Concorso per il conferimento di assegni di ricerca e necessità, da parte della Commissione, di tradurre in termini quantitativi i criteri di valutazione fissati dal bando


Con sentenza del 12 maggio 2021, n. 5868, il TAR Lazio, Roma, Sez. III, ha chiarito, nell’ambito di un concorso per il conferimento di un assegno di ricerca, che è illegittimo il giudizio finale nel caso in cui la Commissione abbia omesso di tradurre in termini quantitativi i criteri di valutazione fissati dal bando.

Infatti, nel caso di specie, a fronte di apposita censura della ricorrente, il giudice amministrativo ha ritenuto che mancasse la “determinazione del quantum di incidenza del singolo criterio o indicatore nell’attribuzione del punteggio; ovvero, in via di ulteriore semplificazione, quanto ciascun criterio abbia pesato nell’attribuire un determinato punteggio ad ogni candidato e in che modo, in ultima analisi, il criterio stesso si sia trasformato in punteggio“.

Determinazione, questa, che appare invece essenziale. Infatti, “solo allorché i criteri di valutazione di elaborati concorsuali nonché dei titoli presentati dai concorrenti ad una procedura concorsuale intesa all’attribuzione di utilità di provenienza pubblica – e cioè non solo di conferimento di posti di pubblico impiego ma anche di contratti di ricerca – siano analitici e dettagliati, il giudizio finale può essere espresso con un punteggio, il quale rappresenta l’espressione sintetica e quasi aritmetica del giudizio di merito. Viceversa là dove, come nella specie, il bando di concorso non abbia previsto criteri di attribuzione del punteggio sufficientemente dettagliati ed analitici, può al più sopperire a tale carenza la commissione, dettagliando e parametrando criteri di valutazione espressi nel bando in maniera generica. […] Laddove neppure la Commissione abbia predisposto in sede di primo insediamento, e quindi con un atto di portata preliminare onde garantire la par condicio e l’imparziale trattamento di tutti i candidati, una griglia di criteri di valutazione, o anche di criteri motivazionali che guidino l’organo collegiale valutatore nella concreta assegnazione ad un candidato di un punteggio anziché un altro, il punteggio numerico non è sufficiente a dar conto del giudizio formulato“.

Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma, Sez. III, 12 maggio 2021, n. 5868