#3800 Consiglio di Stato, Sez. III, 11 giugno 2018, n. 3453

Data Documento: 2018-06-11
Autori:
Autorità Emanante:
Area: Giurisprudenza
Contenuto sentenza
N. 03453/2018REG.PROV.COLL.
N. 04598/2017 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 4598 del 2017, proposto dal signor Luigi Guerriero, rappresentato e difeso dall'avvocato Mario Rosario Spasiano, con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Aristide Police in Roma, via di Villa Sacchetti, n. 11; 
contro
Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in persona del Ministro p.t., ed il Politecnico di Torino, in persona del Rettore p.t. rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliati in Roma, via dei Portoghesi, n. 12; 
per l’esecuzione
della sentenza del Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 2886/2015, resa tra le parti.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Politecnico di Torino e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 3 maggio 2018 il Cons. Oreste Mario Caputo;
nessuno è comparso per le parti;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. Il prof. Guerriero ha proposto il giudizio d’ottemperanza della sentenza Cons. Stato, sez. VI, n. 2886/2015, d’annullamento del decreto rettorale n. 156 del 6 giugno 2011, con cui sono stati approvati gli atti della commissione giudicatrice della valutazione comparativa – indetta con decreto rettorale n. 141 del 19 giugno 2008 – per la copertura di un posto di professore universitario di ruolo di prima fascia Settore Scientifico-disciplinare: ICAR/19 Restauro (codice interno 03/08/S) presso il Politecnico di Torino.
Alla camera di consiglio del 3 maggio 2018 la causa, su richiesta delle parti, è stata trattenuta in decisione.
2. A fondamento della domanda, il ricorrente sostiene che i provvedimenti di accettazione delle rinunce presentate dai membri della commissione giudicatrice – nominata per rinnovare la valutazione comparativa e dare esecuzione alla sentenza – sarebbero illegittimi, in quanto adottati in violazione o elusione del giudicato.
2.1 Secondo il ricorrente, in violazione dell’art. 3, comma 12, del d.P.R. 117/2000, il Politecnico di Torino non avrebbe compiuto “alcuna attività istruttoria volta ad accertare le motivazioni documentate delle dimissioni e rinunzie” , integranti, complessivamente considerate, un comportamento “evidentemente dilatorio, privo di qualsiasi giustificazione giuridica, manifestamente elusivo della sentenza del Consiglio di Stato, in violazione dei più elementari principi che regolano l’obbligo di conclusione del procedimento amministrativo”.
3. Il motivo è infondato.
3.1 L’Ateneo resistente ha analiticamente indicato le comunicazioni di rinuncia presentate dai docenti, tutte motivate e, in parte, confortate d’attestazione medica sulla patologia accusata ostativa allo svolgimento dell’incarico di commissario.
3.2 Con i provvedimenti di accettazione, l’Ateneo ha preso atto degli elementi e delle circostanze dichiarate dai commissari rinunciatari, che non sono state oggetto di specifica contestazione da parte del ricorrente..
4. Né sussiste la lamentata violazione dell’art. 3, comma 12, del d.P.R. 117/2000, come interpretato da Cons. Stato, sez. II, 22 ottobre 2015 n.1550, avente ad oggetto il parere sullo “Schema di regolamento recante modifiche al D.P.R. 14 settembre 2011, n. 222, concernente il conferimento dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso al ruolo dei professori universitari, a norma dell’articolo 16 della legge 30 dicembre 2010, n. 240”.
4.1 L’affermazione contenuta nel parere – che “Per assicurare il più possibile continuità nei lavori, viene prescritto, con norma «propulsiva», che le dimissioni da componente della commissione per sopravvenuti impedimenti devono essere adeguatamente motivate ed hanno in ogni caso effetto a decorrere dal decreto direttoriale di “eventuale” accettazione” – non è applicabile alla fattispecie in esame.
4.2 Il parere si riferisce alle dimissioni da un componente della commissione, ossia a quelle presentate da un membro della commissione di valutazione durante i lavori dell’organo collegiale, situazione non assimilabile a quella in cui la rinuncia a svolgere l’incarico di membro sia dichiarata prima che la commissione cominci i propri lavori.
