#3144 Consiglio di Stato, Sez. VI, 13 febbraio 2018, n. 919

Procedura concorsuale professore Ordinario-Valutazione analitica titoli e pubblicazioni

Data Documento: 2018-02-13
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

Nella valutazione dei titoli e delle pubblicazioni occorre la valutazione non di ogni singolo titolo o pubblicazione, ma solo di quelli costituenti espressione di una significatività scientifica rilevante ai fini del giudizio di piena maturità scientifica del candidato. Infatti, il senso della previsione sul carattere analitico della valutazione da compiere dalla commissione non può che essere quello di imporre alla stessa di tenere, bensì, conto di tutti i dati curriculari indicati dai candidati (titoli e pubblicazioni), ma di sceverare – ovviamente, secondo percorsi logici coerenti e di congruo apprezzamento scientifico – i dati rilevanti al fine della compiuta valutazione della maturità scientifica dei candidati (…) da quelli non significativi (…) e di esprimere il giudizio sui dati così (motivatamente) enucleati (cfr. Cons. Stato, Sez. VI, 7 giugno 2016 n. 2423).

Contenuto sentenza
N. 00919/2018REG.PROV.COLL.
N. 04580/2011 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 4580 del 2011, proposto da:
BERTI Guido, rappresentato e difeso dagli avvocati Francesco Mazzarolli, Ludovico Mazzarolli e Andrea Manzi ed elettivamente domiciliato presso lo studio del terzo dei suindicati difensori in Roma, via Confalonieri, n. 5;
contro
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PADOVA, in persona del Magnifico Rettore pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura generale dello Stato, presso la cui sede domicilia per legge in Roma, via dei Portoghesi, n. 12;
nei confronti di
di BRUSCHI Stefania e POLINI Wilma, non costituite in giudizio;;
per la riforma
della sentenza del T.A.R. per il Veneto, Sez. I, 29 novembre 2010 n. 1748, resa tra le parti.
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’appellata Università;
Esaminate le memorie difensive e gli ulteriori atti depositati;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 26 ottobre 2017 il Cons. Stefano Toschei e uditi per la parte appellante l’avvocato Paolo Caruso, per delega dell'avv. Andrea Manzi;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. – Il professor Guido Berti, professore associato del s.s.d. ING-IND/16 (Tecnologie e sistemi di lavorazione) presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova, ha partecipato alla procedura di valutazione comparativa per un posto di professore di prima fascia presso la suddetta facoltà indetto nel 2008 (con decreto rettorale rep. 1756 del 27 giugno 2008) ed all’esito del quale, con decreto direttoriale 22 giugno 2010, venivano approvati gli atti della commissione giudicatrice che dichiarava la idoneità dei candidati Stefania Bruschi e Wilma Polini.
Con ricorso proposto dinanzi al competente Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, il professor Berti impugnava il suindicato decreto rettoriale nonché tutti gli atti della procedura di valutazione comparativa, con particolare riferimento ai verbali n. 1 del 22 aprile 2010, n. 2 del 10 giugno 2010, insieme con i giudizi sui titoli e le pubblicazioni di cui all'allegato «B», n. 3 dell’11 giugno 2010, con i giudizi complessivi di cui all'allegato «C» e la relazione riassuntiva dell’11 giugno 2010 ivi compresa la deliberazione del Consiglio della facoltà di Ingegneria assunta in data 1 luglio 2010 di chiamata della professoressa Bruschi a copertura del posto messo a concorso.
