#4374 Consiglio di Stato, Sez. VI, 19 novembre 2018, n. 6500

Ricercatore-Concorso pubblico-Commissione esaminatrice-Valutazione -Criteri

Data Documento: 2018-11-19
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Laddove i criteri sulla base dei quali è stata condotta la valutazione dei candidati siano pienamente coerenti con quanto previsto nel Decreto Ministeriale 28 luglio 2009 n. 89 (Valutazione dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche), non è ravvisabile alcun obbligo della commissione di integrare i criteri previsti dal bando, dovendosi soltanto predeterminare i criteri di massima per valutare poi, alla luce di questi, le posizioni di ciascun candidato, compiendo così un confronto anche in termini comparativi, e pervenendo così infine alla formulazione dei giudizi finali.

Contenuto sentenza
N. 06500/2018REG.PROV.COLL.
N. 08953/2012 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 8953 del 2012, proposto dal prof. 
Luciano Nicolini, rappresentato e difeso dall'avvocato Rossella Sciolti, con domicilio eletto presso lo studio Maria Rosaria Russo Valentini in Roma, piazza Grazioli n.5; 
contro
Università degli Studi di Milano-Bicocca in persona del Magnifico Rettore Pro-Tempore, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
nei confronti
Elisa Barbiano di Belgiojoso, rappresentata e difesa dagli avvocati Mauro Pisapia, Daniele Vagnozzi, Luigi Pontrelli, con domicilio eletto presso lo studio Daniele Vagnozzi in Roma, viale Angelico 103; 
Tiziana Barugola, Annalisa Busetta, Eleonora Mussino non costituiti in giudizio; 
per la riforma
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta) n. 02332/2012, resa tra le parti, concernente procedura di valutazione comparativa per un posto di ricercatore universitario per il Settore scientifico-disciplinare SECS-S/04 – Demografia presso la Facoltà di Scienze Statistiche della predetta Università.
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Università degli Studi di Milano-Bicocca in persona del Magnifico Rettore Pro-Tempore e di Elisa Barbiano di Belgiojoso;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza smaltimento del giorno 24 luglio 2018 il pres. Sergio Santoro e uditi per le parti gli avvocati Rossella Sciolti, Davide Di Giorgio dell'Avvocatura Generale dello Stato, Alberto De Asti e Luigi Pontrelli;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. L’appello è diretto alla riforma della sentenza che ha rigettato il ricorso dell’odierno appellante per l’annullamento del Decreto del Rettore dell’Università degli Studi Milano – Bicocca del 12 luglio 2011 D.R. n. 11289, di accertamento della regolarità formale degli atti della Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa per un posto di ricercatore universitario per il Settore scientifico-disciplinare SECS-S/04 – Demografia presso la Facoltà di Scienze Statistiche della predetta Università, con la proclamazione della vincitrice dott.ssa Elisa Barbiano di Belgiojoso; nonché del decreto del Rettore del 31 agosto 2011 D.R. n. 11322 matr. n. 2614 di nomina di quest’ultima nel ruolo dei ricercatori universitari presso la Facoltà di Scienze Statistiche della predetta Università a decorrere dal 1 ottobre 2011 e dei verbali della Commissione giudicatrice n. 1 del 14 aprile 2011, n. 2 del 28 aprile 2011 e n. 3 del 27 giugno 2011, relazione finale del 27 giugno 2011 e relativi allegati.
Era stato dedotto in primo grado violazione del D.M. n. 89 del 2009, nonché del Bando di indizione della procedura comparativa, con specifico riguardo ai parametri di valutazione dei titoli da parte della Commissione giudicatrice, anche in relazione alla declaratoria SECS-S/04 Demografia di cui al D.M. 4 ottobre 2000, All. B Area 13 – Scienze Economiche e Statistiche, per eccesso di potere sotto vari profili nella valutazione dei titoli dei candidati, errata valutazione di pubblicazioni edite da enti pubblici e non da editori in senso tecnico-giuridico, non tutte poi effettivamente prodotte in sede concorsuale.
Il ricorso incidentale della controinteressata era diretto all’annullamento del verbale n. 2 del 28 aprile 2011, relativo all’esame dei titoli e delle pubblicazioni, nella parte in cui era stata deliberata l’ammissione a valutazione di alcune pubblicazioni del ricorrente, per le quali la dichiarazione sostitutiva non era corredata da copia di documento di identità.
Altro motivo del ricorso incidentale era che alcune pubblicazioni del ricorrente sarebbero state scritte insieme con altri, senza tuttavia l’individuazione dell’apporto individuale di ciascuno.
Con la sentenza appellata ricorso incidentale era stato accolto in parte, ritenendosi che alcuni dei lavori presentati dal ricorrente prof. Nicolini sarebbero stati redatti in collaborazione con altri autori senza evidenziare il contributo individuale fornito dai singoli partecipanti.
Il ricorso principale era tuttavia ritenuto infondato, sulla base dell’insindacabilità dei giudizi contestati o dell’infondatezza dei vari profili di eccesso di potere per vizi della motivazione dedotti.
Ha proposto appello l’interessato prof. Nicolini con atto notificato il 10 dicembre 2012, sollevando quattro motivi di doglianza con i quali, muovendo puntuali critiche alla sentenza appellata, ripropone tutte le censure di primo grado, sottolineando in particolare la denuncia della mancata preventiva previsione dei criteri di valutazione e relative modalità di applicazione di cui all’art.2 del D.M. 28 luglio 2009 n. 89 (valutazione dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche), in particolare ritenendo mancante la fase comparativa del giudizio impugnato. Inoltre, il primo giudice avrebbe sostituito proprie valutazioni in ordine alla erroneamente ritenuta scarsa congruenza dell’attività svolta dal ricorrente nel settore disciplinare interessato, incorrendo così in evidente sconfinamento nel merito. Infine, in violazione del citato art.2, la commissione non avrebbe valutato la documentata attività accademica del ricorrente negli anni 2005-9 nell’insegnamento di demografia presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ed avrebbe erroneamente valutato opere non correttamente pubblicate da editori, oppure scritte a quattro mani senza chiarire l’apporto della controinteressata.
