#4132 Corte dei conti reg., Umbria, 26 aprile 2016, n. 32

Rettore – Direttore amministrativo – Consiglio di amministrazione – Contratto di locazione

Data Documento: 2016-04-26
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Il merito amministrativo, quale limite proprio del sindacato della Corte dei conti impone il rispetto della soluzione concretamente adottata dall’amministrazione, così che la Corte medesima non possa sovrapporre le proprie valutazioni e le proprie scelte, tra le tante alternativamente possibili, a quelle operate dall’Amministrazione stessa. Al di fuori di questo ambito, tuttavia, resta fermo il potere della Corte dei conti di valutare l’intrinseca razionalità della scelta adottata dall’Amministrazione, ovvero la compatibilità della scelta stessa con i fini dell’ente, sotto il profilo del corretto esercizio della discrezionalità.Il sindacato della Corte dei conti deve estendersi alle singole articolazioni dell’agire amministrativo, da valutare anche alla stregua dei criteri di economicità e di efficacia, rilevanti sul piano della legittimità e non della mera opportunità, in quanto espressamente previsti dall’art. 1, comma 1, l. 7 agosto 1990, n. 241 nel quadro dei principi generali dell’attività amministrativa.Il periodo di sospensione feriale si applica anche al termine di 120 gg. di emissione della citazione in giudizio.Nel rilevare che, sul piano della teoria generale del diritto, il danno è un fatto e – come tale – si attualizza con la concreta deminutio patrimonii e cioè, in ipotesi di spesa, con il materiale pagamento della spesa stessa (non essendo sufficiente la sua mera previsione negoziale), si ricorda che allorquando il danno è la sommatoria di pagamenti frazionati nel tempo, tutti risalenti ad un unico atto deliberativo o, comunque, ad un’unica manifestazione di volontà, la decorrenza della prescrizione va individuata nella data di ciascun, singolo pagamento.La stessa idea di pervenire, mediante la sublocazione di un immobile destinato ad uso commerciale, ad un rapporto analogo a quella di un “bar interno all’università” (specificamente indicata nella censurata deliberazione del Consiglio di Amministrazione dell’ateneo), esprime inappropriatezza valutativa e colpa grave, atteso che l’ampiezza dell’area da sublocare (350 m.q.), rispetto a quella complessiva dell’ immobile locato (465 m.q.), ribalta il rapporto di accessorietà che normalmente caratterizza il “bar interno” ed aumenta i rischi complessivi del collegamento negoziale della sublocazione con la locazione dell’immobile, legati anche al carattere prevalente dell’attività commerciale, rispetto a quella istituzionale.L’Iva versata in relazione a un’operazione commerciale ritenuta dannosa per l’amministrazione non è da computare nell’ambito del danno erariale, in quanto è un’imposta versata all’Erario.Il danno va considerato causato dall’illecito, ai sensi dell’art. 1223 c.c., quando, pur non essendo conseguenza diretta ed immediata di quest’ultimo, rientra pur sempre nel novero delle conseguenze normali ed ordinarie del fatto. Il danno, ex art. 1123 c.c., deve in sostanza ricollegarsi ad una serie causale non del tutto inverosimile, al momento del fatto, come richiesto dalla c.d. teoria della causalità adeguata o della regolarità causale, fondata su un giudizio formulato in termini ipotetici.

Contenuto sentenza
GIUDIZIO DI CONTO
C. Conti Umbria Sez. giurisdiz., Sent., 26-04-2016, n. 32
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE DEI CONTI
Sezione Giurisdizionale Regionale dell'Umbria
composta dai seguenti Magistrati :
Dott. Angelo Canale - Presidente
Dott. Fulvio Maria Longavita - Consigliere rel.
Dott. ssa Cristiana Rondoni - Consigliere
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nel giudizio di responsabilità istituito dal Procuratore Regionale nei confronti dei signori: 1) G.S. (c.f. (...)), difesa dall' avv. Luigi Medugno; 2) B.P. (c.f. (...)), difesa dagli avv. Andrea Abbamonte e Lietta Calzoni; 3) B.A. (c.f. (...)), difesa dall'avv. Prof. Antonio Bartolini; 4) BIANCHI IN DE VECCHI Paola (c.f. (...)), difesa dall'avv. Cecilia De Vecchi; 5) M.F. (c.f. (...)), difeso dall'avv. Sebastiano Capotorto; 6) S.M. (c.f. (...)); 7) P.G. (c.f. (...)); 8) C.A. (c.f. (...)); 9) S.R., (c.f. (...)); 10) U.L. (c.f. (...)); 11) M.F. (c.f. (...)); 12) B.D.V. e M.M. (c.f. (...)), difesi (gli ultimi sette) dagli avv. Mario Rampini e Federica Pasero; 13) S.G. (c.f. (...)), non costituito.
