Chiamata dei professori e procedura comparativa: il TAR Lazio torna sugli oneri motivazionali.


Con sentenza n. 8948 del 26 luglio 2021, il TAR Lazio è tornato a pronunciarsi in tema di procedura di selezione per un posto di professore di ruolo di I fascia ai sensi dell’art. 18 co. 4 l. 240/2010.

Dopo aver ribadito che, nel contesto dell’impugnazione degli atti relativi a tali procedure, non può disporsi una c.t.u. o verificazione, poiché i giudizi conservano un margine ineliminabile di soggettività, il sindacato dovrà limitarsi a riscontrare eventuali elementi di macroscopica irragionevolezza, di arbitrio o di violazione del principio della par condicio tra i concorrenti, il giudice laziale ha affermato che laddove i giudizi sintetici collegiali dei due candidati siano entrambi ampiamente elogiativi, ma sostanzialmente sovrapponibili, la motivazione deve essere più ampia per permettere di capire quali sono gli elementi che fanno pendere la decisione a favore di uno dei concorrenti.

Nel caso di specie, la valutazione complessiva finale in base alla quale è stato proposto il controinteressato come vincitore della selezione era identica nella prima parte e differiva solo nell’ultimo capoverso, che descrive le caratteristiche dei settori di più rilevante impegno professionale dei due candidati, circostanza da cui il TAR ha desunto l’impossibilità di ricavare alcun elemento che esplicitasse perché fosse preferibile il controinteressato “vincitore”.

Ha quindi proceduto ad annullare gli atti della procedura, per difetto di motivazione, disponendo il rinnovo delle procedure di valutazione.

Il testo completo della sentenza qui.