#4095 Corte dei conti reg., Molise, 19 novembre 2015, n. 79

Responsabile di struttura – Conferimento incarichi esterni all’ateneo – Controllo preventivo di legittimità Corte dei conti

Data Documento: 2015-11-19
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Per pacifica e consolidata giurisprudenza del giudice contabile, la tutela delle pubbliche risorse e l’esercizio dell’azione di responsabilità amministrativa sono demandate nel nostro ordinamento al pubblico ministero contabile, il quale, peraltro, oltre che a tutela delle pubbliche risorse, agisce nell’interesse della legge, con la conseguenza che non assume rilievo alcuno ogni diversa valutazione in ordine alla sussistenza di danno erariale e in ordine ad eventuali azioni recuperatorie del danno medesimo che dovesse essere fatta dalla stessa amministrazione danneggiata (Ne consegue, nel caso di specie, che l’intervento in favore dell’odierno convenuto dispiegato dall’Università di appartenenza, quale amministrazione danneggiata, con atto di intervento depositato in limine litis, va dichiarato inammissibile).Affinché possa parlarsi di responsabilità amministrativa è necessario che ricorrano gli elementi tipici della stessa, e cioè, che vi sia un danno patrimoniale, economicamente valutabile, attuale e concreto, sofferto dall’amministrazione pubblica, il nesso di causalità fra la condotta del convenuto e l’evento dannoso, che il comportamento omissivo o commissivo del soggetto a cui il danno è ricollegabile sia connotato dall’elemento psicologico del dolo o della colpa grave, e che sussista un rapporto di servizio fra l’agente che ha cagionato il danno e l’ente pubblico che lo ha sofferto, ovvero, che sia ravvisabile, nella fattispecie concreta dedotta in giudizio, la natura oggettivamente pubblica delle risorse finanziarie in relazione alle quali il danno patrimoniale alle finanze pubbliche viene individuato e in relazione alle quali viene avanzata la pretesa risarcitoria di parte attrice.Ferma restando la gravità della avvenuta esecuzione di contratti di collaborazione esterna senza la previa sottoposizione degli stessi al controllo preventivo della Corte dei conti, in violazione dell’art. 17, comma 30, d.l. 1 luglio 2009, n. 78, ai fini della sussistenza di un danno patrimoniale, e della conseguente responsabilità, viene in rilievo non già la legittimità dell’atto (o degli atti), ma il fatto che dalla loro esecuzione si sia o meno verificato un danno per l’amministrazione, che dev’essere provato in giudizio.

Contenuto sentenza
REPUBBLICA ITALIANA sent. 79/2015
In nome del Popolo Italiano
LA CORTE DEI CONTI
Sezione giurisdizionale per la Regione Molise
composta dai seguenti magistrati:
Prof. Michael Sciascia Presidente
Dott. Tommaso Miele Consigliere relatore
Dott. Massimo Gagliardi Consigliere
ha emanato la seguente
SENTENZA
nel giudizio di responsabilità iscritto al n. 3396/R del registro di Segreteria, promosso ad i­stanza della Procura regionale della Corte dei conti per la Regione Molise con atto di citazione del 30 ottobre 2013, ritualmente notificato al convenuto e depositato nella Segreteria della Sezione in pari data, nei confronti del Signor G. C., nato il Omissis a Omissis (CB), residente in Omissis (CB), alla Contrada San Giacomo, snc, rappresentato e difeso dall’Avv. Prof. Andrea Barenghi, del Foro di Roma, e con questi elettivamente domiciliato in Campobasso, alla Via Zurlo, n. 30, presso lo studio dell’Avv. Andrea Vena, di Campobasso (ai sensi degli artt. 133, 134, 136, 170 e 176, 2° comma, c.p.c., le comunicazioni e notifiche degli atti d’ufficio ivi previste vanno eseguite al seguente numero di fax: 06-80687066, o al seguente indirizzo di posta elettronica PEC: andreabarenghi@ordineavvocatiroma.org), giusta delega in calce all’atto di citazione, e con l’intervento in giudizio dell’Università degli Studi del Molise, in persona del Rettore e legale rappresentante pro tempore, Prof. Gianmaria Palmieri, rappresentato e difeso dall’Avv. Andrea Abbagnano Trione, ed elettivamente domiciliato in Campobasso, alla Via Gorizia, n. 1, presso lo studio legale dell’Avv. Michele Fiorella, giusta decreto rettorale n. 548 del 5 giugno 2014 (il quale dichiara di voler ricevere gli avvisi e le comunicazioni di cancelleria al seguente indirizzo di posta elettronica PEC: andreaabbagnano@avvocatinapoli.legalmail.it, o al seguente numero di fax: 081-661895), giusta mandato a margine dell’atto di intervento del 10 giugno 2014, depositato in atti in pari data;
