Abilitazione scientifica nazionale–Requisiti commissari commissione esaminatrice-Interpretazione articolo 8, comma 3, dm 16 aprile 2012, n. 76


Con sentenza del 13 novembre 2017, n. 5217, il Consiglio di Stato, Sez. VI,  ha chiarito che,  ferma restando l’illegittimità dell’art. 8, comma 8, del dm 16 aprile 2012, n. 76, laddove aveva previsto, con riguardo alla composizione della Commissione giudicatrice, che «… in sede di prima applicazione si prescinde dal requisito della positiva valutazione di cui all’art. 6, comma 7, della Legge… (n. 240)», poiché siffatta deroga transitoria si pone ictu oculi in contrasto con le norme poste in fonti sovraordinate,  pur nella disciplina a regime è, altresì, causa d’illegittimità del citato art. 8 anche il criterio di semplificazione posto dal precedente comma 3, ove, senza alcun riscontro in o legittimazione da tali fonti sovraordinate, il possesso della qualificazione per gli aspiranti commissari richiama sì il criterio di valutazione ex art. 4, co. 4, per i titoli dei candidati, ma non anche quello di cui alla lett. a), cioè quello inerente alle c.d. “mediane” degli indicatori bibliometrici; in tal caso, si ha non solo il paradosso per cui al commissario, per qualificarsi, è richiesto il superamento di una sola mediana —quando al candidato potrebbe anche non bastare il superamento di tutt’e tre per giungere all’abilitazione nazionale e pur tuttavia ambire alla nomina a commissario—, ma soprattutto il ripetuto art. 8 non rispetta il principio ex art. 6, commi da 3 a 5, del d.p.r. 14 settembre 2011, n. 222, per cui possono esser inclusi, nelle liste recanti gli aspiranti commissari, solo i professori di I fascia che soddisfino al massimo i criteri ed i parametri richiesti ai candidati all’abilitazione nazionale per la stessa fascia.

 

Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 13 novembre 2017, n. 5217