Affidamenti in house: inammissibile il ricorso contro la delibera del Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione 1172/2018


Con sentenza n. 1027 del 26 gennaio 2021, il TAR Lazio, sez. I, ha deciso l’inammissibilità del ricorso di un operatore del mercato ICT avverso la Delibera del Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione n. 1172 del 19 dicembre 2018, depositata presso la Segreteria del Consiglio in data 2 gennaio 2019 e successivamente pubblicata nella Sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale, con la quale gli Enti aderenti al Consorzio Interuniversitario Cineca sono stati iscritti nell’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house di cui all’art. 192, comma 1, D.Lgs. 50/2016, in ragione degli affidamenti in house al Consorzio.
Ciò in quanto l’iscrizione nell’Elenco non costituisce un “titolo” abilitativo necessario per procedere ad affidamenti diretti essendo la legittimazione astratta già riconosciuta dal legislatore, il controllo dell’ANAC si esaurisce nel mero “riscontro” della sussistenza dei requisiti di legge, con la conseguenza che l’iscrizione consolida una legittimazione già assicurata dalla presentazione della domanda, ma soprattutto poiché la verifica dell’ANAC si traduce in un provvedimento solo se si conclude con un esito negativo (diniego di iscrizione nell’Elenco o cancellazione dallo stesso), dal momento che solo il provvedimento di “accertamento negativo” è assimilabile a un provvedimento di esercizio del potere inibitorio analogo a quello dell’art. 19 della legge n. 241 del 1990.

Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma, Sez. I, 26 gennaio 2021, n. 1027