Visti l’atto introduttivo del giudizio, l’atto di costituzione e le memorie difensive del convenuto, l’atto di intervento in giudizio dell’Università degli Studi del Molise del 10 giugno 2014, e tutti gli atti e documenti del fascicolo di causa;
Sentiti all’udienza del 10 giugno 2014, con l’assistenza della segretaria dott.ssa Donatella Petrollino, il Consigliere relatore, dott. Tommaso Miele, il Pubblico Ministero nella persona del Vice Proc. gen. dott. Arturo Iadecola, l’Avv. Andrea Barenghi per il convenuto, e l’Avv. Andrea Abbagnano Trione per l’Università degli Studi del Molise, intervenuta nel giudizio in persona del Rettore e legale rappresentante pro tempore, Prof. Gianmaria Palmieri.
Svolgimento del processo
1. Con atto di citazione del 30 ottobre 2013, ritualmente notificato al convenuto e depositato nella Segreteria della Sezione in pari data, la Procura regionale della Corte dei conti per il Molise ha convenuto in giudizio innanzi a questa Sezione il Signor G. C., come in epigrafe generalizzato, nella sua qualità di dipendente dell’Università degli Studi del Molise, e segnatamente di Responsabile della Struttura incaricata di seguire l’istruttoria dei contratti per prestazioni di collaborazione coordinata e collaborativa in relazione ai quali si configurerebbe il danno di cui alla pretesa risarcitoria, nonché di Responsabile del procedimento per l’espletamento delle procedure di selezione per il conferimento degli incarichi di collaborazione esterna nell’ambito del relativo progetto, in servizio all’epoca dei fatti da cui sarebbe derivato il danno di cui alla richiesta risarcitoria avanzata con l’atto di citazione in epigrafe, per ivi sentirlo condannare al pagamento, in favore delle finanze della stessa amministrazione di appartenenza (Università degli Studi del Molise), della somma complessiva di € 111.300,00 (Centounidicimilatrecento/00) o del diverso ammontare che dovesse risultare in giudizio, oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi legali e alle spese del giudizio da rendere, queste ultime, in favore dello Stato.
2. La richiesta di risarcimento viene avanzata dalla Procura attrice in relazione ad una ipotesi di danno patrimoniale che sarebbe stato determinato dall’esecuzione di alcuni contratti per prestazioni di collaborazione coordinata e collaborativa stipulati dall’Università degli Studi del Molise con tre soggetti diversi (la dott.ssa Barbara Iacovelli, il dott. Alfonso Tagliamonte ed il dott. Giordano Rossi), senza che gli stessi fossero previamente sottoposti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti, in violazione dell’art. 17, comma 30, del d.l. n.78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009, che ha modificato l’art. 3, comma, 1 della legge n. 20 del 1994, e di cui sarebbe responsabile l’odierno convenuto, Signor G. C., nella sua qualità di dipendente dell’Università degli Studi del Molise, e segnatamente di Responsabile della Struttura incaricata di seguire l’istruttoria dei contratti in questione, nonché di Responsabile del procedimento per l’espletamento delle procedure di selezione per il conferimento degli incarichi di collaborazione esterna nell’ambito del relativo progetto.
3. A sostegno della richiesta risarcitoria la Procura regionale presso questa Sezione espone che, a seguito di apposita segnalazione del Consigliere delegato dell’Ufficio di Controllo sugli atti del Ministero delle Infrastrutture della Corte dei conti, sarebbe emersa una ipotesi di danno erariale per le finanze dell’Università degli Studi del Molise in relazione all’esecuzione di alcuni contratti per prestazioni di collaborazione coordinata e collaborativa stipulati dall’Università degli Studi del Molise con tre soggetti diversi (la dott.ssa Barbara Iacovelli, il dott. Alfonso Tagliamonte ed il dott. Giordano Rossi), senza che gli stessi fossero previamente sottoposti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti, in violazione dell’art. 17, comma 30, del d.l. n.78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009, che ha modificato l’art. 3, comma, 1 della legge n. 20 del 1994.
