Abilitazione scientifica nazionale-Criteri di valutazione diversi e più restrittivi-Obblighi di motivazione, trasparenza e pubblicità


Con la sentenza del 5 aprile 2017, n. 1592, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha  ribadito che, nelle procedure di abilitazione scientifica nazionale, la decisione della commissione esaminatrice di disapplicare o sostituire i criteri valutativi stabiliti in via generale dal d.m. 7 giugno 2012, n. 76, ancorchè ammessa dallo stesso regolamento, esige, per un verso, il rispetto delle forme prescritte dall’art. 3, comma 3, d.m. cit. e, per un altro, un onere motivazionale (anche questo imposto dalla citata disposizione regolamentare) particolarmente intenso.

A fronte, infatti, della regolazione normativa del contenuto dei criteri valutativi dei titoli e delle pubblicazioni nelle procedure di abilitazione per l’accesso alle funzioni di professore di prima fascia, la diversa scelta, da parte della Commissione, di parametri diversi e più restrittivi (come nella fattispecie in esame) postula sia la pubblicazione di tale decisione sul sito del Ministero e su quello dell’Università a cui è riferita la procedura, per assicurane trasparenza e conoscibilità, sia, e soprattutto, la puntuale e convincente enunciazione delle ragioni assunte a fondamento della decisione di utilizzare coordinate valutative differenti, ulteriori o sostitutive, rispetto a quelle previste, in via generale e astratta, dal regolamento ministeriale che ha compendiato la disciplina dello scrutinio della qualificazione scientifica del candidato.

Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 5 aprile 2017, n. 1592