#4059 Corte dei conti reg., Sardegna, 26 maggio 2015, n. 96

Professore ordinario – Trattamento di fine rapporto – Giurisdizione

Data Documento: 2015-05-26
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Le questioni inerenti al trattamento di fine rapporto esulano dall’ambito della giurisdizione della Corte dei conti, rientrando nella cognizione del giudice del rapporto di pubblico impiego e cioè, nella fattispecie, del giudice amministrativo.

Contenuto sentenza
GIUDIZIO DI CONTO   -   PENSIONI
C. Conti Sardegna Sez. giurisdiz., Sent., 26-05-2015, n. 96
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE DEI CONTI
SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE SARDEGNA
pronuncia la seguente
SENTENZA PARZIALE
sul ricorso iscritto al n. 23322 del registro di Segreteria, proposto da
C.M., nato a O. il (...), rappresentato e difeso dall'avvocata Silvia CURTO, presso il cui studio in Cagliari, via Pierluigi da Palestrina, 72 è elettivamente domiciliato
RICORRENTE
contro
Università degli Studi di Cagliari, rappresentata e difesa dall'avvocato Achille Filiberto PUTZU, elettivamente domiciliata presso l'ufficio legale dell'Università degli Studi di Cagliari, in Cagliari, via Università, 40
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), rappresentato e difeso dagli avvocati Alessandro DOA, Mariantonietta PIRAS e Stefania SOTGIA, elettivamente domiciliato presso gli uffici dell'Avvocatura dell'Ente in Cagliari, via P. Delitala, 2
RESISTENTI
Uditi, nella pubblica udienza del 26 maggio 2015, l'avvocata Silvia CURTO per il ricorrente, l'avvocato Achille Filiberto PUTZU per l'Università degli Studi di Cagliari e l'avvocato Alessandro DOA per l'INPS.
Svolgimento del processo
Con atto notificato alle controparti e depositato in Segreteria in data 22 gennaio 2015, il signor C.M., ex professore ordinario di diritto costituzionale italiano e comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Cagliari, in quiescenza dal 01/11/2014, ha proposto ricorso contro l'Università degli Studi di Cagliari e l'INPS "A) per l'accertamento del diritto del ricorrente a godere, a fini di quiescenza e previdenza, del trattamento economico ad personam, previsto: dall'art. 7, comma 5L. 27 aprile 1982, n. 186 come novellato dall'art. 18L. 21 luglio 2000, n. 205; dall'art. 12L. 13 aprile 1988, n. 117; dalla L. 24 marzo 1958, n. 195 e ss.mm.ii., in particolare dal suo art. 40; dagli artt. 3 e 4L. 3 maggio 1971, n. 312; dall'art. 202, D.P.R. 10 gennaio 957, n. 3; dell'art. 6, n. 3, legge 24.05.1951, n. 392; B) per l'annullamento e/o la riforma e/o la disapplicazione - della nota del Direttore Amministrativo dell'Università degli studi di Cagliari, prot. n. (...)/07.02.2012 (Doc. n. 16), avente ad oggetto: richiesta trattamento economico ad personam ex artt. 7L. n. 186 del 1982, art. 12; - di ogni altro atto presupposto, inerente e consequenziale, ivi compresa la nota prot. n. 17198/16.11.2009 del Dirigente della Direzione per la gestione amministrativa del personale, area docenti, settore docenti 1^ e 2^ fascia, dell'Università degli Studi di Cagliari (Doc. n. 14); C) per l'annullamento e/o la riforma e/o la disapplicazione - del decreto del Dirigente per il personale dell'Università degli Studi di Cagliari n. 120/21.02.2014 (Doc. n. 23), con il quale, ai soli fini della determinazione della base pensionabile... è stata fissata la retribuzione a.l. relativa al 6 a.b. nella sesta classe di stipendio nel paragrafo 821; - del decreto n. 116/21.02.2014 (Doc. n. 22), con il quale il Dirigente per il Personale dell'Università degli Studi di Cagliari, ha disposto la cessazione della qualifica per sopraggiunti limite di età (per quanto occorrer possa); - della nota prot. n. (...)/24.02.2014 (Doc. n. 24) del Funzionario Responsabile della medesima Direzione per il Personale, di trasmissione degli stessi atti testé indicati; D) per la conseguente condanna dell'Università degli Studi di Cagliari e dell'INPS per quanto di ragione, a corrispondere al ricorrente il trattamento di quiescenza e previdenza determinato in base all'assegno ad personam, a sua volta costituito dal trattamento economico complessivo spettante per stipendio e indennità di rappresentanza ai magistrati indicati nell'art. 6, n. 3, legge 24.05.1951, n. 302 (Presidente di Sezione e Avvocato Generale della Corte di Cassazione), così come detto trattamento è stato determinato, inizialmente, relativamente al mese di aprile 2009, dalla dirigente della Corte dei Conti, dott.ssa Matilde Farina, nella nota allegata all'attestazione in data 24.06.2009 del dirigente della stessa Corte Dott. Dario Gagliardi (Doc. n. 3). Poiché, come riconosciuto dal Consiglio di Stato (Sezione VI, sentenza n. 845/2003, Doc. n. 18), ha natura "indennitaria, non retributiva", detto trattamento deve ricomprendere tutte le indennità previste in favore del titolare dell'ufficio di riferimento (Presidente di Sezione e Avvocato Generale della Corte di Cassazione) e dovrà essere aumentato, dei relativi adeguamenti, a decorrere dal 01 giugno 2009, nonché della rivalutazione monetaria e degli interessi legali dalla maturazione di ciascun rateo e fino all'effettivo pagamento".
Sono state quindi formulate le seguenti conclusioni:
" ... riservate le occorrenti, ulteriori difese, respinta ogni contraria istanza, eccezione o deduzione, si conclude perché codesta Ecc.ma Corte dei Conti, in accoglimento del ricorso e previo annullamento e/o riforma e/o disapplicazione degli atti impugnati, Voglia:
- dichiarare il diritto del ricorrente a percepire il trattamento di quiescenza e previdenza determinato in base all'assegno ad personam, a sua volta costituito dal trattamento economico complessivo spettante per stipendio e indennità di rappresentanza ai magistrati indicati nell'art. 6, n. 3, legge 24.05.1951, n. 302 (Presidente di Sezione e Avvocato Generale della Corte di Cassazione), così come detto trattamento è stato determinato, inizialmente, relativamente al mese di aprile 2009, dalla dirigente della Corte dei Conti, dott.ssa Matilde Farina, nella nota allegata all'attestazione in data 24.06.2009 del dirigente della stessa Corte, Dott. Dario Gagliardi (Doc. n. 3). Poiché, come riconosciuto dal Consiglio di Stato (Sezione VI, sentenza n. 845/2003, Doc. n. 18), ha natura "indennitaria, non retributiva", detto trattamento deve ricomprendere tutte le indennità previste in favore del titolare dell'ufficio di riferimento (Presidente di Sezione e Avvocato Generale della Corte di Cassazione) e dovrà essere aumentato, dei relativi adeguamenti, a decorrere dal 01 giugno 2009, nonché della rivalutazione monetaria e degli interessi legali dalla maturazione di ciascun rateo e fino all'effettivo pagamento; a tale importo dovrà fare riferimento, necessariamente, anche il conseguente trattamento di quiescenza e previdenza;
- condannare, conseguentemente, l'Università degli Studi di Cagliari e l'INPS, per quanto di ragione, a corrispondere allo stesso ricorrente il trattamento di quiescenza e previdenza determinato avuto riguardo al suindicato assegno ad personam, a decorrere dal 01.11.2014, e per il futuro, secondo i criteri e le modalità suesposte, e quindi con tutti i necessari adeguamenti, rivalutazione ed interessi;
- porre a carico della resistente Università e dell'INPS le spese e gli onorari del presente giudizio".
L'Università degli Studi di Cagliari si è costituita in giudizio a ministero dell'avvocato Achille Filiberto PUTZU, il quale, con memoria di costituzione depositata in data 15 maggio 2015, ha formulato le seguenti conclusioni:
" ... si chiede in via pregiudiziale all'Ecc.ma Corte la dichiarazione di inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione o, nell'ipotesi in cui dovesse ritenere sussistente la propria giurisdizione, di voler dichiarare il ricorso improcedibile per litispendenza o continenza, con conseguente cancellazione della causa dal ruolo.
Nella denegata ipotesi in cui l'Ecc.mo Giudice dovesse ritenere la propria giurisdizione e la procedibilità del ricorso, si chiede il rigetto dello stesso per infondatezza.
In ogni caso con vittoria di spese e onorari del giudizio".
L'INPS si è costituito in giudizio a ministero degli avvocati Alessandro DOA, Mariantonietta PIRAS e Stefania SOTGIA i quali, con atto di costituzione e memoria difensiva depositato in data 22 maggio 2015, hanno formulato le seguenti conclusioni:
"l'Ecc. ma Corte dei Conti - Sezione Giurisdizionale della Sardegna - voglia così giudicare:
- in via preliminare, dichiarare il difetto di giurisdizione in ordine alla domanda tesa alla valorizzazione ai fini previdenziali dell'emolumento per cui è causa;
- in via altrettanto preliminare, dichiarare il difetto di legittimazione passiva dell'INPS, e/o la inammissibilità dell'azione giudiziaria;
- in ogni caso, rigettare l'avversa domanda e tenere indenne l'amministrazione previdenziale dal pagamento delle spese di lite;
- con il favore delle spese ovvero, in caso di accoglimento del gravame, alla luce del principio di causalità, condannare alla rifusione delle stesse l'amministrazione datoriale".
Nell'udienza del 26 maggio 2015 le parti hanno integralmente confermato le rispettive conclusioni.
Motivi della decisione
La parte ricorrente chiede che i propri trattamenti di previdenza e di quiescenza siano rideterminati includendo nella base di calcolo l'assegno ad personam previsto dall'art. 3 della L. n. 312 del 1971.
Per quanto concerne il trattamento di previdenza, deve essere accolta l'eccezione di difetto di giurisdizione formulata dalla difesa dell'INPS.
E' pacifico, infatti, che le questioni inerenti al trattamento di fine rapporto esulano dall'ambito della giurisdizione di questa Corte, rientrando nella cognizione del giudice del rapporto di pubblico impiego e cioè, nella fattispecie, del giudice amministrativo.
La causa va quindi definita parzialmente con una declaratoria di difetto di giurisdizione. Per la prosecuzione del giudizio con riguardo alla domanda relativa al trattamento di quiescenza vanno date disposizioni con separata ordinanza.
P.Q.M.
la Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Sardegna, parzialmente pronunciando sul ricorso proposto da C.M., dichiara il proprio difetto di giurisdizione relativamente alla domanda di rideterminazione del trattamento di previdenza.
Ai sensi dell'art. 59, comma 1 della L. 18 giugno 2009, n. 69, indica come giudice provvisto di giurisdizione sulla predetta domanda il giudice amministrativo (TAR - Consiglio di Stato).
Con separata ordinanza dispone per la prosecuzione del processo per la parte non definita.
Spese al definitivo.
Così deciso in Cagliari, nell'udienza del 26 maggio 2015.
Depositata in Cancelleria 26 maggio 2015.