3.1. In particolare, la Procura attrice espone che “i contratti per prestazioni di collaborazione coordinata e collaborativa stipulati dall’Università degli Studi del Molise con i tre contraenti erano stati restituiti all’amministrazione senza essere stati sottoposti al controllo in quanto, al momento in cui sono pervenuti all’Ufficio, avevano già esaurito i propri effetti per essere già stati eseguiti” (cfr. pag. 1 atto di citazione).
3.2. “I contratti in questione - espone ancora la Procura attrice – riguardano:
a) la dott.ssa Barbara Iacovelli, la quale si impegnava a svolgere una prestazione di lavoro autonomo di collaborazione coordinata e continuativa in qualità di operatore internazionale placement, avente ad oggetto attività di supporto alla programmazione delle iniziative e delle attività, nonché supporto linguistico alla progettazione e al coordinamento dei percorsi formativi finalizzati al raccordo tra domanda ed offerta di lavoro in contesti internazionali, oltre a garantire un supporto al CTS nell’ambito del progetto, la cui durata veniva fissata dal 15 ottobre 2009 al 30 settembre 2011, con la previsione di un compenso complessivo di € 31.800,00 (Trentunomilaottocento/00)”;
b) il dott. Alfonso Tagliamonte, il quale si impegnava a svolgere una prestazione di lavoro autonomo di collaborazione coordinata e continuativa in qualità di esperto di norme, attori e ruoli coinvolti nelle dinamiche del mercato del lavoro, avente ad oggetto le attività elencate nel contratto, oltre a garantire un supporto al CTS ed una collaborazione al monitoraggio finale del progetto, la cui durata veniva fissata dal 15 ottobre 2009 al 30 settembre 2011, con la previsione di un compenso complessivo di € 47.700,00 (Quarantasettemilasettecento/00)”;
c) il dott. Giordano Rossi, il quale si impegnava a svolgere una prestazione di lavoro autonomo di collaborazione coordinata e continuativa in qualità di operatore di placement, con funzioni di counselling, avente ad oggetto attività di progettazione, programmazione ed erogazione dei servizi di counselling rivolti a studenti, laureati e/o neo laureandi, per realizzare un processo di analisi e consapevolezza delle proprie motivazioni e risorse personali per sviluppare un adeguato progetto professionale, nonché counselling individuali e di gruppo, oltre a garantire un supporto al CTS nell’ambito del progetto, la cui durata veniva fissata dal 15 ottobre 2009 al 30 settembre 2011, con la previsione di un compenso complessivo di € 31.800,00 (Trentunomilaottocento/00)” (cfr. pagg. 1-3 atto di citazione).
4. La Procura regionale della Corte dei conti presso questa Sezione, ritenendo, quindi, che con riferimento ai fatti esposti fosse configurabile una ipotesi di danno erariale per le finanze dell’Università degli Studi del Molise, con atto ritualmente notificato nelle forme di legge, ha invitato, ai sensi dell'art. 5, comma 1, del D.L. 15 novembre 1993, n. 453, convertito, con modificazioni, nella legge 14 gennaio 1994, n. 19, il predetto Signor G. C., nella sua qualità di dipendente dell’Università degli Studi del Molise, in quanto incaricato, con decreto rettorale n. 1114 del 30 luglio 2009, come Responsabile della Struttura incaricata di seguire l’istruttoria dei contratti per prestazioni di collaborazione coordinata e collaborativa in relazione ai quali si configurerebbe il danno di cui alla pretesa risarcitoria, nonché di Responsabile del procedimento per l’espletamento delle procedure di selezione per il conferimento degli incarichi di collaborazione esterna nell’ambito del relativo progetto, in servizio all’epoca dei fatti, a fornire le proprie deduzioni ed eventuali documenti in ordine ai fatti contestati entro il termine all’uopo assegnato, avvertendolo, altresì, della facoltà di essere sentito personalmente.
4.1. Da parte del soggetto invitato sono state presentate deduzioni scritte nel termine indicato, ma lo stesso ha comunque chiesto di essere sentito personalmente; l’audizione, di cui è verbale in atti, si è svolta in data 13 giugno 2013.