La controinteressata Elisa Barbiano di Belgiojoso si è costituita ed ha eccepito preliminarmente l’inammissibilità del ricorso in appello in quanto questo, anziché contenere una specifica contestazione dei capi della sentenza, si risolverebbe in una serie di considerazioni sulla legittimità dei provvedimenti relativi alla procedura concorsuale del tutto disancorate dai motivi dedotti con il ricorso introduttivo del giudizio di primo grado, in asserita violazione degli artt. 101 e 104 c.p.a.
La stessa quindi insiste nell’accoglimento del motivo accolto con ricorso incidentale, secondo cui “alcuni dei lavori presentati dal ricorrente Nicolini sono stati redatti in collaborazione con altri autori e dall’esame dei medesimi non emerge il contributo individuale fornito dai singoli partecipanti. La mancata individuazione dell’apporto individuale impedisce di attribuire alcun punteggio a favore di ciascuno dei coautori, atteso che non si è in condizione di conoscere l’entità del contributo fornito dal singolo e quindi di imputare allo stesso una parte del lavoro”. Controdeduce quindi puntualmente su tutte le censure di appello, chiedendone il rigetto. L’appellante ha anch’egli prodotto memoria illustrativa nella quale insiste nei motivi dedotti.
Si è pure costituito il Ministero intimato, controdeducendo puntualmente sui motivi di appello, chiedendone il rigetto con conferma della sentenza.
2. L’appello è infondato.
Deve innanzitutto essere confermata la prima parte della sentenza con la quale era stato rilevato che alcune pubblicazioni dell’originario ricorrente sarebbero state redatte con la compartecipazione di vari autori, senza tuttavia individuare l’apporto di ciascuno dei coautori. 
È appena il caso di osservare che su tale punto l’appellante eccepisce impropriamente l’onere di querela di falso, non trattandosi qui di contestare l'autenticità di un documento, bensì di riscontrare l’esistenza di un vizio di legittimità ritualmente dedotto, quale potrebbe essere in ipotesi quello di valutare una pubblicazione senza accertarne preventivamente l’identità dell’autore.
Quanto alla valutazione dei candidati, ed alla denunciata insufficiente analitica comparazione dei relativi titoli e pubblicazioni, va riconosciuto che i criteri sulla base dei quali è stata condotta la valutazione dei candidati sono pienamente coerenti con quanto previsto nel Decreto Ministeriale 28 luglio 2009 n. 89 (Valutazione dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche), non essendo ravvisabile alcun obbligo della commissione di integrare i criteri previsti dal bando, dovendosi soltanto predeterminare i criteri di massima per valutare poi, alla luce di questi, le posizioni di ciascun candidato, compiendo così un confronto anche in termini comparativi, e pervenendo così infine alla formulazione dei giudizi finali.
Né può condividersi che il primo giudice avrebbe formulato due inammissibili valutazioni, una negativa nei confronti del prof. Nicolini e un’altra positiva sulla controinteressata, dal momento che la sentenza s’è limitata a richiamare alcuni passaggi della motivazione dei giudizi della commissione, evidenziando al contempo l’insussistenza dei profili di illegittimità denunciati dal ricorrente.
Quanto al mancato inserimento nelle schede riassuntive di alcune esperienze maturate dall’appellante in ambito accademico e professionale, quali l’insegnamento in vari corsi presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e la collaborazione professionale con alcune pubbliche amministrazioni, si rileva che tali attività sono state comunque citate nel profilo individuale del ricorrente.
Con il quarto motivo dell’appello è dedotta ancora la “mancata predeterminazione di criteri specifici", sostenendosi che tutti gli scritti presentati dalla dott.ssa Barbiano di Belgiojoso, al di fuori di uno, non fossero effettivamente qualificabili come vere e proprie “pubblicazioni”.
Queste pubblicazioni, secondo quanto indicato in primo grado, sono in realtà le seguenti:
L’appartenenza religiosa”, “L’immigrazione straniera in Lombardia: la terza indagine regionale”, e il “Secondo rapporto sulla situazione demografica e sanitaria milanese”.
Ebbene tutte queste pubblicazioni hanno ricevuto ampia diffusione nella comunità scientifica, non soltanto genericamente nel Web ma, in particolare, “L’appartenenza religiosa”, in Blangiardo G.C. (ed.) Fondazione I.S.MU.Regione Lombardia; “L’immigrazione straniera in Lombardia: la terza indagine regionale” in http://www.ismu.org/osservatorio-regionale-per-lintegrazione-e-la-multietnicita/; ed il “Secondo rapporto sulla situazione demografica e sanitaria milanese” in Comune di Milano – Settore Statistica. 9. 1. Fotografia della popolazione milanese, essendone oltretutto documentata la presenza anche in alcune biblioteche.
L’appello deve dunque essere integralmente respinto, con la conferma della sentenza appellata.
Le spese di giudizio possono tuttavia essere compensate, in ragione del complessivo esito del giudizio.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo rigetta.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 24 luglio 2018 con l'intervento dei magistrati:
Sergio Santoro, Presidente, Estensore
Oreste Mario Caputo, Consigliere
Dario Simeoli, Consigliere
Francesco Gambato Spisani, Consigliere
Davide Ponte, Consigliere
Pubblicato il 19/11/2018

























IL SEGRETARIO