Visto l'atto introduttivo della causa iscritto al n. 12.116 del registro di segreteria, e gli altri atti e documenti tutti della causa.
Uditi alla pubblica udienza del giorno 6/4/2016, tenuta con l'assistenza del segretario dott.ssa Catia De Angelis: il relatore, nella persona del Cons. Fulvio Maria Longavita; il P.M., nella persona della dott. Pasquale Principato; gli avv. Luigi Medugno, Mario Rampini, Andrea Abbamonte (intervenuto anche su delega dell'avv. Sebastiano Capotorto), Alessandro Formica (su delega del Prof. Bartolini) e Cecilia De Vecchi.
Svolgimento del processo
1) - Con atto di citazione depositato il 5/12/2014, la Procura Regionale ha convenuto in giudizio i sigg.: S.G., P.B., A.B., Paola Bianchi in De Vecchi, F.M., M.S., G.P., A.C., R.S., L.U., F.M., Marina B.D.V. e Madrisio e G.S., per ivi sentirli condannare, in qualità di - rispettivamente - Rettore (Prof.ssa G.), Direttore Amministrativo (dott.sse B. e Bianconi) e Componenti il Consiglio di Amministrazione dell'Università degli Studi di Perugia, al pagamento della complessiva somma di Euro 365.100,00, a favore della medesima Università per il danno ad essa arrecato - a dire della Procura - dal contratto di locazione di cui alla deliberazione del predetto Consiglio in data 30/6/2008 (Euro 339.900,00) e dalla "determinazione del corrispettivo del contratto di sublocazione" di cui alla deliberazione del Consiglio stesso in data 7/6/2010 (Euro 25.200,00).
1.1) - Il primo degli indicati danni è stato ripartito tra i convenuti nella misura:
a) del 15% ciascuno, a carico del R.G. e del Direttore Amministrativo B.;
b) del restante 70%, in parti uguali tra gli altri componenti del C.d.A. (v. pagg. 36 e 22 della citazione).
Il secondo dei menzionati danni, invece, è stato attribuito al R.G. ed al Direttore Amministrativo B. in parti uguali tra loro;
1.2) - La citazione, dopo aver chiarito che la vicenda è stata segnalata dal Collegio dei Revisori dell'Università con nota del 20/11/2013, dà atto dell'iter amministrativo che ha portato all'adozione della deliberazione in data 30/6/2008, precisando che:
a) la vicenda stessa ha preso le mosse dalla deliberazione dell'8/4/2008 nella quale, ribadito l'interesse dell'Università a "conseguire l'integrale possesso della palazzina di via Scortici, condivisa con un'attività commerciale bar, ristorazione ed intrattenimento musicale denominata Il Contrappunto", e precisato che la "F. s.r.l." (titolare della palazzina) non era disponibile alla vendita dell'immobile, locato alla "Anic srl" (titolare della citata attività commerciale), e che l'unico modo per avere la porzione immobiliare era di addivenire ad un contratto di "affitto dell'azienda" commerciale, il C.d.A. ha stabilito di dare mandato al Rettore per "proseguire nelle trattative ed eventualmente concludere il menzionato contratto di affitto di azienda", nonché di acquisire apposito parere dell'Avvocatura Distrettuale di Perugia per la stipula del contratto stesso (v. pagg. 2-5):
b) con nota del 18/4/2008 il Direttore Amministrativo dell'Università ha inoltrato la richiesta di parere e con successiva nota del 16 giugno seguente ne ha rappresentato la sopravvenuta inutilità, in quanto la "società proprietaria dell'immobile aveva comunicato di aver risolto le difficoltà connesse al rapporto di locazione con la società Anic" (v. pagg. 5-7);
c) nella seduta del 30/6/2008 pertanto, su relazione del Rettore, il C.d.A. ha deliberato di:
- "approvare la bozza di contratto di locazione dell'immobile" allegata alla deliberazione stessa, al canone di Euro 78.000 annui oltre IVA;
- "conferire delega al Rettore per sottoscrivere il contratto in parola";
- "approvare la proposta del Rettore di destinare parte dei locali 115 mq c.ca a sede amministrativa del Centro di Attività Ricreativa e Culturale Ce.A.R.C. dell'Università e di sublocare la rimanente parte 350 mq c.ca ad un soggetto prescelto tramite pubblica selezione che vi avrebbe dovuto espletare attività di spettacolo e somministrazione cibi e bevande alle condizioni indicate in sede di gara" (v. pagg. 8-11).
