Anche il TAR Campania ha affermato, nell’ambito di una procedura di chiamata, che i criteri di valutazione devono essere stabiliti prima che siano noti i nominativi dei candidati


Con sentenza del 24 marzo 2021, n. 1974, il TAR Campania, Napoli, Sez. II, richiamando anche il precedente del TAR Lombardia, Milano, Sez. III, 5 aprile 2019, n. 757, ha chiarito, nell’ambito di una procedura di chiamata, che “la finalità della previa fissazione dei criteri di valutazione è […] quella di operare, in funzione di autolimitazione della sfera di discrezionalità tecnica, un primo livello generale e astratto di valutazione, entro il quale sono destinate a inserirsi le valutazioni concrete nei confronti dei singoli candidati, a garanzia di imparzialità, trasparenza e buona amministrazione“. Secondo il Collegio, “l’adempimento si inquadra, pertanto, nell’ottica della trasparenza dell’attività amministrativa perseguita dal legislatore, il quale pone l’accento anche sulla necessità della determinazione e verbalizzazione dei criteri stessi in un momento nel quale non possa sorgere il sospetto che questi ultimi siano volti a favorire o sfavorire alcuni concorrenti”, aggiungendo altresì che gli stessi devono “essere stabiliti prima che siano noti i nominativi dei candidati, per evitare che possa sorgere il sospetto che i criteri vengano individuati al fine di favorire o penalizzare taluno dei candidati stessi (cfr. appunto, TAR Lombardia, Milano, Sez. III, 5 aprile 2019, n. 757) e, ovviamente, prima dello svolgimento delle prove cui si riferiscono (in tal senso, è richiamata: Cons. Stato, Sez. V, 21 gennaio 2019, n. 495). In mancanza di tale predeterminazione, il sospetto si riverbera […] nello stesso momento della valutazione finale“.

Leggi il testo completo: TAR Campania, Napoli, Sez. II, 24 marzo 2021, n. 1974