4.3 Inoltre, la nomina nella commissione per l’abilitazione scientifica nazionale (ASN) dà luogo ad una fattispecie del tutto diversa da quella relativa alle nomine dei componenti delle commissioni di concorso per le valutazioni comparative disciplinate dalla l. 210/1998 e dal d.P.R. 117/2000.
La commissione per l’ASN è determinata a livello nazionale e, per parteciparvi in qualità di membro, ai sensi dell’art. 6, comma 2 del d.P.R. 95/2016, è lo stesso docente interessato a dover presentare domanda.
La formazione delle commissioni per le valutazioni comparative è invece disciplinata dal d.l. 180/2008, convertito con modificazioni con l. 1/2009, e dal decreto ministeriale n. 139 del 27 marzo 2009, per i quali sono formate liste di docenti, dalle quali vengono sorteggiati i membri delle commissioni.
L’inserimento dei professori nelle liste dei membri sorteggiabili non prevede alcuna iniziativa del singolo docente, che, pertanto, ove sorteggiato, può essere nominato quale commissario da un Ateneo senza, tuttavia, che egli abbia espresso alcuna intenzione al riguardo.
E’ stato così previsto un ‘automatismo procedurale di nomina’ che, anche per salvaguardare la professionalità del professore sorteggiato, comporta la possibilità di motivata rinuncia dall’incarico.
Simmetricamente, la normativa sulla formazione delle commissioni per l’abilitazione scientifica nazionale prevede, espressamente, la possibilità per i commissari di chiedere al proprio Ateneo un esonero dall’ordinaria attività didattica (art. 6, comma 11 del d.P.R. 95/2016).
Tale possibilità non è prevista per la partecipazione alle commissioni dei singoli concorsi di Ateneo, rispetto alla quale, in sede di individuazione dei commissari, non è stata prevista una previa manifestazione di volontà da parte del docente
5. Con altro motivo di ricorso, il ricorrente deduce l’illegittimità del decreto n. 232 del 4 maggio 2017, che ha disposto la sospensione della valutazione comparativa in questione, poiché sarebbero violate “le esclusive competenze rettorali e ministeriali in materia.”
La censura non è fondata.
Il Rettore, con il provvedimento impugnato, s’è limitato a sospendere gli atti della commissione da egli stesso nominata per l’esame preliminare delle istanze di ricusazione dei membri, presentate dai candidati proff. Bartolozzi e Guerriero, al fine d’acquisire il previo parere non vincolante dell’organo collegiale.
Così disponendo, il Rettore ha prudentemente dato seguito ad una prassi consolidata, disciplinata fra l’altro dall’art. 5, comma 6, del Regolamento di Ateneo, tanto più doverosa in ragione del contenzioso pendente con il ricorrente, autore delle istanze di ricusazione.
6. Con altro motivo di ricorso, il ricorrente lamenta l’illegittimità degli atti relativi al nuovo concorso sul medesimo settore scientifico-disciplinare (Icar/19), bandito con il D.R. 680 del 13 dicembre 2016 e conclusosi con il D.R. n. 334 del 6 giugno 2017 di approvazione degli atti e di individuazione del candidato maggiormente qualificato.
7. Il motivo è infondato.
7.1 La procedura concorsuale bandita con l’atto del 13 dicembre 2016 è diversa da quella per cui è causa, tant’è che il ricorrente non ha presentato domanda di partecipazione al concorso, verosimilmente per il mancato possesso del requisito dell’Abilitazione Scientifica Nazionale alla data di scadenza del concorso.
8. Conclusivamente il ricorso deve essere respinto.
9. Sussistono giustificati motivi, individuabili nella complessità della situazione di fatto sottesa all’esecuzione della sentenza da ottemperare, per compensare le spese della presente fase di giudizio.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) respinge il ricorso n. 4598 del 2017.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 3 maggio 2018, con l'intervento dei magistrati:
Luigi Maruotti, Presidente
Vincenzo Lopilato, Consigliere
Marco Buricelli, Consigliere
Francesco Mele, Consigliere
Oreste Mario Caputo, Consigliere, Estensore

Pubblicato il 7/06/2018