d) il contratto di locazione è stato poi stipulato il 16/7/2008 ed i locali sono stati consegnati il successivo 31 ottobre;
e) nella seduta del 29/12/2008, il C.d.A. ha deliberato l'indizione della gara per la sublocazione, al canone di Euro 63.077,00", con indicazione nel relativo bando dell'impegno del sub-conduttore di "praticare uno sconto sul listino prezzi a beneficio del personale, degli eventuali ospiti e degli studenti dell'Ateneo", oltre che di "riservare il servizio per iniziative ricreative e/o musicali nei locali sublocati per un congruo numero di giorni al mese, a richiesta dell' Università" (v. pagg. 12-14);
f) l'avviso di gara è stato pubblicato il 22/6/2009 ed il 27/7/2009 il C.d.A. ha deliberato l'aggiudicazione a favore del "Circo del G. s.r.l.", al canone di Euro 63.500,00, oltre IVA (v. pagg. 14-16);
g) nella seduta del 13/11/2009 il C.d.A., su relazione del Rettore, che riferiva in ordine all' "approvazione del Consiglio Accademico di un progetto per l'istituzione di percorsi formativi per la qualifica di operatore della gastronomia e dell'accoglienza" e sulla "richiesta di proroga della stipula della sublocazione da parte del Circo del G." per l'esecuzione - a proprie spese - di alcuni lavori nel locale di via Scortici, deliberava di non concedere tale proroga e di esaminare il menzionato "progetto ... per la qualifica di operatore nell'area della gastronomia e dell'accoglienza dopo la stipula del contratto de quo";
h) con nota dell'11/12/2009 la società Il Circo del G. è stata dichiarata decaduta dall'aggiudicazione (per mancata stipula del contratto) e nella seduta del 25/1/2010 il C.d.A. ha deliberato l'acquisizione di un parere dell' Avvocatura Distrettuale di Perugia sulla procedura da seguire per l' individuazione del sub conduttore - partner per la realizzazione del ridetto progetto formativo di "operatore nell'area della gastronomia e dell'accoglienza";
i) in tale seduta, il Rettore dell'Università, nella veste di relatore, si è soffermato sulla necessità di utilizzare tutti i locali dell'ex Contrappunto (compresi quelli destinati ad uffici amministratici del Ce.A.R.C.) al canone di Euro 67.400,00, "per l'attuazione dell'Alta Scuola Internazionale di Cucina Italiana", con la precisazione che per "favorirne la realizzazione da parte dell'Università ... in collaborazione con il Circo del G. s.r.l.", era stata sottoscritta una "intesa programmatica con la Regione Umbria, la Provincia ed il Comune di Perugia" il 13/1/2010;
l) con nota dell'1/2/2010, il Direttore Amministrativo dell'Università chiedeva il parere dell'Avvocatura in ordine alla "legittimità ... di un eventuale affidamento diretto della sublocazione alla società il Circo del G." ; tale richiesta è stata poi revocata con nota del 2/3/2010, nella quale il Direttore Amministrativo faceva presente all'Avvocatura che "l'Università intendeva procedere all'indizione di una nuova gara" e chiedeva di valutare "solo l'eventuale azione risarcitoria" nei confronti del Circo del G., quale "aggiudicataria" della gara espletata in precedenza (v. pagg. 23-25);
m) la nuova gara è stata poi indetta con decreto rettorale n. 74 del 17/3/2010, ratificato dal C.d.A. nella seduta del 22/3/2010;
n) scaduto infruttuosamente il termine di presentazione delle offerte, ne è stata disposta la proroga al 22/4/2010 con decreto rettorale n.103 del 13/4/2010, modificato dal decreto 121 del 3/5/2010, emesso a seguito della seduta del C.d.A. del 26/4/2010, nel corso della quale è stato evidenziato la necessità di pervenire ad una "riapertura del termine", più che ad una sua "proroga" (v. pagg. 26-27);
o) nella seduta del 7/6/2010, il C.d.A. dell'Università ha deliberato l' "aggiudicazione della gara alla società Il Circo del G.", che aveva offerto il canone di sublocazione di Euro 67.500,00 ed ha approvato il relativo schema di contratto, stabilendo "che le modalità di realizzazione del progetto culturale Scuola Internazionale di Cucina Italiana fossero dettagliatamente sviluppate ed approvate nell'ambito della Facoltà" (v. pagg. 27-28);
p) il contratto è stato poi stipulato il 14/6/2010, con la previsione che il sublocatario praticasse uno "sconto di almeno il 10% sui prezzi dei prodotti nei riguardi del personale e degli studenti dell'Università" e riservasse i locali, destinati a "bar, ristorazione, sala da the ed allo svolgimento di attività ricreative e culturali, nonché all'attività della Scuola Internazione di Cucina Italiana, ad iniziative culturali e ricreative organizzate dall'Università stessa", previa congrua richiesta (v. pagg. 28-29);
q) l'esecuzione del contratto è stata caratterizzata dall' "immediato inadempimento del pagamento del canone di sublocazione", che ha portato alla risoluzione del rapporto negoziale senza alcun "ristoro" per l'Università, dato anche il fallimento della società Il Circo del G., e senza alcuna concreta iniziativa per la realizzazione della "Scuola Internazionale di Cucina Italiana" (v. pag. 29).