2. - Il ricorrente proponeva quattro motivi di ricorso per dimostrare la illegittimità della procedura svolta e del suo esito e chiederne il giudiziale annullamento, ed in particolare, sinteticamente:
I) Violazione di legge ed eccesso di potere per violazione della lex specialis della procedura con riferimento all’art. 5 delle “linee guida di partecipazione”, carenza di motivazione e di istruttoria ed errata valutazione degli elementi forniti dal candidato, in quanto alcune delle pubblicazione proposte dalla candidata Stefania Bruschi nonché dei titoli dichiarati e ribaditi nel curriculum presentato, che insieme alle pubblicazioni ed ai titoli ha costituito la base del giudizio valutativo espresso dalla commissione, erano inidonee a consentire l’espressione del predetto giudizio di valore. Infatti alcuni dei titoli presentati fanno riferimento, o comunque sono riconducibili, ad attività svolte in epoca successiva rispetto al mese di agosto 2008, ultimo periodo utile per poter assegnare un valore ai titoli ai fini concorsuali, a mente dell'art. 5 delle linee guida allegate al bando che “"(...) considera(te) valutabili ai fini della presente selezione le opere edite entro la data di scadenza del termine di presentazione delle domande” ed altri titoli, in particolare editoriali, pur considerati singolarmente utili per la valutazione in senso favorevole del percorso professionale svolto dalla candidata, nella realtà costituiscono duplicazioni o sovrapposizioni di identici o analoghi contributi. La circostanza che la commissione abbia comunque tenuto conto di tali titoli duplicati, talvolta come pubblicazioni talaltra quali titoli di interventi nell’ambito di iniziative convegnistiche, denota un errore di impostazione nella valutazione complessiva del curriculum della candidata la cui attività trova considerazione da parte della commissione, comunque, in attività replicate oppure addirittura sovrapposte, rendendo palesemente illegittimo l’esito della valutazione nel suo complesso;
II) Eccesso di potere per carenza di motivazione e contraddittorietà, erronea valutazione dei presupposti ed errore istruttorio nella valutazione dei titoli e pubblicazioni presentati, in quanto il ricorrente riferisce che nel corso della sua carriera professionale in occasioni di ben tre concorsi, banditi da diverse università nazionali, il suo curriculum era stato valutato dalle diverse commissioni (e quindi da circa quindici diversi commissari, professori ordinari della materia in questione nelle migliori università italiane) positivamente al fine di essere preso in considerazione per la valutazione comparativa, mentre nel caso di specie, incredibilmente, lo stesso percorso professionale non è stato ritenuto “degno” di ammissione alla valutazione comparativa;
III) Eccesso di potere per carenza di motivazione e travisamento dei fatti, erronea valutazione dei presupposti ed errore istruttorio nella valutazione dei titoli e pubblicazioni presentati, violazione dei criteri di valutazione e della par condicio sotto altro profilo, perché la commissione ha ritenuto che l'attività di ricerca e la produzione scientifica del ricorrente non fosse “caratterizzata dalla necessaria continuità temporale e qualitativa” e non fossero state “documentate adeguate esperienze di coordinamento di attività e gruppi di ricerca” da parte del candidato. Nella realtà, se la commissione avesse svolto una adeguata istruttoria avrebbe potuto agevolmente verificare che il ricorrente aveva pubblicato, nel corso dell’anno 2007 (quello incriminato in merito alla flessione denunciata dalla commissione), 5 lavori per convegni nazionali ed internazionali, una produzione quindi perfettamente in linea con il numero di lavori che annualmente, nel corso della carriera del professor Berti, hanno caratterizzato la media di produzione annuale. Analoga carenza istruttoria e di motivazione si riscontra con riferimento all’affermazione della commissione, che ha contribuito a condurre all’esito negativo della valutazione dei titoli presentati dal ricorrente, secondo la quale il professor Berti non avrebbe dimostrato “esperienze di coordinamento di attività e gruppi di ricerca”, in quanto dette attività sono elencate e provate documentalmente nel curriculum del professor Berti;
IV) Violazione della lex specialis della procedura concorsuale con riferimento alle prescrizioni del bando e al profilo del candidato, dal momento che il ridetto bando di concorso espressamente prevedeva che il candidato avrebbe dovuto dimostrare di possedere “competenza scientifica riconosciuta a livello internazionale nell'ambito della modellazione dei processi manifatturieri di precision forming, massivi e non, con particolare riferimento alle metodologia di tipo sperimentale e numerico per la qualificazione e modellazione del materiale”. Ebbene dei tre candidati solo due hanno dimostrato di possedere tali requisiti, vale a dire i professori Berti e Bruschi, ma non la professoressa Polini, che ha presentato un’attività scientifica svolta su tematiche completamente estranee al profilo richiesto, per come emerge all’evidenza dalla lettura del curriculum presentato dalla candidata, ove emerge che la sua attività scientifica verteva esclusivamente di tematiche totalmente al di fuori del profilo indicato dal bando, “quali le tecniche di controllo e collaudo geometrico e le problematiche delle tolleranze, diverse tipologie di lavorazioni che esulano dai processi di precision forming massivo e non, in quanto trattano di produzione di manufatti in materiali compositi a base polimerica, di lavorazioni (trattamenti) superficiali in assenza di operazioni di forming, ovvero di lavorazioni di taglio e asportazione di materiale su materiali lapidei” (così, testualmente, alle pagine 18 e 19 dell’atto di appello, nella parte in cui riproduce i motivi di censura dedotti con il ricorso introduttivo di primo grado).
