Concorsi: requisito della vicinanza temporale del completamento del percorso formativo post-universitario


Con sentenza n. 6549 del 3 giugno 2021, la sez. III ter del TAR Lazio ha stabilito che, in sede di concorso pubblico, qualora sia prevista una valutazione dei titoli e il bando non disponga l’esclusione dalla valutazione del curriculum i titoli di dottorato di ricerca conseguiti da oltre dieci anni, ma si limiti a prevedere, quale criterio aggiuntivo al possesso del titolo di dottore di ricerca, il requisito “della vicinanza temporale del completamento del percorso formativo post-universitario”, è illegittima la decisione della Commissione di prendere in considerazione solo i dottorati di ricerca conseguiti da meno di dieci anni.

Secondo il giudicante, infatti, dall’art. 1, comma 633, della l. 27.12.2017 n. 2015, non può desumersi la non valutabilità dei titoli di dottore di ricerca conseguiti da oltre dieci anni. La citata disposizione della legge di bilancio 2018 si limita ad incrementare il fondo per il finanziamento ordinario delle università al fine di sostenere “l’accesso dei giovani alla ricerca, l’autonomia responsabile delle università e la competitività del sistema universitario e della ricerca italiano a livello internazionale”.
Nel caso di specie, il CNR nel bando aveva inteso introdurre un criterio di favor per i giovani ricercatori, valorizzando la vicinanza temporale del conseguimento del dottorato, senza però discriminare o peggio non valutare i dottorati conseguiti in epoca più risalente. Come condivisibilmente rilevato dalla ricorrente, infatti, una simile impostazione finirebbe per vulnerare il principio meritocratico dell’accesso alle cariche pubbliche e porterebbe all’assurda conseguenza di premiare il candidato che abbia impiegato il doppio o il triplo degli anni a conseguire il dottorato di ricerca, mentre il bando attribuiva preferenza al candidato più giovane solo a parità di competenze.

Il testo completo della sentenza qui.