1.3) - La citazione dà poi indicazione delle partite di danno.
1.3.1) - La prima, per Euro 339.900,00 (di cui Euro 152.100, per "canoni pagati dall'Università nel periodo novembre 2008-metà giugno 2010"), è stata rapportata alla deliberazione del C.d.A. del 30/6/2008, in quanto espressione di una scelta "incongrua, antieconomica ed irrazionale", avendo "autorizzato la stipula di un contratto che impegnava l'Università ... per Euro 93.600 all'anno ... per un immobile che sarebbe stato utilizzato solo in minima parte per esigenze istituzionali" (v. pagg. 30-36 dell'atto introduttivo della causa).
1.3.1.1) - Tale voce di danno, ha precisato la Procura, comprende "i canoni di locazione passiva sostenuti fino alla stipula del contratto di sublocazione, e quelli del periodo successivo, non compensati da canoni di locazione attiva effettivamente riscossi", e solo "in via subordinata potrebbe essere limitata ai canoni di locazione passiva pagati prima della stipula del contratto di sublocazione" (v. pag. 83).
1.3.1.2) - La posta di danno in discorso è stata addebitata, nelle misure già indicate sub paragrafo 1.1), al Rettore (G.) ed al Direttore Amministrativo (B.) ed ai componenti del C.d.A. (B.D. ed altri);
1.3.2) - La seconda delle contestate voci di danno (Euro 25.200) è costituita dal saldo differenziale tra il canone di locazione pagato dall'Università e quello di sublocazione, chiesto al Circo del G. per i "due anni in cui il sublocatario ebbe in godimento l'immobile".
1.3.2.1) - Tale voce di danno è stata ricondotta alla "decisione di determinare il corrispettivo della sublocazione" in Euro 67.500,00 oltre IVA (Euro 81.000,00), in relazione al fatto che l'area sublocata era identica a quella locata dall'Università, al canone di Euro 93.600 (v. pagg. 36-38 dell'atto introduttivo della causa).
1.3.2.2) - Nell'invito a dedurre, il danno in discorso è stato addebitato al Rettore (G.) ed al Direttore Amministrativo (B.) nella misura del 20% ciascuno e per la restante parte del 60% ai componenti del C.d.A. che avevano adottato la deliberazione del 7/6/2010, di determinazione del canone sub locativo (B.D. ed alrti), in misura uguale tra loro.
1.4) - La citazione dà anche conto delle controdeduzioni all'invito a dedurre (v. pagg. 38 - 64) e degli ulteriori accertamenti istruttori che ne sono seguiti (v. pagg. 65-68), nonché del provvedimento di archiviazione (in data 21/11/2014), adottato nei confronti dei componenti del C.d.A. invitati per la seconda voce di danno (v. pagg. 68-70).
1.5) - Nella parte in diritto della citazione in giudizio, la Procura ha confutato le controdeduzioni all'invito a dedurre.
1.5.1) - In particolare, quanto alla prima voce di danno, ha argomentato per l'infondatezza della eccepita :
a) violazione del divieto di "di sindacare le scelte discrezionali degli organi amministrativi dell'Università" (v. pagg. 70-71);
b) non ricollegabilità degli addebiti "alla sfera di competenza dell'organo collegiale" (v. pagg. 71-72);
c) correttezza della censurata deliberazione del 30/6/2008, sotto il profilo della sua adeguata istruttoria e delle "cautele adottate" (v. pagg. 72 - 82).
1.5.2) - Quanto alla seconda posta di danno, invece, dopo aver richiamato il decreto di archiviazione emesso nei confronti dei "consiglieri che approvarono la stipula del contratto di sublocazione nella seduta del 7/6/2010", ha insistito per la responsabilità del Rettore e del Direttore Amministrativo, evidenziando anche come "la fissazione del canone avrebbe necessariamente dovuto prescindere dalle considerazioni connesse alle reciproche prestazioni attuative del progetto didattico attinente alla Scuola Internazionale di Cucina Italiana, ancora non sufficientemente precise e dettagliate per poter essere quantificate monetariamente" (v. pagg. 83-88).
