.
Procedendo con ordine.
a)    L’autorizzazione rilasciata dal Comitato è stata effettuata sine titulo perché alcuna previsione normativa in proposito esisteva che lo legittimasse a tanto evincendosi, dagli atti di causa e dalle dichiarazioni rilasciate dagli organi preposti, che il potere autorizzatorio in questione era riconosciuto esclusivamente in capo agli organi centrali dell’Ateneo.
Dal Regolamento dell’AUB, di cui al Decreto Rettoriale n. 962/2010 del 5 agosto 2010, si evince, infatti, che l’autorizzazione che il comitato può rilasciare ha ad oggetto unicamente le spese in economia con chiaro riferimento a quelle espressamente elencate all’art. 63 del più generale Regolamento per l’amministrazione, la finanza e la contabilità dell’ università degli studi di Bologna, come espressamente statuisce l’art. 3, co. 6 del primo.
Che non può assolutamente essere interpretato nel senso voluto dagli appellanti come comprensivo di qualsivoglia funzione purchè “compatibile con il presente regolamento”, onde farvi rientrare anche le indennità, i compensi ed i rimborsi di qualsiasi natura ed in qualsiasi forma, come quelli al Direttore dell’AUB, in quanto esplicitamente ricadenti nella competenza di altri Organi (leggi quelli centrali dell’Ateneo, per l’appunto).
Il carattere illecito di detto deliberato assorbe anche le contestazioni in merito alla sede di servizio del NASUELLI che dagli atti di causa emerge essere Bologna, nonostante gli appellanti continuino a ritenerla Reggio Emilia.
Come anche assorbita rimane l’ulteriore doglianza relativa al mancato pronunciamento, ribadito anche nella presente sede, del giudice territoriale in merito alla congetturata natura onoraria della carica di Direttore dell’AUB che si assume non retribuita.
Per quanto assorbita, deve, comunque, rilevarsene l’infondatezza poiché, ai sensi dell’art. 7 del succitato Regolamento dell’AUB, la carica di Direttore dell’AUB è equiparata a quella di Direttore di Dipartimento al quale, oltre alla retribuzione percepita quale docente, gli è riconosciuta anche un’indennità propria della carica, annualmente deliberata dal Consiglio di Amministrazione dell’ Università .
b)   L’autorizzazione de qua, tratto genetico del lamentato danno erariale, si pone, altresì, in totale contrasto anche con altre disposizioni – segnatamente il Regolamento interno delle missioni del personale dell’ Università di Bologna di cui alla Deliberazione del CdA del 23 marzo 1993 ed il successivo Regolamento delle missioni e trasferte e relativo rimborso spese di cui al Decreto Rettoriale n. 21/2014 del 10 gennaio 2014, nonché le già citate Linee Guida approvate dal CdA – che espressamente e dettagliatamente disciplinano i trattamenti di missione regolando gli spostamenti effettuati dal personale per “lo svolgimento di attività istituzionali, didattiche, gestionali, amministrative e politiche dell’Ateneo” applicabile a tutto il personale dipendente dall’Ateneo indipendentemente dalla qualifica posseduta e dalla configurazione giuridica del proprio contratto di lavoro.
Questa, in estrema sintesi, prevede che siano previamente compilati una serie di moduli per consentire, al contempo, la dichiarazione di sussistenza delle circostanze legittimanti lo spostamento e le conseguenti spese di rimborso, nonché il controllo di veridicità da parte degli organi preposti dell’Ateneo.
Ancor di più l’utilizzo dell’auto di proprietà che risulta sottoposta ad un’autorizzazione ulteriore, specifica e preventiva che consenta all’Amministrazione di verificare le stringenti motivazioni che solo ne legittimano, per espresso disposto normativo, il ricorso in alternativa ai mezzi di trasporto pubblici.
Tanto premesso deve concordarsi con il giudice di prime cure nel ritenere i rimborsi così effettuati nei confronti del NASUELLI indebiti “perché ottenuti in forza di detta illegittima autorizzazione, senza alcuna previa compilazione e sottoscrizione da parte del medesimo, per ogni singolo spostamento, della prevista modulistica; ciò a prescindere da ogni ulteriore questione concernete l’effettiva sede di servizio”.
c)    Né può valere, infine, quanto evidenziato con riferimento al differente organo che avrebbe disposto la spesa, atteso che all’epoca dei fatti era proprio il NASUELLI a ricoprire anche la funzione di responsabile amministrativo ai sensi della normativa vigente e, segnatamente, l’art. 7 del più volte citato Regolamento A.U.B. del 5 agosto 2010.
Tale circostanza, lungi dall’essere di poco momento, ha il pregio di provare altri due elementi: la colpa grave dei componenti del Comitato ed in particolare del NASUELLI e l’irresponsabilità del funzionario amministrativo gestionale, atteso che, come chiaramente esplicitato dalla sentenza che si grava, lo stesso è stato più accuratamente disciplinato solo a seguito della riforma del Regolamento, avvenuta nell’anno 2013 fino a quando svolgeva unicamente le mansioni di segretario del Comitato, tant’è che la funzione era svolta dal NASUELLI.
Si vede, quindi, come la richiesta di estendere anche a questi l’azione di responsabilità sia istanza del tutto destituita di fondamento.
d)   Infine, quanto alla ripartizione del danno, fermo restando la quota posta dal primo giudice a carico del NASUELLI che resta coperta dal giudicato e, pertanto, intangibile, ritiene questo Collegio che quelle addebitate agli odierni appellanti possano essere riviste.
In applicazione del potere riduttivo che si ritiene di esercitare in considerazione della obiettiva maggiore responsabilità del NASUELLI, il Collegio stima di poter ridurre l’addebito posto, non condivisibilmente, dal giudice di prime cure in misura paritaria a carico di tutti i componenti del Comitato.
L’obbiettivo maggiore profitto tratto dal NASUELLI, anche se non capace di emendare totalmente la posizione degli odierni appellanti, purtuttavia, si ritiene da considerare quale fattore in grado di ridurre le quote degli odierni appellanti che si stabiliscono equamente in €. 21.000,00 complessivi da ripartire in parti uguali, oltre interessi dalla data della sentenza di primo grado fino al soddisfo.
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.
P.Q.M.
definitivamente pronunciando, ogni contraria istanza ed eccezione reiette,
-     respinge l’appello e, in applicazione del potere riduttivo, modifica in parte qua l’impugnata sentenza, rideterminando la somma complessiva da porre a carico degli appellanti nella misura complessiva di €. 21.000,00 da suddividersi in parti uguali, oltre interessi dalla data della sentenza di primo grado sino al soddisfo;
-     dichiara inammissibile l’appello nei confronti di NASUELLI Piero Augusto, essendo la posizione di questi già stata definita con il passaggio in giudicato della sentenza ed in assenza di appello incidentale di parte attrice,
-     pone le spese di giudizio a carico delle parti soccombenti che si liquidano in €. 96,00 (NOVANTASEI/00).
Manda alla segreteria per gli adempimenti di competenza.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 28 settembre 2017.
Depositata in Segreteria il 31/10/2017