3. – Il ricorso proposto dal professor Berti veniva respinto dal Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, con la sentenza resa in forma semplificata n. 6176/2010, in quanto (i virgolettati che seguono costituiscono passaggi della motivazione della sentenza qui gravata riprodotti nell’atto di appello dall’appellante):
- in primo luogo, "la valutazione in ordine alla pertinenza e all'importanza delle pubblicazioni e degli altri titoli valutati rientra nella discrezionalità tecnica della Commissione" ed inoltre il giudizio sul curriculum comporta una valutazione globale di carattere discrezionale;
- in secondo luogo, i giudizi formulati dai singoli componenti e quello collegiale "appaiono concordi nel rilevare un calo nella produzione scientifica del ricorrente nell'ultimo periodo" e il dato numerico delle pubblicazioni e dei convegni non può sostituirsi a quello basato sulla rilevanza degli stessi in rapporto ai contenuti
Da qui la proposizione dell’appello con il quale il professor Berti lamentava la circostanza che il giudice di primo grado non avesse, neppure con la sintetica motivazione propria delle decisioni assunte in forma semplificata, scrutinato puntualmente ed adeguatamente i motivi di gravame dedotti con il ricorso introduttivo, formulando quindi due complessi motivi di appello nei confronti della gravata sentenza, ed in particolare:
I) Erroneità della sentenza di primo grado per omessa motivazione in ordine al primo motivo di ricorso e comunque per erronea valutazione dei presupposti di fatto e di diritto. Sotto un primo versante l’appellante avversa la conclusione alla quale è giunto il giudice di primo grado nella parte in cui sostiene che “il giudizio sul curriculum comporta una valutazione che, seguendo una considerazione globale dei titoli posseduti dal singolo candidato, non può essere seriamente contestata nella sua congruità e ragionevolezza dai rilievi intesi a sminuire il valore di uno o più titoli”. Tali considerazioni non appaiono sufficienti a fronte della duplice contestazione proposta in primo grado dal professor Berti circa (riportando quanto scritto a pagina 22 dell’atto di appello): 1) l'introduzione nel curriculum della professoressa Bruschi di pubblicazioni non valutabili nella procedura concorsuale, in quanto titoli maturati dopo lo spirare del termine previsto dal bando; 2) la presentazione, da parte della stessa candidata, di titoli che costituiscono la mera duplicazione, quando non triplicazione, di altri identici per contenuto. In particolare, in disparte ogni considerazione sul principio espresso dal Tribunale in virtù del quale non potrebbe essere posto in discussione il giudizio espresso dalla commissione in quanto manifestazione di esercizio di potere valutativo di carattere discrezionale, deve rilevarsi che il giudizio si è fondato su presupposti inutilizzabili, costituito dalla presenza nel curriculum della professoressa Bruschi e nell’elenco delle pubblicazioni di titoli che non potevano farne parte in quanto costituenti sovrapposizione o duplicazione