1.6) - Parte attrice ha confermato, per la prima posta di danno, l'ammontare e le percentuali di riparto indicate nell'invito a dedurre (v. pag. 83). Analogamente ha confermato l'ammontare della seconda posta di danno, ma ne ha mutato il riparto, addebitandolo al Rettore (G.) ed al Direttore Amministrativo (B.) soltanto, in misura uguale tra loro.
2) - Costituitisi nell'interesse del prof. U. con memoria depositata il 18/2/2015, con successiva memoria depositata il 5/11/2015, gli avv. Mario Rampini e Federica Pasero hanno avversato la pretesa attrice, eccependo :
a) la prescrizione del vantato diritto risarcitorio, ancorandone la decorrenza alla data di adozione della censurata deliberazione del 30/6/2008, in rapporto a quella di notifica dell'invito a dedurre (maggio 2014); in via subordinata, l'eccezione è stata limitata ai soli "canoni corrisposti dall'ottobre 2008 al maggio 2009" (v. pagg. 15-16);
b) l' "insussistenza dell'elemento oggettivo", sia per la "liceità della condotta", in rapporto al "quadro normativo di riferimento" (v. pagg. 16-17) ed all' "interesse pubblico posto a fondamento della delibera del 30/6/2008" (v. pagg. 17-20), sia per l'inconsistenza delle censure mosse dalla Procura (v. pagg. 20-30);
c) l' "insussistenza del danno e in subordine la sua erronea quantificazione", facendo rilevare come l'Università abbia comunque utilizzato i locali, dopo la loro consegna, così che per il periodo di fruizione diretta dei locali stessi non c'è alcun danno (v. pag. 31-32);
d) l' "insussistenza del nesso di causalità", in quanto l'asserita mancata utilizzazione dell'immobile sublocato è dipesa da fatti non riconducibili ai convenuti, sia per il periodo che va dalla conclusione del contratto "alla individuazione del sublocatario", sia per quella successiva, che va dalla "aggiudicazione alla ... declaratoria di decadenza" del sublocatario stesso, sia infine per quella ulteriormente successiva, che va dalla "nuova aggiudicazione fino alla restituzione dei locali alla proprietà" (v. pagg. 33-38);
e) l' "insussistenza dell'elemento soggettivo", tenuto conto dell'obiettivo perseguito dai convenuti (v. pag. 39).
In via subordinata, è stato chiesto l' "esercizio del potere riduttivo".
3) - Costituitisi nell'interesse della prof.ssa G. con memoria depositata il 19/5/2015, con successiva memoria depositata il 5/11/2015, gli avv. Mario Rampini e Luigi Medugno hanno sostanzialmente ribadito le eccezioni e deduzioni formulate per il Prof. U., con riferimento alla prima voce di danno (v. pagg. 10 -27).
Quanto alla seconda voce di danno, invece, hanno preliminarmente osservato che "l'addebito sconta due pregiudizi di fondo", costituiti dal voler ritenere che: a) "l'utilizzazione dei locali di via Scortici poteva avvenire soltanto con la mediazione di soggetti terzi"; b) "la programmazione di due contratti collegati in termini di subcontratti dovesse necessariamente essere neutra per il bilancio". Al contrario, hanno sostenuto i predetti difensori, "l'importo del canone di sub locazione è il portato di una negoziazione privata" che, sul piano amministrativo, esprime "un meditato bilanciamento tra costi e benefici per studenti e dipendenti", in relazione alle "particolari condizioni loro offerte" (v. pagg. 28-29).
I ridetti difensori hanno inoltre eccepito l' "insussistenza dell'elemento soggettivo" (v. pag. 29) e, in subordine, hanno chiesto l' "esercizio del potere riduttivo" (v. pag. 30).
