#2596 Consiglio di Stato, Sez. VI, 1 agosto 2017, n. 3844

Limite collocamento a riposo professori ordinari e associati-Professore associato stabilizzato

Data Documento: 2017-08-01
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Massima

I docenti incaricati stabilizzati, divenuti professori associati, non possono cumulare il beneficio della permanenza in servizio per un ulteriore biennio con lo speciale regime di favore per essi previsto dall’art. 2 della legge 7 agosto 1990, n. 239. Non può godere, infatti, del beneficio della permanenza in servizio per un ulteriore biennio previsto dall’art. 16 del d. lgs. 30 dicembre 1992, n. 503,  colui che ha già usufruito del beneficio concesso dall’art. 2 della legge  7 agosto 1990, n. 239, che prevede la possibilità di permanere in servizio fino all’età di 70 anni (Cfr. Cons. Stato, Sez. VI, 10 maggio 2013, n. 2539).

Contenuto sentenza
N. 03844/2017 REG.PROV.COLL.
N. 01611/2010 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1611 del 2010, proposto dal prof. Augusto Viana, rappresentato e difeso dagli avvocati Marcello Vignolo e Massimo Massa, con domicilio eletto presso lo studio Antonia De Angelis in Roma, via Portuense, 104;
contro
Università degli studi di Cagliari e Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliataria in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per la riforma
della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna, sezione I, n. 1615/2009, resa tra le parti, concernente collocamento a riposo professore universitario.
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Università degli studi di Cagliari e del Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza del giorno 14 aprile 2016 il consigliere Andrea Pannone e uditi per le parti gli l’avvocato Massimo Massa e l’avvocato dello Stato Gabriella D’Avanzo;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. Il ricorrente, oggi appellante, Viana, nato il 13 maggio 1939, è professore associato confermato per il settore scientifico disciplinare SECS-P/12 – storia economica – area 13 – scienze economiche statistiche, ed è in servizio presso l’Università di Cagliari – Facoltà di economia.
Il 27 febbraio 1997 il ricorrente aveva esercitato la facoltà attribuitagli dall’articolo 16 del decreto legislativo 503/1992 di prolungamento del servizio per due anni oltre l’età pensionabile.
Con decreto rettorale del 10 marzo 1997 la domanda è stata accolta, con mantenimento in servizio attivo nella sua qualità di professore associato fino al 31 ottobre 2011, ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 503/1992 (decorrenza del biennio supplementare dall’1/11/2009).
Senonché con il provvedimento impugnato del 25 giugno 2008, n. 870 il rettore ha revocato il precedente provvedimento favorevole, disponendo il collocamento a riposo per raggiunti limiti di età del ricorrente a decorrere dal 1° novembre 2009; ciò in considerazione di una pronuncia del Consiglio di Stato n. 3204/2000 che prevede la non applicabilità dell’articolo 16 d.lgs. 503/1992 ai professori associati già incaricati stabilizzati.
2. La sentenza impugnata ha rigettato il ricorso perché: “La facoltà di proroga biennale, di cui all’art. 16 del d.lg. n. 503 del 30 dicembre 1992 si deve intendere riferita al limite di collocamento a riposo stabilito ordinariamente per ciascuna categoria di personale, e non invece a quei limiti più elevati fissati da norme speciali per determinati dipendenti; conseguentemente, tale facoltà non può essere riconosciuta ai professori incaricati stabilizzati, poi divenuti associati, che, in deroga alla disciplina generale sul collocamento a riposo per i professori associati al compimento del sessantacinquesimo anno, possono rimanere in servizio sino al termine dell’anno accademico in cui compiono il settantesimo anno di età”.
3. Propone ricorso in appello l’interessato deducendo:
a) violazione degli artt. 7 e 8 I. 241/1990 per omessa comunicazione dell’avvio del procedimento.
b) violazione dell’art. 21 nonies I. 241/1990 e dei principi in materia di autotutela amministrativa - mancata considerazione dell’interesse del privato - mancata individuazione dell’interesse pubblico - difetto di comparazione tra i due interessi - violazione del principio di affidamento del privato - violazione del principio del ragionevole termine per l’adozione del provvedimento in autotutela - violazione dell’art. 3 I. 241/1990 - difetto e/o irragionevolezza della motivazione - difetto d’istruttoria - eccesso di potere per sviamento — violazione dell’art. 97 Cost.
c) erroneità, incongruenza contraddittorietà della motivazione - erroneità dei presupposti - eccesso di potere per sviamento, per ingiustizia manifesta.
d) violazione e falsa applicazione dell’art. 16 del d.lgs. 503/92 e di ogni altra norma e principio in materia di diritto al prolungamento del servizio di ruolo. Violazione dell’art. 12 delle disp. prel c.c. e di ogni altra norma e disposizione in materia di interpretazione della legge.
4. Il ricorso in appello non può trovare accoglimento perché, al di là di tutte le censure formulate, finalizzate al ripristino della situazione preesistente l’annullamento disposto con il provvedimento impugnato, “I docenti incaricati stabilizzati divenuti professori associati, non possono cumulare il beneficio della permanenza in servizio per un ulteriore biennio con lo speciale regime di favore per essi previsto dall’art. 2 della legge n. 239 del 1990. Non può godere, infatti, del beneficio della permanenza in servizio per un ulteriore biennio previsto dall’art. 16 del d. lgs. n. 503 del 1992, colui che ha già usufruito del beneficio concesso dall’art. 2 della legge n. 239 del 1990, che prevede la possibilità di permanere in servizio fino all’età di 70 anni” (Cons. Stato, VI, maggio 2013, n. 2539).
5. Sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese di giudizio.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 14 aprile 2016 con l’intervento dei magistrati:
Sergio Santoro, Presidente
Giulio Castriota Scanderbeg, Consigliere
Dante D'Alessio, Consigliere
Andrea Pannone, Consigliere, Estensore
Vincenzo Lopilato, Consigliere
Pubblicato il 01/08/2017