di titoli già presentati. A tale scopo vengono in emersione i risultati della perizia eseguita “da un Professore Universitario della Facoltà di Ingegneria e di raggruppamento affine a quello della valutazione comparativa, docente sempre presso la Facoltà di Ingegneria anche di corsi dello stesso settore disciplinare della valutazione comparativa ed esperto sulle tematiche di ricerca esposte in tali pubblicazioni” (così, testualmente, a pag. 24 dell’atto di appello) che dimostra la duplicazione di numerosi titoli presentati dalla professoressa Bruschi e che viene depositata dall’appellante nonché riprodotta, per ampi stralci, nell’atti di appello. Peraltro l’esito della perizia dimostra, anche con l’aiuto di grafici, come “la produttività annua data dalla pendenza delle curve dei due candidati sia molto simile e, di conseguenza, come non sussista affatto quel preteso «significativo calo di produzione» quanto alle pubblicazioni del candidato Berti a partire dal 2005 (anno in cui era stato valutato positivamente in una valutazione comparativa per il medesimo ruolo) rispetto alla candidata Bruschi, contrariamente a quanto affermato dalla Commissione e tout court ripreso a mo' di motivazione dalla sentenza del T.A.R. Veneto che qui si impugna” (così, testualmente, alle pagine 35 e 36 dell’atto di appello);
II) Erroneità della sentenza di primo grado per erronea ed insufficiente motivazione in ordine al terzo e quarto motivo di ricorso e comunque per erronea valutazione dei presupposti di fatto e di diritto, dal momento che la sentenza di primo grado si è limitata a sancire l'infondatezza del terzo e del quarto motivo di ricorso proposti con il ricorso introduttivo dinanzi al giudice di primo grado, non avendo quest’ultimo verificato la correttezza o meno del giudizio espresso dalla commissione nella parte in cui sostiene che l'attività di ricerca e la produzione scientifica del professor Berti non fosse "caratterizzata dalla necessaria continuità temporale e qualitativa", quando documentalmente è dimostrata la erroneità di tale valutazione e le stesse considerazioni possono farsi con riferimento alle esperienze di coordinamento di attività e gruppi di ricerca.
Da qui la richiesta di riforma in sede di appello della sentenza gravata.
4. – Si è costituita in giudizio in sede di appello l’Università degli Studi di Padova con il patrocinio dell’Avvocatura generale dello Stato che ha depositato l’intero incartamento difensivo relativo al ricorso di primo grado.
Non si sono costituite le professoresse Stefania Bruschi e Wilma Polini, raggiunte entrambe dalla notifica del ricorso in appello.
L’appellante ha depositato il parere del professor Andrea Zambon, redatto in data 12 maggio 2011 e ha poi prodotto memoria di replica confermando quanto già sostenuto nei precedenti atti, riproducendo le già rassegnate conclusioni.
Mantenuta riservata la decisione alla camera di consiglio del 26 ottobre 2017, la riserva è stata sciolta alla camera di consiglio del 14 dicembre 2017.
5. – L’appello non si presta a trovare accoglimento.