4) - Costituitosi nell'interesse della dott.ssa B. con memoria depositata il 20/5/2015, con successiva memoria depositata il 5/11/2015, il prof. Antonio Bartolini ha avversato la pretesa attrice, eccependo la :
a) "inammissibilità dell'atto di citazione", per tardiva emissione rispetto all'invito a dedurre, ex art. 5 della L. n. 19 del 1994 e s.m.i.;
b) "legittimità della condotta", precisando che: b1) "la decisione di prevedere per il sublocatario ... un canone di affitto di soli 4.000 Euro in più, rispetto al canone messo a base di gara nella prima procedura infruttuosamente conclusasi", è dipesa dall' "interesse dell'Università per le attività che vi si sarebbero svolte, con particolare riferimento al progetto formativo "Alta Scuola Internazionale di Cucina Italiana" ed agli eventi culturali che vi sarebbero stati realizzati" (v. pagg. 12-17); b.2) la determinazione del canone di sublocazione è comunque avvenuta mediante apposita gara, nella forma della "offerta economicamente più vantaggiosa", rispetto al canone minimo di Euro 67.400, oltre IVA (v. pagg. 17-20); b.3) la scelta di sublocare e la determinazione del relativo canone non rientrano nelle competenze proprie dell'odierna convenuta e del Rettore, ma sono frutto di una "scelta politica" dei componenti del C. d. A., "inopinatamente" esclusi da ogni addebito (v. pagg. 20-24); b.4) la scelta operata dagli organi di indirizzo sul canone è intrinsecamente razionale, ove si consideri che "l'Università avrebbe anche potuto decidere di sostenere integralmente i costi della locazione ed affidare soltanto la gestione della costituenda Scuola ad un soggetto attuatore", laddove "la Procura censura non la legittimità o la ragionevolezza della discrezionalità amministrativa, ma il merito" (v. pagg. 24-27); b.5) "la legittimità e la ragionevolezza delle determinazioni assunte" sono espresse "anche dalle somme che l'Ateneo ha potuto incamerare grazie alla scelta di sublocare Euro 47.000, anziché procedere alla risoluzione del contratto" (v. pagg. 27-28);
c) "Insussistenza dell'asserito danno", atteso che le circostanze di fatto dimostrano la non conseguibilità di un canone di sublocazione pari a quello pagato dall'Università per la locazione dei più volte menzionati locali. Sotto altro profilo, si è anche fatto notare che la durata del rapporto sub-locativo è stato inferiore (dal 14/6/2010 al 26/8/2011) al biennio considerato dalla Procura, e ciò renderebbe incerta la domanda risarcitoria, per la parte che attiene al danno addebitato, "con conseguente inammissibilità della domanda" stessa (v. pagg. 29-36);
d) "esclusione del nesso causale tra la decisione adottata ed il danno contestato", che andrebbe ricondotto "unicamente all'inadempimento del contraente" sublocatario (v. pagg. 36-39);
e) "insussistenza dell'elemento psicologico", in quanto la condotta della convenuta è improntata al "pieno rispetto dei principi di buona amministrazione" ed "è stata diretta ad attuare l'indirizzo politico, cercando di ottimizzare le potenziali utilità conseguibili" (v. pagg. 39-43).
5) - Costituitisi nell'interesse della dott.ssa B. con memoria depositata il 12/10/2015, con successiva memoria del 5/11/2015 gli avv. Andrea Abbamonte e Lietta Calzoni hanno avversato la pretesa attrice sotto i profili :
a) della inammissibilità dell'atto di citazione, per violazione dell' insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali dell'Amministrazione, articolatamente argomentando per il superamento di tale limite (v. pagg. 14-24);
b) ancora inammissibilità della citazione, per "indeterminatezza della domanda", in quanto l'atto introduttivo della causa non specifica il riparto del danno tra i convenuti, in relazione allo specifico ruolo avuto da ognuno di essi, né delinea adeguatamente il danno stesso (v. pagg. 24-27);
c) l' "assenza della colpa grave", in ragione della correttezza dell'operato della convenuta, che ha mostrato sempre una particolare attenzione per la vicenda addivenendo anche alla richiesta di pareri all'Avvocatura Distrettuale dello Stato (v. pagg. 27-35);
d) l' "assenza del nesso causale tra il comportamento della convenuta ed il danno erariale", da rapportare esclusivamente alla cattiva gestione dell' immobile locato (v. pagg. 35-38);
e) l' "insussistenza del danno erariale", in quanto l'Università ha dovuto accollarsi necessariamente i costi di conduzione dell'immobile nei primi mesi della locazione, "da considerarsi comunque congrui", laddove la convenuta "potrebbe comunque rispondere per i soli mesi in cui è stata parte attiva del rapporto locativo, ovvero dall'1/11/2008 a gennaio 2009", per una quota parte di Euro 18.000" (v. pagg. 39-40).
f) la necessità di rideterminare il danno, tenendo conto dell'utilizzazione diretta dell'immobile locato da parte dell'Università, nonché della non riconducibilità alla censurata deliberazione del 2008 delle vicende legate alla "contrattualizzazione" del medesimo immobile per la "Scuola Internazionale di Cucina", oltre che della necessità di scomputare l'IVA da quanto pagato dall'Università alla proprietaria del ridetto immobile (v. pagg. 41-43).
In subordine, è stato chiesto l' "esercizio del potere riduttivo".
6) - Costituitosi nell'interesse del dott. M. con memoria depositata il 30/10/2015, l'avv. Sebastiano Capotorto ha contestato la pretesa della Procura, sotto i profili della prescrizione del vantato diritto risarcitorio e dell'assenza della colpa grave e del nesso di causalità, evidenziando come il predetto, "componente del C.d.A. dal 13 febbraio al 18/12/2008", ha fatto affidamento sull'istruttoria degli organi amministrativi ed ha partecipato alla deliberazione che ha autorizzato solo "la spesa di Euro 39.000 per l'anno 2008".