4.2. Tuttavia, sia le controdeduzioni prodotte, sia l’audizione non hanno consentito di superare l’ipotesi di responsabilità delineata a carico del soggetto invitato, per cui la Procura attrice, ritenendo sussistere tutti gli elementi e i presupposti per l’affermazione della sua responsabilità amministrativa, ha emesso nei confronti dello stesso l’atto di citazione in epigrafe, con il quale – come si è detto – ha convenuto il Signor G. C. innanzi a questa Sezione per ivi sentirlo condannare al pagamento, in favore delle finanze dell’amministrazione di appartenenza (Università degli Studi del Molise), della somma complessiva di € 111.300,00 (Centounidicimilatrecento/00) o del diverso ammontare che dovesse risultare in giudizio, oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi legali e alle spese del giudizio da rendere, queste ultime, in favore dello Stato.
5. In particolare, con riferimento alla identificazione e alla sussistenza, nei fatti esposti, del danno patrimoniale di cui alla pretesa risarcitoria, la Procura attrice rileva che “l’avvenuta esecuzione dei contratti in questione per prestazioni di collaborazione coordinata e collaborativa stipulati dall’Università degli Studi del Molise con tre soggetti diversi (la dott.ssa Barbara Iacovelli, il dott. Alfonso Tagliamonte ed il dott. Giordano Rossi), senza che gli stessi fossero previamente sottoposti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti, in violazione dell’art. 17, comma 30, del d.l. n.78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009, che ha modificato l’art. 3, comma, 1 della legge n. 20 del 1994, determina responsabilità a carico dell’autore della condotta omissiva per l’illegittimo inizio dell’attività lavorativa in assenza di titolo legittimante (l’operato controllo, appunto), e detta condotta ha causato – a parere del Requirente – un danno erariale pari alla somma complessiva di € 111.300,00 (Centounidicimilatrecento/00), corrispondenti esattamente alla sommatoria dei compensi corrisposti per i tre contratti, e cioè, la somma di € 31.800,00 (Trentunomilaottocento/00) per la dott.ssa Iacovelli, la somma di € 47.700,00 (Quarantasettemilasettecento/00) per il dott. Tagliamonte, e la somma di € 31.800,00 (Trentunomilaottocento/00) per il dott. Rossi, salvo più precisa quantificazione” (cfr. pagg. 5-6 atto di citazione).
6. Con riferimento al nesso di causalità e alla imputazione del danno in parola, la Procura regionale ritiene che il danno in parola debba essere imputato al predetto Signor G. C., nella sua qualità di dipendente dell’Università degli Studi del Molise, in quanto incaricato, con decreto rettorale n. 1114 del 30 luglio 2009, come Responsabile della Struttura incaricata di seguire l’istruttoria dei contratti per prestazioni di collaborazione coordinata e collaborativa in relazione ai quali si configurerebbe il danno di cui alla pretesa risarcitoria, nonché di Responsabile del procedimento per l’espletamento delle procedure di selezione per il conferimento degli incarichi di collaborazione esterna nell’ambito del relativo progetto.
7. Per quanto riguarda, poi, l’elemento soggettivo, il Requirente ritiene che, con riferimento ai fatti esposti, nel comportamento del Signor G. C. ricorre certamente “(..) l’elemento psicologico della colpa grave, che consiste nel non avere valutato funditus i costi ed i benefici che derivavano all’amministrazione universitaria da una simile condotta in violazione di un preciso obbligo di legge, vieppiù pesante in quanto trattasi di funzionario pubblico con un apprezzabile grado di professionalità specifica (..)” (cfr. pag. 11 atto di citazione).
8. Il convenuto si è costituito in giudizio con l’assistenza e il patrocinio dell’Avv.. Prof. Andrea Barenghi, del Foro di Roma, il quale ha depositato in atti, in data 19 maggio 2014, una comparsa di costituzione e risposta recante la data del 15 maggio 2014, nella quale il predetto difensore, nel respingere ogni addebito di responsabilità mosso dalla Procura attrice nei confronti del proprio assistito in relazione ai fatti esposti nell’atto di citazione, chiede conclusivamente il rigetto della domanda attorea e la conseguente assoluzione del proprio assistito da ogni addebito di responsabilità in relazione ai fatti ad essi contestati dalla Procura attrice con l’atto di citazione in epigrafe, per assenza dell’elemento oggettivo del danno e dell’elemento soggettivo della colpa grave (cfr. pag. 9 comparsa di costituzione e risposta dell’Avv. Prof. Andrea Barenghi del 15 maggio 2014, depositata in atti in data 19 maggio 2014).
