Divieto di iscrizione contemporanea a due corsi di laurea: la Camera approva all’unanimità la modifica all’art. 142 R.d. 1592/1933


A conclusione di un lungo iter, avviato nel marzo 2018, la Camera dei Deputati ha espresso unanimemente voto favorevole al testo unificato che introduce la “Modifica all’articolo 142 del testo unico di cui al regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592. Soppressione del divieto di iscrizione contemporanea a diverse università, a diverse facoltà o scuole della stessa università e a diversi corsi di laurea o diploma della stessa facoltà o scuola”.
Si tratta di una importa novità, che pone fine al rigoroso divieto introdotto nei primi anni Trenta e che, finora, aveva trovato qualche spiraglio di deroga solo grazie ai cosiddetti “double degree“, ossia quei corsi di studio che conducono a un doppio titolo, valido sia in Italia, sia nei Paesi di appartenenza delle università estere coinvolte nel partenariato.
Fermo restando che non sarà comunque consentita “l’iscrizione contemporanea a due corsi di laurea o di laurea magistrale appartenenti alla stessa classe, né allo stesso corso di master, neanche presso due diverse università, scuole o istituti superiori ad ordinamento speciale”, oltre alle norme relative alla “Facoltà di iscrizione contemporanea a due corsi di istruzione universitaria” (art. 1), estese anche alle università e istituzioni dell’alta formazione artistica (art. 2), il disegno di legge ora trasmesso al Senato prevede anche un’importante garanzia per il diritto allo studio.
L’art. 3 del D.l. approvato nel testo unificato, infatti, dispone che lo studente che si iscrive contemporaneamente a due corsi di studio possa beneficiare degli strumenti e dei servizi a sostegno del diritto allo studio per una sola iscrizione “eletta dallo studente medesimo”, limitazione che, però, non ricade sull’esonero, totale o parziale, dal versamento del contributo onnicomprensivo annuale che, in presenza dei requisiti previsti, si applicherà comunque a entrambe le iscrizioni.
Fra le norme programmatiche, è previsto l’impegno del MUR ad adottare – previa acquisizione dei pareri di CUN, CRUI e del CNSU – un decreto attuativo che disciplini le modalità per facilitare la contemporanea iscrizione agli studenti , “con particolare attenzione per i corsi che richiedono la frequenza obbligatoria, e per favorire il conseguimento, sulla base di apposite convenzioni, presso due università, scuole o istituti superiori ad ordinamento speciale, di cui almeno un’istituzione italiana, di titoli finali doppi o congiunti”.
Un altro decreto, verosimilmente, dovrà essere adottato per stabilire i criteri in base ai quali sarà consentita l’iscrizione contemporanea a due corsi universitari con accesso a numero programmato a livello nazionale, ferme restando le aree di autonomia delle università.
I risultati della riforma saranno oggetto di “Monitoraggio e valutazione dell’impatto” (art. 5) a partire dalla conclusione del terzo anno accademico successivo a quello in corso alla data di (eventuale) entrata in vigore della legge, e dovrà basarsi anche sui rapporti che le università e le istituzioni dell’AFAM trasmettono annualmente al Ministero dell’università e della ricerca.
QUI il testo completo del ddl 2415__364397