7) - Costituitasi nell'interesse della Prof.ssa B. in De Vecchi con memoria depositata il 4/11/2015, l'avv. Cecilia De Vecchi ha contestato le tesi dell'accusa, eccependo:
a) la "decadenza dell'azione", per tardivo deposito dell'atto di citazione, rispetto all'invito a dedurre (v. pag. 3);
b) l' "intervenuta prescrizione del presunto danno", da ancorare, nel suo esordio, alla data (30/6/2008) di adozione della censurata deliberazione (v. pagg. 3-6); in via subordinata, l'eccezione è stata limitata alle spese sostenute prima del quinquennio anteriore alla notifica (6/5/2014) dell'invito a dedurre (v. pag. 20);
c) - la "legittimità delle deliberazioni" e la mancanza del dolo e della colpa grave, atteso che "i consiglieri hanno agito per il perseguimento di finalità istituzionali dell'Università" e sulla base degli atti predisposti dagli organi "burocratici", approvati "in buona fede", laddove la inaffidabilità del "soggetto che ottenne l'aggiudicazione" non è in alcun modo addebitabile ai convenuti (v. pagg. 6-13);
d) - il "limite del sindacato della giustizia contabile", in relazione al quale la Corte dei conti "non può estendere il suo sindacato sull'articolazione concreta e minuta dell'iniziativa intrapresa" (v. pagg. 13-20);
e) - in subordine: e1) l'erroneo addebito ai componenti il C.d.A. dei "canoni pagati nelle more della indizione del bando di gara" e di quelli pagati dopo la "risoluzione del contratto, fino all'effettiva restituzione dell'immobile alla proprietà"; e2) il mancato scomputo dal danno dei periodi di fruizione diretta dei locali da parte dell'Università (v. pagg. 20 - 22).
"In estremo subordine" è stato chiesto l'esercizio del potere riduttivo.
8) - Con memoria depositata il 5/11/2015 nell'interesse dei Proff. Paciullo, S., M., Silvestrini e dei dott. C. e B.D.V. e M., gli avv.ti Mario Rampini e Federica Pasero hanno avversato la pretesa attrice, sostanzialmente deducendo le medesime eccezioni sollevate per il Prof. U. (v. precedente paragrafo 2).
9) - Chiamata la causa all'udienza del 25/11/2015, la Sezione ne ha rinviato la discussione al 6/4/2016, per consentire le valutazioni sulla possibile incompatibilità della comune difesa dei convenuti assistiti dall'avv. Rampini, in relazione alla peculiare posizione della Prof.ssa G., evidenziata dal P.M. nelle "note di udienza" depositate alla medesima udienza del 25/11/2015.
10) - Con dichiarazione depositata l'11/12/2015, l'avv. Rampini ha rinunciato al mandato difensivo della Prof.ssa G..
In data 3/3/2016, l'avv. Medugno ha depositato una nuova memoria, nella quale ha argomentato per la valida costituzione in giudizio della prof.ssa G., sottolineando che l'originario mandato era stato conferito "congiuntamente e disgiuntamente" all'avv. Rampini e che comunque la nuova memoria è stata redatta in base ad un nuovo mandato a suo favore soltanto. Nel merito, ha insistito per la fondatezza di tutte le eccezioni già formulate, anche alla luce delle "note di udienza" depositate il 25/11/2015.
Analogamente hanno insistito per la fondatezza delle eccezioni già formulate anche gli avv. Rampini e Pasero, con distinte memorie depositate il 15/3/2016 per il prof. U. e per gli altri convenuti assistiti dai medesimi avvocati.
Con ulteriori, distinte memorie depositate anche esse il 15/3/2016, i difensori della dott.ssa B. e della dott.ssa B. hanno argomentato per la fondatezza delle loro eccezioni, tenendo conto delle predette "note di udienza" della Procura Regionale.
Da ultimo, il 16/3/2016, anche la difesa della prof. B. ha depositato una memoria, con la quale ha insistito nelle deduzioni già formulate, alla luce delle ridette "note di udienza" della Procura.
11) - All'odierna pubblica udienza, il PM ed i difensori dei convenuti hanno illustrato le loro posizioni, concludendo in conformità.