9. In limine litis, nell’imminenza del dibattimento odierno, l’Avv. Andrea Abbagnano Trione ha depositato un atto di intervento in giudizio dell’Università degli Studi del Molise, in persona del Rettore e legale rappresentante pro tempore, Prof. Gianmaria Palmieri, recante la stessa data odierna, nella quale viene dispiegato un “intervento adesivo alle conclusioni assunte dal dipendente, e si chiede che vengano dichiarati insussistenti i requisiti di responsabilità ipotizzati nell’atto di citazione introduttivo, con conseguente proscioglimento del convenuto da ogni addebito” (cfr. atto di intervento in giudizio dell’Università degli Studi del Molise, a firma dell’Avv. Andrea Abbagnano Trione, recante la data del 10 giugno 2014 e depositata in data odierna).
10. All’udienza odierna sia il rappresentante della Procura attrice che il difensore del convenuto si sono richiamati agli scritti già versati in atti, ne hanno illustrato le argomentazioni in punto di fatto e in punto di diritto già in essi rappresentate, ed hanno ribadito le eccezioni e le conclusioni già rassegnate per iscritto.
10.1. Nel corso del dibattimento odierno è altresì intervenuto, in rappresentanza dell’Università degli Studi del Molise danneggiata, l’Avv. Andrea Abbagnano Trione, dispiegando intervento in favore del convenuto e rappresentando, in particolare, che nessun danno ha subito, nel caso di specie, l’Università degli Studi del Molise, atteso che, al di là della mancata sottoposizione al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti dei contratti per prestazioni di collaborazione coordinata e collaborativa stipulati dall’Università degli Studi del Molise con tre soggetti diversi (la dott.ssa Barbara Iacovelli, il dott. Alfonso Tagliamonte ed il dott. Giordano Rossi), le prestazioni da parte dei tre soggetti sono state comunque rese in favore dell’Università.
10.2. In tale stato la causa è stata trattenuta in decisione e decisa in camera di consiglio come da dispositivo riportato in calce.
Motivi della decisione
1. In via preliminare il Collegio, pur avendo ammesso alla discussione orale nel corso del dibattimento odierno l’Avv. Andrea Abbagnano Trione in rappresentanza dell’Università degli Studi del Molise, intervenuta nel giudizio in persona del Rettore e legale rappresentante pro tempore, con atto di intervento in data odierna, depositato in limine litis nell’imminenza del dibattimento odierno ritiene di non ammettere l’intervento dispiegato in favore dell’odierno convenuto dispiegato dall’Università degli Studi del Molise, quale amministrazione danneggiata.
In proposito giova rilevare, infatti, che per pacifica e consolidata giurisprudenza del giudice contabile, la tutela delle pubbliche risorse e l’esercizio dell’azione di responsabilità amministrativa sono demandate nel nostro ordinamento al pubblico ministero contabile, il quale, peraltro, oltre che a tutela delle pubbliche risorse, agisce nell’interesse della legge, con la conseguenza che non assume rilievo alcuno ogni diversa valutazione in ordine alla sussistenza di danno erariale e in ordine ad eventuali azioni recuperatorie del danno medesimo che dovesse essere fatta dalla stessa amministrazione danneggiata.
Ne consegue che l’intervento in favore dell’odierno convenuto dispiegato dall’Università degli Studi del Molise, quale amministrazione danneggiata, con atto di intervento in data odierna, depositato in limine litis nell’imminenza del dibattimento odierno, va dichiarato inammissibile.