Dalla documentazione versata in atti da entrambe le parti nonché dal fascicolo di primo grado, per come trasmesso alla segreteria della Sezione dal Tribunale competente, risulta che:
- il Rettore dell’Università degli Studi di Padova, con decreto rep. n. 1756 del 2008, ha adottato il “Bando per la valutazione comparativa a n. 35 posti di professore di prima fascia presso l'Università degli Studi di Padova – I sessione 2008”;
- tra i vari posti messi a concorso ed oggetto di valutazione comparativa vi era n. 1 posto presso la Facoltà di Ingegneria; settore scientifico-disciplinare· ING-IND/16 - Tecnologie·e sistemi di lavorazione (deliberazione del 19 giugno 2008) i cui requisiti erano indicati nelle seguenti due voci: 1) Impegno scientifico: competenza scientifica riconosciuta a livello internazionale nell'ambito della modellazione dei processi manifatturieri di precision forming, massivi e non, con particolare riferimento alle metodologie di tipo sperimentale e numerico per la qualificazione e modellazione della risposta del materiale; 2) Impegno didattico: l’impegno didattico previsto riguarda gli insegnamenti del settore scientifico disciplinare, sia di base che specialistico.·Numero massimo di pubblicazioni: 15;
- all’art. 5 del bando è detto espressamente che “Sono considerate valutabili ai fini della presente selezione le opere edite entro la data di scadenza del termine di presentazione delle domande; le opere diffuse esclusivamente con modalità elettroniche entro la data di scadenza del bando, se presentate anche nel corrispondente formato cartaceo, potranno, essere valutate senza la necessità di osservare le formalità previste per i lavori a stampa. (…) Dopo la scadenza del termine suddetto non sarà ammessa alcuna integrazione documentale o l'acquisizione di ulteriori pubblicazioni.”;
- all’art. 10 del bando (recante i Criteri di valutazione) è poi detto che: “Le commissioni giudicatrici valutano in primo luogo le pubblicazioni scientifiche, i titoli e il curriculum presentato da ciascun candidato. Per valutare il curriculum complessivo del candidato e le pubblicazioni scientifiche la Commissione tiene in considerazione i seguenti criteri:
originalità e innovatività della produzione scientifica e rigore metodologico;
apporto individuale del candidato, analiticamente determinato nei lavori in collaborazione;
congruenza della attività del candidato con le discipline ricomprese nel settore scientifico-disciplinare per il quale è bandita la procedura ovvero con tematiche interdisciplinari che le comprendano;
rilevanza scientifica della collocazione editoriale delle pubblicazioni e loro diffusione all'interno della comunità scientifica;
continuità temporale della produzione scientifica, anche in relazione alla evoluzione delle conoscenze nello specifico settore scientifico-disciplinare.
Per i fini di cui al presente articolo la Commissione farà anche ricorso; ove possibile a parametri riconosciuti in ambito scientifico internazionale.”;
- nel verbale n. 1 della seduta del 22 aprile 2010 si legge che la Commissione “stabilisce le modalità e i criteri di valutazione come segue:
Per la valutazione del curriculum complessivo del candidato e delle pubblicazioni scientifiche: ex art. 4, comma 2, del D.P.R. 117/2000:
originalità e innovatività della. produzione scientifica e rigore metodologico;
apporto individuale del candidato, analiticamente determinato nei lavori in collaborazione;
congruenza dell'attività del candidato con le discipline ricomprese nel settore scientifico disciplinare per il quale è bandita la procedura ovvero con le tematiche interdisciplinari che le comprendano;
rilevanza scientifica della collocazione editoriale delle pubblicazioni e loro diffusione all'interno della comunità scientifica;
continuità temporale della produzione scientifica, anche in relazione alla evoluzione delle conoscenze nello specifico settore scientifico-disciplinare ex art. 4, comma 3, D.P.R. 117/2000;
ai fini della valutazione comparativa si farà anche ricorso, ove possibile, a parametri riconosciuti in ambito scientifico nazionale e internazionale.
Per i lavori in collaborazione, l'apporto individuale del candidato, ove non risultasse dal testo della pubblicazi.one, sarà determinato in base ad una dichiarazione debitamente firmata dagli estensori dei favori sull'apporto dei singoli coautori. In assenza di tale dichiarazione, il contributo sarà considerato paritetico fra i vari autori.
