Corsi di laurea a numero programmato: ammissione ad anni successivi al primo. Fra limiti di partecipazione e discrezionalità tecnica


Con sentenza n. 198 del 3 marzo 2021, il TAR Emilia Romagna ha avuto modo di pronunciarsi in ordine al potere discrezionale delle singole università in materia di fissazione dei requisiti di partecipazione alle procedure concorsuali pubbliche.

Benché il D.M. MIUR n. 218 del 16/6/2020 (avente ad oggetto “Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in lingua italiana ad accesso programmato a livello nazionale a.a. 2020/2021″) in alcun modo preveda limitazioni all’iscrizione per i candidati già laureati, ma attualmente iscritti ad alcun corso di laurea universitario, risulta del tutto ragionevole che le singole università possano escludere dalla procedura di ammissione al corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia per l’anno accademico 2020/2021, ad anni successivi al primo tramite procedura di riconoscimento dei crediti coloro che abbiano già conseguito la laurea, in modo da consentire detta iscrizione agli anni successivi al primo ai candidati che – pur essendo regolarmente iscritti ad un corso di laurea universitario – non abbiano ancora raggiunto tale obiettivo.

Trattandosi di poteri largamente discrezionali, gli stessi possono perciò essere sottoposti esclusivamente a sindacato estrinseco o debole.

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