2. Nel merito il Collegio è chiamato a pronunciarsi in ordine ad una fattispecie di responsabilità amministrativa che la Procura regionale della Corte dei conti per il Molise ritiene sussistere nei confronti del Signor G. C., per una fattispecie di danno patrimoniale che sarebbe stato determinato dall’esecuzione di alcuni contratti per prestazioni di collaborazione coordinata e collaborativa stipulati dall’Università degli Studi del Molise con tre soggetti diversi (la dott.ssa Barbara Iacovelli, il dott. Alfonso Tagliamonte ed il dott. Giordano Rossi), senza che gli stessi fossero previamente sottoposti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti, in violazione dell’art. 17, comma 30, del d.l. n.78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009, che ha modificato l’art. 3, comma, 1 della legge n. 20 del 1994, e di cui sarebbe responsabile l’odierno convenuto, Signor G. C., nella sua qualità di dipendente dell’Università degli Studi del Molise, e segnatamente di Responsabile della Struttura incaricata di seguire l’istruttoria dei contratti in questione, nonché di Responsabile del procedimento per l’espletamento delle procedure di selezione per il conferimento degli incarichi di collaborazione esterna nell’ambito del relativo progetto.
2.1. Sulla base di tale ipotesi di responsabilità amministrativa, con l’atto di citazione in epigrafe la Procura regionale della Corte dei conti per il Molise ha convenuto in giudizio innanzi a questa Sezione il predetto Signor G. C., nella sua qualità di dipendente dell’Università degli Studi del Molise, e segnatamente di Responsabile della Struttura incaricata di seguire l’istruttoria dei contratti per prestazioni di collaborazione coordinata e collaborativa in relazione ai quali si configurerebbe il danno di cui alla pretesa risarcitoria, nonché di Responsabile del procedimento per l’espletamento delle procedure di selezione per il conferimento degli incarichi di collaborazione esterna nell’ambito del relativo progetto, in servizio all’epoca dei fatti da cui sarebbe derivato il danno di cui alla richiesta risarcitoria avanzata con l’atto di citazione in epigrafe, per ivi sentirlo condannare al pagamento, in favore delle finanze della stessa amministrazione di appartenenza (Università degli Studi del Molise), della somma complessiva di € 111.300,00 (Centounidicimilatrecento/00) o del diverso ammontare che dovesse risultare in giudizio, oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi legali e alle spese del giudizio da rendere, queste ultime, in favore dello Stato.
3. Così definito l’oggetto del giudizio e richiamati brevemente i fatti posti a base della pretesa risarcitoria avanzata da parte attrice, prima di soffermarsi più diffusamente nella verifica della sussistenza, nel caso di specie, degli elementi che integrano la responsabilità amministrativa dell’odierno convenuto, giova ricordare che, affinché possa parlarsi di responsabilità amministrativa è necessario che ricorrano gli elementi tipici della stessa, e cioè, che vi sia un danno patrimoniale, economicamente valutabile, attuale e concreto, sofferto dall’amministrazione pubblica, il nesso di causalità fra la condotta del convenuto e l’evento dannoso, che il comportamento omissivo o commissivo del soggetto a cui il danno è ricollegabile sia connotato dall’elemento psicologico del dolo o della colpa grave, e che sussista un rapporto di servizio fra l’agente che ha cagionato il danno e l’ente pubblico che lo ha sofferto, ovvero, sulla base di un indirizzo giurisprudenziale affermato proprio da questa Sezione giurisdizionale per la Regione Molise (cfr. Corte dei conti – Sez. giur. Regione Molise n. 234/2002 del 7 ottobre 2002), e successivamente conclamato dalle SS.UU. Civili della Corte di Cassazione in sede di regolamento giurisdizione (cfr. Cass. – SS.UU. civ., 1° marzo 2006, n. 4511), che sia ravvisabile, nella fattispecie concreta dedotta in giudizio, la natura oggettivamente pubblica delle risorse finanziarie in relazione alle quali il danno patrimoniale alle finanze pubbliche viene individuato e in relazione alle quali viene avanzata la pretesa risarcitoria di parte attrice.