In particolare:
a) l'avv. Medugno, a richiesta del Collegio, circa l'esistenza di documenti idonei a dimostrare che l'intento dei convenuti - mediante l'acquisizione dell'intero locale dell' ex Contrappunto - era quello di realizzare un "centro polifunzionale" per il Ce.A.R.C. dell'Università, ha dichiarato di non aver conoscenza di simili documenti;
b) l'avv. Rampini ha sottolineato il carattere meramente "programmatico" della deliberazione del 30/6/2008 (di stipula del contratto di locazione con la soc. F.) e, a richiesta del Collegio, ha dichiarato che - a suo avviso - il programma di cui all'appena menzionata deliberazione ha cominciato ad avere concreta attuazione con la deliberazione del 27/7/2009 (data della aggiudicazione della sublocazione al Circo del G. s.r.l.);
c) l'avv. Abbamonte ha integrato la difesa della dott.ssa B., eccependo la prescrizione del vantato diritto risarcitorio, nei termini indicati dalle difese degli altri convenuti per la medesima (prima) voce di danno.
Motivi della decisione
12) - Il carattere pregiudiziale dell'eccezione di giurisdizione induce il Collegio ad esaminare con precedenza su ogni altra questione, di rito e/o di merito, le deduzioni di alcuni convenuti, circa il superamento - nella domanda attrice - dei limiti cognitori di questa Corte, attinenti alla "insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali" dell'Amministrazione (ex art. 1, c.1, della L. n. 20 del 1994 e s.m.i.).
12.1) - L'eccezione, da correlare alla censurata deliberazione del C.d.A. dell'Università per Stranieri di Perugia del 30/6/2008 di fittare i locali dell'ex Contrappunto, è stata dedotta :
a) dalla difesa della dott.ssa B., che ne ha argomentato la fondatezza in ragione della mancata individuazione, da parte della Procura regionale, di "alcuna normativa violata" (v. pag. 14-15 e pag. 30 della relativa memoria di costituzione in giudizio, nonché pag. 8 - 13 della memoria depositata il 15/3/2016);
b) dalla difesa della prof.ssa B. in De Vecchi, che ne ha argomentato la fondatezza, in ragione alla valutazione della sola rapportabilità della scelta ai fini generali dell'Ente, "senza poter scendere all'esame dell'articolazione concreta e minuta dell'iniziativa intrapresa" (v. pagg. 13-19 della memoria di costituzione in giudizio e pagg. 4-6 della memoria depositata il 16/3/2016), e, in senso sostanzialmente analogo, dalla difesa della prof.ssa G. (v. pag. 6-7 della memoria dell'avv. Medugno depositata il 3/3/2016).
12.2) - L'eccezione in discorso è infondata.
12.2.1) - Con riferimento, anzitutto, ai profili considerati dalla difesa della dott.ssa B., è da dire che la mancanza di norme è elemento "naturale" della discrezionalità amministrativa.
In termini generali, anzi, è ipotizzabile un rapporto di proporzionalità inversa tra norma e discrezionalità amministrativa, per il quale all'aumentare dell'una diminuisce l'altra.
In concreto, il problema dei limiti del sindacato giurisdizionale della discrezionalità amministrativa si pone solo per le materie in cui mancano disposizioni normative che regolano l'esercizio della funzione pubblica e si traduce nella giuridica necessità di rispettare il "merito" della scelta discrezionale, riservato alla P.A.
12.2.1.1) - Il "merito", quale limite proprio del sindacato della Corte dei conti (ex precitato art. 1 della L. n. 20 del 1994 e s.m.i.), dal canto suo, impone il rispetto della soluzione concretamente adottata dall'Amministrazione, così che la "la Corte medesima non può sovrapporre le proprie valutazioni e le proprie scelte, tra le tante alternativamente possibili, a quelle operate dall'Amministrazione stessa" (v., di questa Sezione, sent. n.11-EL/2007).
12.2.1.2) - Al di fuori di questo ambito, tuttavia, resta fermo il potere della Corte dei conti di valutare l'intrinseca razionalità della scelta adottata dall'Amministrazione, ovvero la compatibilità della scelta stessa "con i fini dell'ente, sotto il profilo del corretto esercizio della discrezionalità" (v., tra le tante, Cass. SS.UU. Civ. n.21291/2005).
12.2.2) - Trattasi, e con ciò si passa alle osservazioni delle difese della dott.ssa B. in De Vecchi e della prof.ssa G., di una valutazione che non si può arrestare alla sola compatibilità astratta e generale con i fini dell'Ente.
Contrariamente a quanto sostenuto dalle predette difese, infatti, "il sindacato della Corte dei conti, ... deve estendersi alle singole articolazioni dell'agire amministrativo", da valutare anche alla stregua dei criteri di economicità e di efficacia, "rilevanti sul piano della legittimità e non della mera opportunità", in quanto espressamente previsti dall'art. 1, c. 1, della L. n. 241 del 1990, nel quadro dei "principi generali dell'attività amministrativa" (v. Cass. SS.UU. Civ. n.7024/2006, Id. n.