Costituiscono, in ogni caso, titoli da valutare specificamente ai sensi dell'art. 4, comma 4, del D.P.R. 117/2000:
l'attività didattica svolta anche all'estero;
i servizi prestati negli Atenei e negli enti di ricerca, italiani e stranieri;
l'attività di ricerca, comunque svolta, presso soggetti pubblici e privati, italiani e stranieri;
i titoli di dottore di ricerca e la fruizione di borse di studio finalizzate ad attività di ricerca;
il servizio prestato nei periodi di distacco presso i soggetti di cui all'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297;
l'organizzazione, fa direzione e il coordinamento di gruppi di ricerca;
il coordinamento di iniziative in campo didattico e scientifico svolte in ambito nazionale ed internazionale.”;
- nel verbale n. 2 del 10 giugno 2010 la Commissione da atto che, dopo alcune rinunce da parte di alcuni candidati, i concorrenti sono i professori Guido Berti, Stefania Bruschi e Wilma Polini i quali, rivestendo tutti la qualifica di professore associato, non debbono sostenere la prova di didattica. Il verbale si chiude con la indicazione che nessuno dei tre candidati ha inviato un numero di pubblicazioni superiore a quello consentito dal bando, disponendo, identicamente per ciascun candidato che “Si procede quindi all'esame dei titoli e delle pubblicazioni ai fini della formulazione dei singoli giudizi da parte degli stessi commissari; poi, ciascun commissario formula il proprio giudizio individuale e la Commissione quello collegiale. I giudizi dei singoli commissari e quello collegiale sono allegati al presente verbale quale sua parte integrante (Allegato B)”.
6. – Descritto quanto sopra il Collegio passa a verificare (giammai a valutare, per quanto verrà poi rammentato) i giudizi espressi dai commissari con riferimento ai titoli presentati dal professor Berti in quanto essi evidenziano una realtà ben diversa rispetto a quella rappresentata dall’appellante nonché nella perizia di parte prodotta.
Ed infatti (per come risulta dalla lettura del surrichiamato allegato B):
- il professor Giuseppe Giorleo conclude la propria analisi affermando che “Le 15 pubblicazioni riguardano il periodo temporale 1993-2008. Dalla loro analisi risulta che le 8 pubblicazioni meno recenti, che riguardano il periodo 1993-2002, appaiono di discreto interesse scientifico, anche se evidenziano elementi di ripetitività. Le 7 pubblicazioni più recenti riguardano il periodo 2004-2008, in particolare nessun lavoro è pubblicato nel 2007 e uno solo è nel 2008. Queste 7 pubblicazioni mostrano una limitato valore scientifico. Nel complesso la produzione scientifica evidenziata dalle 15 pubblicazioni presentate, che riguardano l'arco temporale 1993-2008, si caratterizza per una non sufficiente continuità quantitativa e qualitativa, con particolare riferimento agli ultimi anni esaminati”, ritenendo “che la produzione scientifica del candidato dovrebbe essere caratterizzata da maggiore continuità temporale e da un più alto livello qualitativo”;
- il professor Gianfranco Passananti sottolinea che “Per quanto riguarda l'originalità e la rilevanza dei risultati ottenuti nelle pubblicazioni presentate, è da rilevare che, mentre queste due caratteristiche possono pienamente essere riconosciute nei primi lavori (con riferimento alle date di pubblicazione), in particolare in quelli pubblicati sino al 2002 e specificamente nei tre lavori datati·2001, nei lavori più recenti sia l'originalità che, soprattutto, il livello scientifico lasciano alquanto perplessi”, ritenendo quindi “che la produzione scientifica del candidato Guido Berti manchi di continuità temporale e qualitativa, fattore che appare rilevante in quanto riguarda il periodo più recente”;
- il professor Vincenzo Tagliaferri segnala come “L'analisi delle pubblicazioni presentate pone in evidenza: un'attività scientifica discreta in un ambito tematico non ampio ma coerente con il settore di riferimento; un calo di produttività e di originalità del lavoro scientifico dal 2006. Sulla base dei giudizi espressi, si ritiene che la produzione scientifica del candidato dovrebbe essere caratterizzata da maggiore continuità temporale e da un più alto livello qualitativo.”;