4. Ciò premesso, nel procedere all’accertamento della sussistenza, nel caso specifico, dei predetti elementi, e cominciando dall’accertamento dell’elemento oggettivo del danno patrimoniale per le finanze pubbliche, da ritenere presupposto prioritario, indispensabile ed indefettibile ai fini della sussistenza della responsabilità amministrativa, si rileva che la Procura attrice ritiene che “l’avvenuta esecuzione dei contratti in questione per prestazioni di collaborazione coordinata e collaborativa stipulati dall’Università degli Studi del Molise con tre soggetti diversi (la dott.ssa Barbara Iacovelli, il dott. Alfonso Tagliamonte ed il dott. Giordano Rossi), senza che gli stessi fossero previamente sottoposti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti, in violazione dell’art. 17, comma 30, del d.l. n.78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009, che ha modificato l’art. 3, comma, 1 della legge n. 20 del 1994, determina responsabilità a carico dell’autore della condotta omissiva per l’illegittimo inizio dell’attività lavorativa in assenza di titolo legittimante (l’operato controllo, appunto), e detta condotta ha causato – a parere del Requirente – un danno erariale pari alla somma complessiva di € 111.300,00 (Centounidicimilatrecento/00), corrispondenti esattamente alla sommatoria dei compensi corrisposti per i tre contratti, e cioè, la somma di € 31.800,00 (Trentunomilaottocento/00) per la dott.ssa Iacovelli, la somma di € 47.700,00 (Quarantasettemilasettecento/00) per il dott. Tagliamonte, e la somma di € 31.800,00 (Trentunomilaottocento/00) per il dott. Rossi, salvo più precisa quantificazione” (cfr. pagg. 5-6 atto di citazione).
4.1. A parere del Collegio, quindi, l’impostazione accusatoria seguita dalla Procura attrice per l’identificazione della fattispecie dannosa posta a fondamento della richiesta risarcitoria attorea, secondo cui “(..)l’avvenuta esecuzione dei contratti in questione per prestazioni di collaborazione coordinata e collaborativa stipulati dall’Università degli Studi del Molise con i tre soggetti diversi (la dott.ssa Barbara Iacovelli, il dott. Alfonso Tagliamonte ed il dott. Giordano Rossi), senza che gli stessi fossero previamente sottoposti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti, in violazione dell’art. 17, comma 30, del d.l. n.78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009, che ha modificato l’art. 3, comma, 1 della legge n. 20 del 1994, ha causato – a parere del Requirente – un danno erariale pari alla somma complessiva di € 111.300,00 (Centounidicimilatrecento/00), corrispondenti esattamente alla sommatoria dei compensi corrisposti per i tre contratti, e cioè, la somma di € 31.800,00 (Trentunomilaottocento/00) per la dott.ssa Iacovelli, la somma di € 47.700,00 (Quarantasettemilasettecento/00) per il dott. Tagliamonte, e la somma di € 31.800,00 (Trentunomilaottocento/00) per il dott. Rossi, salvo più precisa quantificazione” (cfr. pagg. 5-6 atto di citazione), non è condivisibile, atteso che, a prescindere dalla mancata sottoposizione dei provvedimenti in questione al controllo della Corte dei conti, comunque le prestazioni sono state rese.
Ebbene, se si considera che in questa sede, ai fini della sussistenza di un danno patrimoniale, e della conseguente responsabilità, viene in rilievo non già la legittimità dell’atto (o degli atti), ma il fatto che dalla loro esecuzione si sia o meno verificato un danno dalla loro esecuzione, ne consegue che, in relazione ai fatti esposti nessun danno ha subito l’Università del Molise dalla avvenuta esecuzione dei contratti in questione, senza la loro previa sottoposizione al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti, atteso che, quand’anche vi sia stata violazione dell’art. 17, comma 30, del d.l. n.78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009, che ha modificato l’art. 3, comma, 1 della legge n. 20 del 1994, vi è stato comunque un corrispettivo sinallagmatico fra l’erogazione dei compensi da parte dell’Università degli Studi del Molise e le prestazioni rese dai tre soggetti interessati dai contratti.
4.2. In considerazione di ciò, ferma restando la gravità della avvenuta esecuzione dei contratti in questione senza la previa sottoposizione degli stessi al controllo preventivo della Corte dei conti, in violazione dell’art. 17, comma 30, del d.l. n.78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009, che ha modificato l’art. 3, comma, 1 della legge n. 20 del 1994, il Collegio ritiene di poter aderire alla tesi difensiva secondo cui nel caso di specie e in relazione ai fatti esposti non è dato ravvisare alcun danno patrimoniale per le finanze dell’Università degli Studi del Molise.
