Ricercatore-Servizio Sanitario nazionale- Attività libero professionale-Incompatibilità


Con la sentenza del 15 giugno 2017, n. 2933, il Consiglio di Stato, Sez. III, ha sancito che la cessazione del rapporto di servizio dei medici dipendenti delle università esercenti attività assistenziale presso le strutture sanitarie pubbliche non esige il contemperamento tra gli interessi, in quanto manca il rapporto di impiego fra la struttura sanitaria e il medico universitario; per tale motivo, è previsto il diverso procedimento di cui all’art. 5, comma 14, del d.lgs. 21 dicembre 1999, n. 517, che non prevede diffida, ed il cui esito non è comunque in grado di intaccare il rapporto di impiego con l’ateneo di riferimento. I giudici hanno, inoltre, affermato che spetta alle università-come per le aziende sanitarie con riferimento al rispetto del principio di incompatibilità (in caso di intra moenia) e unicità (extra moenia) del rapporto assistenziale con il Servizio Sanitario Nazionale-vigilare sul rispetto del dovere di esclusività della prestazione lavorativa stabilito, per i rapporti di pubblico impiego, dall’art. 53 d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. III, 15 giugno 2017, n. 2933