- il professor Agostino Villa considera che “Dall'analisi delle pubblicazioni si nota che quelle precedenti al 2003 appaiono di sicuro interesse, con qualche spunto di originalità. In quelle degli anni successivi il livello scientifico dei risultati ottenuti non è di pari livello. Inoltre la documentazione non evidenzia una sufficiente continuità, soprattutto con riferimento alla produzione degli ultimi anni.”;
Il giudizio collegiale assume quindi la seguente portata:
- sulle pubblicazioni presentate “Le 15 pubblicazioni scelte dal candidato riguardano tematiche proprie del settore scientifico disciplinare oggetto della presente valutazione comparativa, evidenziano alcuni spunti originali e alcune sono state presentate in sedi internazionali di buon valore scientifico, anche se, prevalentemente, si concentrano su una sola area tematica: le lavorazioni per deformazione plastica. In mancanza di dichiarazioni esplicite in senso contrario, l'apporto individuale del candidato è considerato paritetico a quello degli altri coautori. Queste 15 pubblicazioni riguardano il periodo temporale 1993-2008. Dalla loro analisi, risulta che le 8 pubblicazioni meno recenti, che riguardano il periodo 1993-2002, appaiono di buon interesse scientifico, pur evidenziando elementi di ripetitività. Le 7 pubblicazioni più recenti sono relative al periodo 2004-2008 e si osserva che nessun lavoro è stato pubblicato nel 2007 e uno solo nel 2008. Queste 7 pubblicazioni più recenti scelte dal candidato mostrano· un limitato interesse scientifico. Nel complesso la produzione scientifica evidenziata dalle 15 pubblicazioni presentate, che riguardano l'arco temporale 1993-2008, si caratterizza per una non sufficiente continuità quantitativa e qualitativa, con particolare riferimento agli ultimi anni esaminati.”;
- sugli altri titoli i commissari hanno valutato che: “Le oltre 80 pubblicazioni elencate dal candidato sono tutte in collaborazione e sono pertinenti il settore scientifico d'interesse. Buona parte di esse si concentrano sull'unico dominio tecnologico della lavorazione per deformazione plastica massiva. Esiste, inoltre, una netta discontinuità fra un primo periodo, (sino a circa il 2004), durante il quale la frequenza delle pubblicazioni è stata elevata, e gli ultimi anni, caratterizzati da sensibile riduzione delle pubblicazioni nonché del loro interesse scientifico. (…)”
- per poi concludere che “Sulla base di quanto sin qui detto, la Commissione ritiene collegialmente che l'attività di ricerca e la produzione scientifica del candidato Guido Berti non sono caratterizzate dalla necessaria continuità temporale e qualitativa. Non sono inoltre documentate adeguate esperienze di coordinamento di attività e di gruppi di ricerca”.
7. – Sulla scorta di quanto si è potuto verificare in base alla documentazione presente in atti, quel sicuro giudizio di valore, non considerato dalla Commissione, che doveva essere attribuito ai titoli a suo tempo prodotti dall’appellante non sembra essere confermato in virtù dell’approfondito scrutinio effettuato dai componenti della Commissione, il cui risultato si pone ben al di là di quanto sostenuto sia nel ricorso di primo grado che in quello proposto in grado di appello dal professor Berti e asseritamente emergente dalla perizia di parte presentata. Ciò conduce ad affermare che l’appellante, non riuscendo a scardinare in sede giudiziale il giudizio non favorevole sviluppato dalla Commissione nella valutazione dei titoli prodotti, non si pone nella condizione processuale di poter ottenere alcun vantaggio dalla eventuale fondatezza delle censure dedotte nei confronti dei giudizi espressi dai componenti della Commissione con riguardo alle altre due concorrenti.
Peraltro, sia nel ricorso di primo grado sia in sede di appello, l’appellante non ha dato dimostrazione che i componenti della Commissione abbiano effettuato una operazione di discriminazione tra i titoli presentati da tutti i candidati sottoposti a valutazione, esprimendo puntualmente il loro giudizio con modalità analitiche per ciascun candidato, per come emerge chiaramente nell’allegato B.