5. In disparte quanto fin qui considerato in ordine all’elemento oggettivo del danno, da ritenere assorbente e determinante ai fini della insussistenza della responsabilità amministrativa dell’odierno convenuto in relazione ai fatti esposti, giova altresì considerare che anche con riferimento all’elemento soggettivo, il Collegio ritiene che nel caso di specie, considerata l’incertezza interpretativa in ordine all’applicazione dell’art. 17, comma 30, del d.l. n.78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009, che ha modificato l’art. 3, comma, 1 della legge n. 20 del 1994, e alla conseguente all’obbligatorietà o meno di sottoporre i contratti in questione al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti, nell’imminenza dell’entrata in vigore della nuova disposizione, nel comportamento del Centillo non sia, in ogni caso, ravvisabile alcuna grave negligenza, e quindi, alcuna colpa grave ai fini della affermazione della sua responsabilità amministrativa in relazione ai fatti allo stesso contestati dalla Procura attrice con l’atto di citazione in epigrafe.
5.1. Alla stregua di tali considerazioni il Collegio ritiene che nel comportamento dell’odierno convenuto in relazione ai fatti esposti nell’atto di citazione, non è ravvisabile l’elemento della colpa grave, e quindi, l’elemento soggettivo richiesto dall’art. 1, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, come modificato dall’art. 3, comma 1, della legge 20 dicembre 1996, n. 639 ai fini della sussistenza della responsabilità amministrativa del convenuto medesimo.
6. Alla luce delle suesposte considerazioni la Sezione ritiene conclusivamente che nei confronti dell’odierno convenuto non è configurabile la responsabilità amministrativa in relazione ai fatti a lui contestati dalla Procura attrice con l’atto di citazione in epigrafe, e che lo stesso va, quindi, assolto dalla domanda attrice. Ne consegue il rigetto della richiesta risarcitoria attorea e l’assoluzione del convenuto da ogni addebito di responsabilità amministrativa in ordine ai fatti a lui contestati con l’atto di citazione in epigrafe.
7. Tenuto conto dell’esito del giudizio e del proscioglimento nel merito del convenuto, il Collegio ritiene che ai fini della liquidazione dell’ammontare degli onorari e dei diritti spettanti al difensore dello stesso, da effettuare ai sensi dell’art. 3, comma 2-bis, del d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 1996, n. 639, come autenticamente interpretato dall’art. 10-bis, comma 10, del d.l. 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n.248, e come modificato dall’art. 17, comma 30-quinquies del d.l. 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, nella legge 3 agosto 2009, n. 102, gli stessi vengano liquidati, per la complessiva attività difensiva riferita al presente giudizio, nella somma complessiva di € 3.000,00 (Tremila/00), di cui € 2.200,00 (Duemiladuecento/00) per onorari, € 500,00 (Cinquecento/00) per diritti, ed € 300,00 (Trecento/00) per spese.
PER QUESTI MOTIVI
la Corte dei conti - Sezione Giurisdizionale per la Regione Molise,
definitivamente pronunciando nel giudizio di responsabilità iscritto al n. 3396/R del registro di Segreteria, promosso ad i­stanza della Procura regionale della Corte dei conti per la Regione Molise con atto di citazione del 30 ottobre 2013, ritualmente notificato al convenuto e depositato nella Segreteria della Sezione in pari data, nei confronti del Signor G. C., come in epigrafe generalizzato, disattesa ogni contra­ria istanza, deduzione ed eccezione, respinge la domanda attrice, e per l’effetto dichiara esente da responsabilità amministrativa il convenuto medesimo in ordine ai fatti a lui contestati con l’atto di citazione in epigrafe, e assolve lo stesso dalla domanda attrice.
Ai fini della liquidazione dell’ammontare degli onorari e dei diritti spettanti al difensore del convenuto prosciolto, da effettuare ai sensi dell’art. 3, comma 2-bis, del d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 1996, n. 639, come autenticamente interpretato dall’art. 10-bis, comma 10, del d.l. 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n.248, e come modificato dall’art. 17, comma 30-quinquies del d.l. 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, dispone che gli stessi vengano liquidati, per la complessiva attività difensiva riferita al presente giudizio, nella somma complessiva di € 3.000,00 (Tremila/00), di cui € 2.200,00 (Duemiladuecento/00) per onorari, € 500,00 (Cinquecento/00) per diritti, ed € 300,00 (Trecento/00) per spese.
Ai sensi dell’art. 52 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, recante il “Codice in materia di protezione dei dati personali” (Codice della privacy) (in G.U. n. 174 del 29 luglio 2003 - Suppl. Ord. n. 123), a tutela dei diritti e della dignità dei