D’altronde va rimarcato che, secondo la giurisprudenza della Sezione, “nella valutazione dei titoli e delle pubblicazioni occorre la valutazione non di ogni singolo titolo o pubblicazione, ma solo di quelli costituenti espressione di una significatività scientifica rilevante ai fini del giudizio di piena maturità scientifica del candidato. Infatti, il senso della previsione sul carattere analitico della valutazione da compiere dalla commissione non può che essere quello di imporre alla stessa di tenere, bensì, conto di tutti i dati curriculari indicati dai candidati (titoli e pubblicazioni), ma di sceverare - ovviamente, secondo percorsi logici coerenti e di congruo apprezzamento scientifico - i dati rilevanti al fine della compiuta valutazione della maturità scientifica dei candidati (...) da quelli non significativi (...) e di esprimere il giudizio sui dati così (motivatamente) enucleati” (così, testualmente, Cons. Stato, Sez. VI, 7 giugno 2016 n. 2423).
Sotto altro profilo, va pure evidenziato che con la valutazione comparativa non vi sono valutazioni sostanzialmente diverse da quelle che caratterizzato una ordinaria procedura concorsuale, in cui ciascun candidato è valutato singolarmente e all'esito delle singole valutazioni si redige un ordine di graduatoria.
La valutazione comparativa non implica affatto un "confronto a coppie" in cui ciascun candidato vada comparato di volta in volta e singolarmente con tutti gli altri.
8. - Tornando alle censure riproposte nella sede di appello aventi ad oggetto la deduzione del vizio di eccesso di potere nei confronti del giudizio espresso sulle altre due concorrenti dalla commissione, che non avrebbe considerato la inammissibilità di alcuni dei titoli presentati da costoro, vale la pena brevemente ribadire come, ai fini della indagine sul vizio di eccesso di potere la violazione della regola dell'uniformità del criterio di giudizio deve emergere dalla documentazione con assoluta immediatezza, sicché le valutazioni concrete risultano viziate solo quando appaiono inspiegabili e ingiustificabili, così da far dubitare che esse siano frutto di elementari errori ovvero il risultato di criteri volti al raggiungimento di finalità estranee a quella della obiettività della valutazione (si veda, per tutte, Cons. Stato, Sez. VI, 20 febbraio 2014 n. 838).
Dalla lettura delle valutazioni commissariali riportate nei verbali e nell’allegato annesso, emerge immediatamente che la commissione ha formulato una chiara "scala di valori". Le due concorrenti dell’appellante hanno infatti conseguito, nelle valutazioni sia individuali che collegiali, giudizi nitidamente superiori a quelli riportati dall'appellante.
In particolare per quanto riguarda la professoressa Bruschi:
- la Commissione ha rilevato che “Dall'analisi delle pubblicazioni emerge in modo chiaro che la candidata ha raggiunto un elevato livello di maturità scientifica, attestato da risultati, originali e di elevata valenza scientifica, raggiunti in tutte le tematiche di ricerca trattate e, in particolare, nel dominio delle tecnologie e dei sistemi per il "net-shape forming" per il quale si apprezzano approcci originali nei quali si integrano tecniche sperimentali e numeriche. Nella sua globalità, l'attività scientifica si è svolta con elevato carattere di continuità e andamento crescente in tutto il periodo coperto dalle pubblicazioni presentate (dal 2000 al 2008)”;
- per poi concludere, all’unanimità, all’esito della valutazione degli altri titoli che la candidata avesse “raggiunto una piena maturità scientifica”;
Quanto alla professoressa Polini:
- per quanto concerne la valutazione delle pubblicazioni la commissione ha considerato che “La candidata mostra di aver ottenuto importanti risultati scientifici in particolare per quanto riguarda la pianificazione del ciclo di ispezione con macchina di misura a coordinate, la progettazione ottimale delle tolleranze di particolari meccanici ed aeronautici, lo sviluppo di tecnologie innovative, quali il plasma freddo ed il filament winding robotizzato, per i quali la rilevanza scientifica dei risultati ottenuti è particolarmente apprezzata. A tale proposito si segnalano i risultati ottenuti nel settore della configurazione automatica della sonda touch frigger di una macchina di misura a coordinate che prende in considerazione il volume della sonda stessa, della previsione degli scostamenti dal nominale di pezzi meccanici attraverso modelli analitici o statistici, della tecnologia del plasma freddo per il trattamento delle superfici al fine di ridurre la quantit